Casarsa: Paolo Villaggio apre la stagione teatrale (domenica 18-11)

15/nov/2007 11.10.00 Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia Contatta l'autore

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Primo appuntamento con la stagione di prosa di Casarsadella Delizia.

Domenica 18 novembre, alle 20.45, ci sarà PaoloVillaggio con il suo "Serata d'addio" ad inaugurare laprima stagione di prosa del Teatro Pier Paolo Pasolini.

Allegato e di seguito trovate un comunicato stampa dipresentazione.

Ringraziandovi per la collaborazione, invio cordiali saluti.

 

Ente Regionale Teatrale

del Friuli Venezia Giulia

Fulvio Floreani

Ufficio Stampa

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 In barbaalla scaramanzia, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia eAmministrazione Comunale di Casarsa della Delizia aprono la primastagione di prosa del nuovo Teatro Pier Paolo Pasolini con unospettacolo intitolato “Serata d’addio”. Domenica 18 novembre,alle 20.45, ad inaugurare la stagione – che da dicembre ad aprileospiterà altri cinque appuntamenti – ci sarà Paolo Villaggio alle presecon un monologo che fonde in sé tre atti unici: “Il fumo uccide”, tratto da “Iltabacco fa male” di Anton Cechov, “Una vita all’asta”, ispirato da “Il cantodel cigno” sempre di Anton Cechov e “L’ultima fidanzata”, ispirato da “L’uomodal fiore in bocca” di Luigi Pirandello. La regia dello spettacolo è affidataad Andrea Buscemi, mentre la produzione è di Fama Fantasma.

         “Seratad’addio” è, in qualche modo, un autobiografia di Paolo Villaggio. Cechov ePirandello servono unicamente da fil rouge per intrecciare ricordi,esperienze, pensieri legati ai 55 anni di vita professionale dell’attoregenovese. Solo, sul palcoscenico, Villaggio racconta le tre stagioni dellavita. La giovinezza, nel primo monologo, è rivelata attraverso una conferenzacontro le dipendenze: tabacco, eroina, alcol. Cechov resta sottotraccia, mentrein primo piano ci sono i ricordi di Paolo. Nella seconda parte, Villaggio sigetta in una riflessione, sempre stimolata da Cechov, sulla vita dell’attore e,più in generale, sul Teatro. L’addio alla professione è quindi il prologoall’ultimo atto unico, quello ispirato dal celebre “Uomo dal fiore in bocca” diPirandello. Inevitabilmente, la chiusura è dedicata all’ineluttabile. Il filoconduttore che anima questi tre momenti teatrali è la disperazione, laribellione e la solitudine di un uomo, ma allo stesso tempo la sua trascinantecarica comica e grottesca.

         PaoloVillaggio è attore, regista e scrittore. Dopo diverse esperienze lavorative(molte delle quali saranno fondamentali per costruire il personaggio del rag.Ugo Fantozzi), viene scoperto a fine Anni Sessanta da Maurizio Costanzo. Lapalestra del cabaret lo proietta nel cast di Quelli della Domenica,programma attraverso cui il pubblico impara ad amare i personaggi del ProfessorKranz, di Giandomenico Fracchia e di Fantozzi. Di lì a poco Fantozzi diventa unlibro di successo, non solo in Italia. Il passo successivo è, naturalmente, ilgrande schermo, nel quale Villaggio debutta nel 1975. Lo sfortunatissimoragioniere diventa un’icona per più di una generazione e i suoi tormentoni (adesempio il celebre “Come è umano Lei…”) entrano nel parlato comune degliitaliani. Nel prosieguo della carriera, Villaggio continua a frequentare - conlo stesso interesse e con altrettanta fortuna - letteratura, cinema e teatro.

Infoal sito www.ertfvg.it o chiamando la BibliotecaCivica al n. 0434/873981.

 

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