ANTIARTE NELLA COMMEDIA DEGLI ERRORI

20/ago/2008 09.51.09 Andrej Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

      

     ANTIARTE NELLA COMMEDIA DEGLI ERRORI

 

Di Agius & Francione

 

 

   Il Globe Theatre, ideato da Gigi Proietti all’interno di Villa Borghese a Roma,  riproduce la caratteristica “grande O di legno” dell’originale inglese e  vuole essere uno spazio per la creatività e la fantasia degli artisti italiani e stranieri in una prospettiva multidisciplinare, ma anche un palcoscenico adatto ad allestimenti elisabettiani che ne esaltino la felice essenzialità e la linea architettonica.

    In questa splendida struttura, in piena tradizione britannica, stavolta è andato in scena La commedia degli errori di William Shakespeare per la regia di Fabio Grossi. La compagnia, oltre che da un eccellente  Gianni Giuliano nei panni di da Egeone,  è composta da giovani professionisti, ma si avvale di professionalità affermate nel mondo del teatro come Santuzza Calì per i costumi e Germano Mazzocchetti per le musiche, il disegno luci sarà curato da Umile Vainieri.

The Comedy of Errors  è una delle prime  scritte da Shakespeare. Ispirata a I menecmi di Plauto, in quest'opera il meccanismo comico del doppio viene elevato all’ennesima potenza: ai due omonimi fratelli si aggiungono i due servi, anch'essi identici e omonimi. Un tema da antiarte a mostrare la continuità estetico-storica nella creazione e produzione dell’opera d’arte,  patrimonio dell’Umanità, prima ancora che dei singoli  creativi i quali non fanno altro che elaborare contenuti e tecniche dei loro predecessori

La vicenda si svolge in un’unica giornata, dall'alba al tramonto, passando da un tragico inizio, con Egeone condannato a morte, al più classico degli happy end, con la famiglia ritrovata e un nuovo matrimonio all'orizzonte.

Egeone sulla forca attende di venir giustiziato da Solino, Duca di Efeso, poiché ha osato violare l'ordinanza secondo la quale nessun siracusano ha il permesso di mettere piede in città a causa della rivalità che avvelena i rapporti tra i due centri. Eppure il carisma e la nobiltà che traspaiono da Egeone convincono il Duca ad ascoltare la sua storia. Il personaggio racconta, quindi, di essere caduto in disgrazia in seguito ad un naufragio, a causa del quale è stato separato dalla moglie, da uno dei suoi due gemelli e da uno dei suoi due schiavi, anch'essi gemelli; cinque anni prima l'uomo aveva poi inviato il figlio rimastogli e lo schiavo alla ricerca del resto della famiglia, ma questi non avevano fatto più ritorno. Il Duca, commosso dal triste racconto, concede allora ad Egeone di avventurarsi per Efeso alla ricerca della somma di denaro necessaria per riscattarlo dal suo destino giudiziario

E’ a questo punto che si scatena il vortice dei doppi gemelli che si sovrappongono e si alternano creando una ridda di situazioni pazzesche. Nella storia delle rappresentazioni elisabettiane, le due coppie di gemelli sono state sempre interpretate da due attori dall'aspetto simile. In alcune rappresentazioni moderne, i fratelli e i servi sono stati interpretati da un unico attore. Nella versione scenica di Fabio Grossi un attore interpreta insieme i figli Antifolo di Efeso ed  Antifolo di Siracusa(Fabrizio Amicucci), un altro i servi  Dromio di Efeso e Dromio di Siracusa (Fabio Pasquini) fino al trucco finale da marionetta doppia  della presenza contemporanea in scena dei gemelli .

   “Questa lettura del lavoro shakespeariano sottolinea il clima da commedia che lo caratterizza: pur rispettando il dramma raccontato inizialmente, il percorso si snoda  tra ambiguità ed equivoci propri della trama. Il gioco dell'uguale letto come il diverso, consente di evidenziare come la diffidenza nei confronti di ciò che si ritiene diverso può portare verso una confusione d'intenti che va oltre il ragionevole dubbio. In questo gioco di doppi, quello che all'inizio passerà come drammatica espressione di vita, alla fine si contrapporrà con il proprio doppio, in una metafora che oscilla tra la vita e la morte”.

  Il doppio, infine, si rivela nel gioco simbolico della duplicazione all’infinito dello stesso tema tra autori di generazioni diverse, siano essi autori  registi, attori etc. in una circolarità perfetta espressa dalla stessa struttura elisabettiana  del teatro di Villa Borghese.

 

             http://www.antiarte.it/antiarte/commedia_degli_errori.htm

            http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=9276

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl