aulularia - inferno in casa

aulularia - inferno in casa TEATRO FARA NUME Via D. Baffigo 161 Roma Lido di Ponente Tel 065612207 Fax 0656341784 info@teatrofaranume.it www.teatrofaranume.it Presenta "AULULARIA L'inferno in casa" DI Tito Maccio Plauto REGIA Dario Garofalo Con Dario Garofano Cinzia Maccagnano Luna Marongiu Cristina Putignano Il teatro di Plauto è per "La bottega del pane" spunto straordinario di un lavoro che dal 2001 - grazie all'intuizione di Giancarlo Sammartano e del suo progetto "Plauto in maschera" - ha portato a realizzare tre commedie diverse tra loro ma accomunate dall'uso della maschera della commedia attica nuova secondo i modelli fittili che in anni recenti gli scavi nella necropoli di Lipari ci hanno resistito.

04/dic/2008 17.14.39 paloma Contatta l'autore

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TEATRO FARA NUME
Via D. Baffigo 161
Roma Lido di Ponente
Tel 065612207 Fax 0656341784
info@teatrofaranume.it
www.teatrofaranume.it
 
Presenta
 
“AULULARIA
L’inferno in casa”
DI Tito Maccio Plauto
 
REGIA Dario Garofalo
 
Con
Dario Garofano
Cinzia Maccagnano
Luna Marongiu
Cristina Putignano
 
Il teatro di Plauto è per “La bottega del pane” spunto straordinario di un lavoro che dal 2001 – grazie all’intuizione di Giancarlo Sammartano e del suo progetto “Plauto in maschera” – ha portato a realizzare tre commedie diverse tra loro ma accomunate dall’uso della maschera della commedia attica nuova secondo i modelli fittili che in anni recenti gli scavi nella necropoli di Lipari ci hanno resistito. La messa in scena di questa Aulularia prevede che tutto avvenga “a vista” compreso il problema tecnico delle musiche di scena e dell’illuminazione dello spazio: una gabbia di ferro di 25 metri quadri in cui i quattro attori si fanno in dieci personaggi più una dozzina di figuri, gente del luogo, abitanti, intrusi, cantanti e ambulanti. Tutti concorrono, per via diretta o laterale, alla creazione di una zona cucina non naturalistica, in cui spadroneggiano i due cuochi e il maggiordomo di casa Megadoro, alle prese con un pranzo di nozze i cui ospiti diventano sempre più numerosi e che alla fine si rivelerà per tutti il comune pretesto per una festa liberatoria. Al centro dell’azione il vecchio Euclione, avaro impenitente, attaccato a un tesoro che forse non esiste, uomo solo contro tutti, verde di rabbia, sempre tremante, che parla con i muri, che ha la casa popolata da fantasmi. Uno spettacolo di sapore aristofanesco, di comicità immediata, cattiva, mai rassicurante, in cui la drammaturgia, resa essenziale, si fa “scrittura danzante” privilegiando gli aspetti più grotteschi della commedia antica.
 
 
ufficiostampa@teatrofaranume.it

 

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