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26/giu/2007 13.49.00 concorso Contatta l'autore

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CONCORSO TEATRALE FEMMINILE “LA PAROLA E IL GESTO” IMOLA

Concluse le selezioni

 

Il concorso di Imola è troppo intrigante, sorprendente ed emozionante perché non se ne parli. Intrigante per le ragazze che danno corpo e voce ad un modo tutto femminile di fare teatro; sorprendente per i componenti la Giuria che nel corso delle quattro serate di selezione appena concluse, hanno avuto modo di scoprire dei veri talenti. Emozionante per un pubblico meraviglioso che sembra adottare per sette settimane queste giovani attrici: le premia, le consola, le incoraggia, le confronta con competenza e partecipazione.

Questa in breve è la cronistoria delle 18 migliori prove che hanno permesso a 21 attrici (15 singole più 3 gruppi ciascuno composto da 2 concorrenti) l’ammissione alle prossime semifinali.

L’avvio dell’ 1 giugno si è svolto nella splendida cornice della Sala grande di Palazzo Tozzoni. In questo ambiente, avvolto dalla sola luce del grande lampadario, i quadri d’epoca della famiglia facevano l’occhiolino alle ragazze, quasi ad esorcizzare l’apprensione per la prova.

La migliore della serata è stata AIDA TALLIENTE con un monologo da Le cognate di Michel Tremblay (punti 37,86) L’attrice ha reso efficacemente l’immagine della Signora Rose, casalinga di 44 anni frustrata da un matrimonio per nulla appagante e dalla vita stessa. Grande interprete, capace di gestire ritmo, gestualità, comicità ed espressività nel migliore dei modi.

Da anni si fa strada con sempre maggiore forza e vitalità lo spettacolo di animazione, frutto di contaminazioni fra teatro e gioco, sport, danza, musica. I risultati sono fra i più suggestivi e accattivanti: una sorta di spettacolo completo. Questa influenza, per quanto costretta in un tempo e uno spazio ridotti all’osso, si è registrata con ampio consenso nella performance di CLIO GAUDENZI con Il tamburo di latta di Gunter Grass (punti 36) - grazie alla quale l’Attrice ha ottenuto il Premio del Pubblico e della Giuria dei Giovani. Nel brano, con grande presenza scenica, l’attrice interpreta Oskar. Egli è deforme come lo è la società in cui si ritrova a vivere: si specchiano l’uno dentro l’altra. Il suo fedele tamburo di latta lo accompagna in ogni idea, ogni immagine, ogni suono. Anche la musica di sottofondo è opera dell’attrice.

LETIZIA MASSIMO (in arte TIZIANA)  è stata capace di rendere intuibili per ciascuno, secondo la propria fantasia, le parole incomprensibili della Metasemantica di Fosco Maraini con l’interpretazione delle due Poesie:  Il lonfo e Il giorno a urlapicchio. (punti 33,86). Metasemantica; ludolinguistica: un linguaggio per i sognatori, per chi fantastica con la mente e ama abbandonarsi ad un mondo irreale. Molto brava nella gestualità e nella vocalità per questo brano estremamente difficile.

PADMAWATI TRENTIN ha esordito coraggiosamente con un adattamento da "Calderon della barca": ultimo monologo di Rosaura di Pier Paolo Pasolini (30 punti)

Con una buona gestione dello spazio e della voce, ha reso efficacemente i diversi momenti della protagonista: una voce che si sveglia al centro della follia. La vita dunque è un sogno? O è il sogno che fa parte della vita? Duri possono essere i risvegli di chi confonde il sogno con la realtà.

30 punti anche per il duo MARTINA DE SANTIS e SARA URBAN con un dialogo tratto da Le muse orfane di Michel Marc Bouchard.  Con un’ottima sintonia, movimenti fluidi, buona dizione e gestualità, hanno presentato un classico del teatro contemporaneo. Nell’incontro fra le due sorelle emerge efficacemente un disagio esistenziale, per una famiglia dove la mancanza della madre, fuggita per amore e la conseguente emarginazione da parte dei compaesani, hanno fatto crollare un equilibrio fragile.

