"La casa di Bernarda Alba" di F.G Lorca. 7 - 19 Ottobre Teatro Agorà di Roma

Con il Patrocinio dell'Ambasciata di Spagna e dell'Istituto "Cervantes" di Roma Roma TEATRO AGORA (sala b)' Via della Penitenza,33 tel. 06/6874167 dal 7 al 19 ottobre 2008 dal martedì al sabato ore 21, la domenica ore 17,30.

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Roma, 23/09/2008

                                                 COMUNICATO STAMPA

 

La compagnia “L'Arcangelo andaluso” presenta

 

                     LA CASA DI BERNARDA ALBA” di Federico Garcìa Lorca

 

interpreti: Daniela Ferri, Anna Rita Del Piano, Paola Tarantino, Giulia Morgani,

Paola Campanelli, Tatiana Cicero, Paola Toscano, Lucia Di Ponzio, Rita Perugini, Palma Lina Felice.

Regia Daniela Ferri.

Con il Patrocinio dell’Ambasciata di Spagna e dell’Istituto “Cervantes” di Roma

 

                       Roma  TEATRO AGORA (sala b)' Via della Penitenza,33 tel. 06/6874167     

dal 7 al 19 ottobre 2008 dal martedì al sabato ore 21,  la domenica ore 17,30.

 

Il dramma racconta la storia di una donna, Bernarda Alba, madre di cinque figlie che alla morte del secondo marito impone in casa il rispetto assoluto del lutto, impedendo alle figlie qualsiasi contatto col mondo esterno. Nel momento in cui Pepe il Romano (unico personaggio maschile di cui si parla molto, ma che non appare mai in scena) il più bel giovane del paese, si fidanza con Angustias (figlia del primo marito ricco, unica ereditiera) le altre quattro sorelle (Adele, Martirio, Amelia e Maddalena) si lasceranno divorare dall'invidia e dallo spasimo per la libertà negata. Un altro personaggio che Bernarda tiene segregato nella sua stanza è la madre, Marìa Josefa, per nascondere e contenere la sua follia, che non le impedisce di intuire ed esprimere delle verità nascoste.

L'opera è travolgente ed è permeata dal desiderio di vita e da una sensualità repressa cui il caldo della torrida estate andalusa e la casa-prigione danno un'enfasi ossessionante.

Anche la Ponzia, la saggia e spassosa governante, e la serva restano travolte dalla vicenda.

Un popolo di donne soffocate da continue privazioni, all'interno di una casa in cui non si può ridere, amare, piangere o esistere. Nel finale Bernarda Alba s'innalza a potenza estrema in grado di generare, ma anche di distruggere.

Dieci personaggi al femminile, dieci attrici, per ridare vita ad un testo meraviglioso dove scene costruite con la tecnica del realismo si alternano a momenti surreali ed onirici. Un concertato di musiche, parole, canzoni, luci, suoni e colori della Spagna andalusa.

Come regista ed interprete ho avuto l'esigenza di “inventare” un  personaggio surreale, fuori dal tempo, una giovane Bernarda vestita di bianco che, come un fantasma, si aggira per la casa, ascolta e consola le figlie e si scontra con la madre Maria Josefa, facendo intuire la  probabile causa del suo esagerato rigore.

Sicuramente, per l'autore, Bernarda Alba simboleggiava la repressione franchista e le sue imposizioni sono lo specchio di un sistema reazionario, politico e religioso che governavano la Spagna di allora, dal quale Lorca è stato ingiustamente ucciso.

L’autore ripropone con questa sua ultima opera un teatro mediterraneo, senza tempo, che dalla tragedia dell'antica Grecia risorge, a distanza di secoli, all'altro capo del medesimo mare.

 

Daniela Ferri

 

Ufficio Stampa

Giuliana Meli

Tel. 3470840471

 

 


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