Trilogia di Belgrado: un incontro prima della prima e lo spettacolo

Trilogia di Belgrado: un incontro prima della prima e lo spettacolo Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi Sala Teatro da mercoledì 12 a mercoledì 19 dicembre 2007 ore 20.45 sabato ore 17.00 e ore 20.45 domenica riposo ingresso libero su prenotazione obbligatoria TRILOGIA DI BELGRADO di Biljana Srbljanovic regia Massimo Navone con il III corso Attori La triste vita dell'altra Serbia, quella dell'emigrazione giovanile.

06/dic/2007 15.23.00 Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi Contatta l'autore

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Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi

 

Sala Teatro

da mercoledì 12 a mercoledì 19 dicembre 2007 ore 20.45

sabato ore 17.00 e ore 20.45

domenica riposo

 

ingresso libero su prenotazione obbligatoria

 

TRILOGIA DI BELGRADO

di

Biljana Srbljanovic

 

regia

 

Massimo Navone

 

con il III corso Attori

 

La triste vita dell'altra Serbia, quella dell'emigrazione giovanile. Protagonisti del dramma a episodi sono ragazzi e ragazze additati come "traditori" dal regime: alcuni dei 200 mila fuggiti dalla Serbia per scampare alle guerre di Milosevic.

 

La voglia di scappare e di allontanarsi dai luoghi in cui si è nati e cresciuti, per fuggire alla guerra ma anche a un'identità che non si è scelta e con la quale si è comunque costretti a confrontarsi. Questo il tema di fondo del dramma di Trilogia di Belgrado della scrittrice serba Biljana Srbljanovic, messo in scena dal III corso Attori della Paolo Grassi diretti da Massimo Navone.

 

Tre atti per raccontare le esistenze di tre diversi gruppi di ragazzi emigrati dalla loro città per evitarne l'incertezza politica e sociale e il clima di sotterranea violenza. Due fratelli trasferiti a Praga, due coppie a Sidney e tre amici negli Stati Uniti. Tre episodi esemplari di una intera generazione cresciuta tra odio, violenza e morte, che ha lasciato la Serbia per inseguire una speranza di vita "possibile": nei tre quadri i personaggi sono accomunati dallo stesso destino, l'integrazione/emarginazione nella nuova realtà attraverso la condivisione con i propri coetanei delle soddisfazioni e delle inquietudini del quotidiano. Ogni personaggio è un segmento di vita spezzata che anela a ricostruire la propria esistenza e la propria identità, anche attraverso rotte e logiche discordanti, ma tutti con il pensiero rivolto al loro paese. Il forte legame con la terra d'origine nutre in ognuno la speranza nella possibilità di cambiare la realtà per un futuro fatto di unità e di convivenza fraterna.

 

Tuttavia niente toni drammatici: Bilyana Srbljanovic sceglie un linguaggio ricco e vitale, da commedia dell’assurdo, che spinge sul pedale del grottesco e che è la cifra di tutti i suoi drammi da "Trilogia di Belgrado" a "Giochi di famiglia", "La caduta", "Supermercato", "America, parte seconda" e "Le cavallette". Drammi rappresentati fino ad oggi in più di centoquaranta teatri di tutto il mondo e che hanno fatto di lei la scrittrice più nota della area balcanica.

 

 mercoledì 12 dicembre

SALA TEATRO

ore 17.30

 

“10 anni dopo”

Franco Quadri incontra Biljana Srbljanovic

 

Allora, dieci anni fa, era il teatro di guerra. Ed era il critico ed editore Franco Quadri ad intervistare la drammaturga serba. Oggi è ancora Franco Quadri a condurre l’incontro con la scrittrice che in aprile ha ricevuto a Salonicco il prestigioso Premio Europa Nuove Realtà Teatrali, ex equo con il regista Alvis Hermanis.

 

Ora, in tempo di pace, qual è il teatro di Biljana Srbljanovic? Biljana allora rifletteva su di sé: “Come in un quadro cubista, il mio volto è per metà quello di un combattente, per l'altra metà quello di una vittima. Ma se non voglio essere nè combattente nè vittima, non c'è posto per l'identità. Io che voglio la libertà di opinione sono costretta a scrivere di un'unica cosa, o meglio contro un'unica cosa, contro la guerra, contro la violenza, contro l'odio nazionalistico. In questa vita, l'unica che posseggo, mi piacerebbe anche scrivere di qualcos'altro”.

Ricevendo il premio Ernest Toller nel 1999 - all’età di 29 anni - Biljana Srbljanović iniziava il suo discorso con queste parole: “lasciate che mi presenti: sono una persona senza identità. Posso soltanto affermare di essere una donna adulta che vive in Europa al crocevia dei secoli. Tutto il resto è vago.”

Questa persona “senza identità” è una artista e una figura pubblica della vita politica e culturale serba, famosa in tutta Europa non solo per i testi teatrali messi in scena con grande successo- ultimo in odine di tempo Lucuste per la regia di Thomas Ostermeier -e per i numerosi e significativi premi ricevuti, ma anche per la personalità e l’indubbio carisma, per l’attenzione ai problemi sociali e per la denuncia dei compromessi.

 

                                            Per salutare Biljana, un aperitivo prima della prima

 

Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi

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