spettacolo teatrale "Anvedi Goethe", link corretto

spettacolo teatrale "Anvedi Goethe", link corretto Stefano Vigilante in "Anvedi Goethe" scritto diretto e interpretato da Marco Maltauro con la partecipazione di Natalie Wilhelm I In occasione del tour di novembre che porterà lo spettacolo ideato per la Casa di Goethe Roma anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, 4 - 9 novembre 2008http://www.ilrossetti.it/scheda_altripercorsi.asp?RecordID=3357 Unica replica a Roma Sabato, 1 novembre 2008, ore 17.30 Nuovo Teatro Colosseo Via Capo d'Africa, 29 A 00185 Roma (Colosseo) Info: 333.2539255 € 5,00 (tessera associativa) Dappertutto, a Roma, in Italia, nel mondo, in televisione, in politica, nella vita di tutti i giorni, si incontra ormai la triste figura dell'Ignorante Fiero.

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24/ott/2008 14.49.22 Dorothee Hock Contatta l'autore

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Stefano Vigilante in “Anvedi Goethe”

scritto diretto e interpretato da Marco Maltauro

con la partecipazione di Natalie Wilhelm

I

In occasione del tour di novembre che porterà lo spettacolo ideato per la Casa di Goethe Roma

anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, 4 – 9 novembre 2008
http://www.ilrossetti.it/scheda_altripercorsi.asp?RecordID=3357

 

Unica replica a Roma

Sabato, 1 novembre 2008, ore 17.30
Nuovo Teatro Colosseo
Via Capo d'Africa, 29 A
00185 Roma (Colosseo)
 
Info: 333.2539255
€ 5,00 (tessera associativa)
 
 
 

Dappertutto, a Roma, in Italia, nel mondo, in televisione, in politica, nella vita di tutti i giorni, si incontra ormai la triste figura dell’Ignorante Fiero. Che oltre a essere ignorante sul serio, è anche fiero della sua ignoranza, addirittura aggressivo.
Maltauro immagina che uno spavaldo burino (interpretato dal comico romano Stefano Vigilante) sia costretto ad ascoltare una sera un’appassionata lettura de I dolori del giovane Werther di Goethe. E che succede? L’Ignorante interrompe, irride, attacca, dapprima. E fa anche ridere. Poi però ascolta. E, proseguendo la lettura (il lettore Werther è coadiuvato da una graziosa assistente tedesca) pagina dopo pagina, è catturato dall’intreccio del romanzo, si lascia sedurre dalla poesia di quell’amore tragico, dalle descrizioni di paesaggi naturali, dagli slanci, dalle riflessioni, dalle insofferenze del protagonista, si immedesima in lui, piange con lui, e alla fine esclama commosso: Anvedi Goethe, espressione romanesca di sorpresa e ammirazione, nei confronti del genio tedesco. Il rozzo e fiero ignorante ha scoperto Goethe, ha scoperto cioè che i grandi autori non parlano di cose “difficili”, ma semplicemente di noi.

 

 
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