La sera dell’8 giugno, un pubblico di affezionati ha interrotto per alcune ore il percorso di Imola in Musica, scegliendo di essere spettatore anche degli effetti suggestivi che la Sala Grande di Palazzo Tozzoni regala. Ed è stato premiato da una serie di performances di tutto rispetto, eseguite da delle vere attrici.

La più apprezzata all’unanimità da Pubblico, Giuria dei Giovani e Giuria tecnica è stata VALENTINA FOGLIANI che si è portata a casa i due premi serali (Pubblico e C.E.S.I.). proponendo un brano di cui è autrice “La commedia Gabrielliana” (punti 35,25). E’ stato un piccolo capolavoro di fantasia, grazia e comicità, riuscendo a cambiare i personaggi, senza perdere ritmo, espressività e contatto con gli oggetti di scena. Una storia ispirata alla commedia dell’arte, con l’uso di più personaggi: i due innamorati, la Regina e sua figlia, l’amico e la serva. E un finale tragicomico.

ELISABETTA D’ACUNZO (punti 34,50) ha dato corpo e voce a tutta la visceralità e il calore del popolo napoletano, espresse in un testo famoso di Annibale Ruccello: “Il mal di denti”. Attrice da vera sceneggiata napoletana, ha convinto e coinvolto con un’ottima gestione della voce e dello spazio, con un buon ritmo e una grande interpretazione.

Il dialetto napoletano ha dominato la serata con una vera rivelazione: il gruppo ROBERTA MISTICONE e VERONICA ESPOSITO (punti 33,50). Bella esecuzione, grande energia e ritmo, coreografia perfetta, nella rappresentazione del canto delle lavandaie da “La gatta cenerentola” di Roberto De Simone. Le attrici hanno saputo alternare il dialogo col canto, riuscendo ad interagire col pubblico e a proporre un finale insolito e coinvolgente.

Accompagnata da un ottimo violoncellista, LARA BELL’ASTRI con la sua bella voce chiara e ben impostata, ha proposto una poesia di Tonino Guerra “E caval d’Ulisse” ottenendo un voto medio di 30,38.

Sensibile, espressiva, emozionante, GIULIA CESAREO si è coraggiosamente cimentata nell’interpretazione del V° canto dell’Inferno di Dante. La notorietà della poesia ha reso partecipativo un pubblico attento, che ha colto la passione di questa giovane attrice, premiandola con un lungo applauso (punti 30,25).

Il disagio femminile in tutte le sue sfaccettature è riecheggiato nel cortile di Palazzo Tozzoni dai monologhi e dialoghi delle partecipanti alla terza serata di selezione, venerdì 15 giugno. Un teatro-denuncia, espresso attraverso il dramma, l’ironia, la comicità, che ha lasciato al pubblico messaggi e valori di estrema attualità.

Con una mimica carica di simpatia, un modo semplice e contagioso di raccontarsi, ANNAMARIA AMATO ha convinto pubblico, giuria dei Giovani e giuria tecnica con un brano da "I monologhi della vagina": l'inondazione di Eve Ensler. (punti 34,80). Il testo racchiude in sé il dramma reale di una donna non più giovane, che racconta con ironia e leggerezza una vicenda ormai passata,  che però ha lasciato un segno indelebile nella sua vita.

Ancora Michel Tremblay  con un interessante adattamento di VINCENZA PASTORE - Da “Le cognate”. L’interprete (che in questi giorni ha ricevuto una menzione speciale al premio Hystrio) ha sviluppato un collage di tre piccole storie: Tre donne, tre vite, tre amori, tre verità. Un testo esclusivamente femminile, per raccontare l’urlo delle donne, il loro universo. Grande trasformista, tiene bene in tutti i personaggi con un’ottima interpretazione e una grande carica. (punti 34,50)…

PAOLA GALLI e ANGELA SILVANO hanno giocato con i personaggi de “Il caro estinto” di René De Obaldia (punti 32,70): un dialogo brillante che si rifà in chiave contemporanea allo stile del teatro dell’assurdo. La realtà comunicativa si sgretola per lasciar spazio ad un assurdo che si presta a cambi di ritmo e di situazioni coinvolgenti, interpretate con efficacia, ironia e gran movimento sulla scena.

Nel libero adattamento del monologo di Andromaca da "Le troiane" di Sartre, l’attrice FRANCESCAELISA MOLARI ha valorizzato l’espressività corporea, riuscendo in questo modo ad accentuare la sua capacità di trasmettere le forti emozioni che questo testo richiede.Voto medio 32,50.

Le bellissime parole di Heiner Muller in un brano estrappolato da Quartett sono state coraggiosamente proposte da ELISA CALVI (punti 29,20) - Con forza e passione ha descritto un mondo sorretto dall'incessante scorrere del tempo, dove "la vita si ripete finchè l'abisso rimane spalancato".

Nella serata del 22 giugno, la competizione tra cartelloni e manifestazioni estive, non ha distolto l’attenzione per il concorso a quel nutrito gruppo di affezionati che ci segue da anni, perché questa iniziativa rappresenta una sfida e una scommessa non solo per le partecipanti, ma anche per un pubblico esperto ed appassionato, che riconosce al teatro la capacità di unire l’utile al dilettevole, con tempi per la riflessione, la conoscenza e la sensibilità.

In particolare ne hanno dato prova le tre migliori partecipanti della serata:

Con un testo straordinario e grande ritmo, LUISA NOLI ha divertito con un brano del gettonatissimo Annibale Ruccello - Da "Mamma - piccole tragedie minimali": La telefonata (VOTO 37,78) e Premio del Pubblico. Con grande presenza scenica, una straordinaria capacità espressiva e vocale, ha descritto la filosofia e la superstizione colorata di una Napoli piena di vitalità e contraddizioni.

Fantasia, grande energia e voce ben impostata per ALESSANDRA CROCCO (PUNTI 34,66) con il monologo del nunzio da "Medea" di Euripide. L’attrice ha dato ricchezza e forza immaginativa a questo racconto, uno dei più intensi del teatro greco: il messaggero annuncia la terribile morte della principessa Glauce e di suo padre Creonte per mano di Medea.

Infine KIRA IALONGO con DEATH AND DANCING che ha conquistato la Giuria dei Giovani. in un immaginario Hyde Park di Londra l’attrice con un’ottima interpretazione, buona tecnica ed espressività, in grado di mantenere la tensione del testo di Claire Dowie, ha descritto la consapevolezza di chi ha tentato tutto, ma si è trovato a scontrarsi con quella società fondata solo su valori economici, essendosi ormai dimenticata di quelli umani.  (PUNTI 32,22)

Vitale per le attrici è un pubblico attento e attivo, vitale per gli organizzatori è la struttura messa a disposizione a Palazzo Tozzoni, dove mancano tutti gli altri effetti speciali, suggeriti dalle luci, dall’amplificazione dei suoni, dalla scenografia, per cui ogni attrice si mostra veramente per le capacità che possiede. Vitale è la continuità da 12 anni a questa parte di questo concorso, la sua visibilità e notorietà in un crescendo superiore ad ogni aspettativa, grazie al contributo offerto da chi continua a investire sui giovani, vale a dire La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, L’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola e la Coop.va C.E.S.I. di Imola. Vitali la Giuria tecnica e la Giuria dei Giovani.

Il personaggio illustre (o i personaggi?) che ospiteremo quest’anno verrà svelato come di consueto nel corso dell’imminente prima serata di semifinale del 29 giugno, ma possiamo dire fin da ora che darà lustro alla manifestazione e sarà molto apprezzato dal pubblico imolese e dalle partecipanti.

 

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