Danza butoh al Sala Uno

Danza butoh al Sala Uno Rassegna Eventi SalaUno Teatro presenta la terza tappa di debutto in società ospite della sezione danza â€oeCorpo femminile†DEBUTTO IN SOCIETA’ Il butoh sulla scena della danza contemporanea 5-8 febbraio 2009 5 febbraio ore 21 GENEALOGIA DI UN PESCE solo di e con Marie Thérese Sitzia Genealogia di un pesce Ideazione e danza Marie-ThérÃse Sitzia Costume Daniela Salernitano Disegno luci Gianni Staropoli Suoni Gabriele Salati Musiche Plaid Genealogia di un pesce à un lavoro che s’interroga sulla differenza tra l’occupare (lo spazio e il tempo) e il produrre (lo spazio e il tempo).

02/feb/2009 22.56.06 Giulia Contadini Contatta l'autore

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Rassegna

Eventi

 

SalaUno Teatro

presenta

 la terza tappa di debutto in società ospite della sezione danza “Corpo femminileâ€

 

DEBUTTO IN SOCIETA’

 Il butoh sulla scena della danza contemporanea

5-8 febbraio 2009

 

 

 

5 febbraio ore 21

GENEALOGIA DI UN PESCE


solo di e con Marie Thérese Sitzia

 

Genealogia di un pesce
Ideazione e danza Marie-Thérèse Sitzia

Costume Daniela Salernitano
Disegno luci Gianni Staropoli

 Suoni Gabriele Salati

 Musiche Plaid

 

Genealogia di un pesce è un lavoro che s’interroga sulla differenza tra l’occupare (lo spazio e il tempo) e il produrre (lo spazio e il tempo).


Si è ristretto il margine, il corpo in una prigionia del limite. Dalla letterale assunzione di questa coordinata spazio-temporale, scaturisce la tensione che deforma, disloca, separa non solo lembi, ma parti, porzioni di ossa, allunga lo scheletro creando spazi nelle articolazioni. È in questi spazi che ha sede una vertigine dinamica. Il corpo messo in crisi nel limite genera una dinamica che non si esaurisce nel tempo, ma è un continuo divenire combustione. Un avvenimento attualizzante.

Note sul titolo: il pesce è simbolo della Dea Madre, rappresentazione grafica del ventre femminile. Negli affreschi tombali egizi come nei mosaici romani di età imperiale, alimento ma anche simbolo di fertilità e di sessualità (il delfino, considerato un pesce, era il simbolo di Afrodite e della sua corrispettiva babilonese, Freya). Come non ricordare poi le mitiche sirene omeriche e gli dei-pesci fenici? O ancora la presenza nei miti indiani di Maya, il pesce parlante?

La genealogia è la disciplina che si occupa di ricostruire e tramandare le origini familiari, le discendenze e i legami di parentela.

Tema del corpo primordiale. Ricerca di una radice mitologica del corpo. L’odore di una nuvola apre la visione di un non tempo prenatale nel tempo dell’uomo, prima del cane, la sirena o il delfino e prima ancora il pesce?

La suggestione nasce da un racconto di Tatsumi Hijikata sull’osservazione dei bambini, sul loro corpo indistinto rispetto agli oggetti … un bimbo dà da mangiare alla sua coscia, un altro porta il mestolo a incontrare…

E dal mercato del pesce di Pozzuoli, dal macellaio, da Napoli e da Rembrandt.

 

 

 

6 febbario ore 21

SYMPHONIE POUR UNE DISSOLUTION

Solo di Camille Mutel

 

 â€œIn principio, vi è l’abisso di rottura. Quindi tutti i tentativo di ponte sul. Ho scelto l’erotismo come una trasgressione di questo vuoto. “

Symphonie pour une scioglimento offerte su ciò che potremmo chiamare la fine della commedia femminile. 
E ‘il progressivo distacco del sistema di drammatizzazione dei mezzi impiegati a ponte sul; particolare quelli di seduzione. 
Possiamo vedere la mise-en-abîme ciclico di sequenze di ciascuno di questi tentativi, che da un ultimo danza tendono verso i loro scioglimento. 
Per far apparire questo stato di fondamentale mancanza che costituiscono ogni essere umano, che nessuna presenza, o addirittura nessuna immagine compilare più. 
Uno stato di vuoto, l’origine della creazione.

 

 7-8 febbariao ore 21

SOLO


Coreografia di Moeno Wakamatsu

Biografia  Moeno Wakamatsu 

Nata in un Tempio Jodoshu di Asakusa, nel centro di Tokyo, Moeno Wakamatsu  si trasferì all’estero in tenera età. Attualmente vive tra New York e la regione francese della Normandia. Educata a suonare il piano fin da piccola, per poi seguire in gioventù gli studi di architettura, a 27 anni ha lasciato la carriera da architetto per intraprendere esclusivamente il lavoro di ballerina solista. Il suo lavoro si manifesta al di fuori dall’arte delle idée e dei concetti, ed è finalizzato alla comunicazione diretta e all’intensificarsi del tempo e dello spazio. Il suo lavoro, rivelazione di un’espressione che sta oltre il movimento fisico, spesso trascende le categorizzazioni della danza ordinaria.

 

 

APPROCCIO ALLA DANZA

La Danza è uno status della mente  e del corpo  che sono pronti a percepire direttamente lospazio e il tempo. Personalmente considero  lo spazio e il tempo come qualcosa che contiene tutto ciò che esiste e tutti i fenomeni – è uno dei principi della realtà. Nel mio tentativo di percepire direttamente il fondamento e l’origine della realtà, sono giunta a percepire una certa forza manifestarsi attraverso me stessa. Ho definito questa forza “la fonte della realtà†o “il desiderio di tempo e spazioâ€. Credo che questa percezione si avvicini molto a quello che altri chiamano il percepire l’anima o la forza divina. Permettendo al mio essere di fare da tramite (da canale) per la rivelazione di questa forza/desiderio, credo che io possa entrare in relazione diretta e “verticale†con la realtà.

Nella nostra società moderna, abbiamo creato molte relazioni “orizzontaliâ€che non hanno diretto riferimento all’origine della realtà, e quindi il nostro comportamento e ciò che viene rivelato attraverso noi stessi è superficiale, poco concreto, e più relativo. Dando grande valore alle relazioni orizzontali, complichiamo noi stessi e confondiamo la nostra relazione con la nostra materialità propria (fisica). Il risultato è che la nostra vera origine diviene meno visibile e meno chiara.

Se noi abbiamo un tipo di relazione verticale – se ci posizioniamo sempre in modo da affrontare la fonte originale di tutte le manifestazioni (il desiderio autentico di realtà) – allora abbiamo una relazione diretta con tutte le cose che esistono. La natura più autentica si manifesta nel nostro essere.

Per me, la danza deve sforzarsi di instaurare una relazione verticale con la realtà. La Danza non è espressione del sé. Noi, in quanto esseri, siamo “espressioneâ€di un’unica sorgente originale. Come danzatrice, io cerco di offrire me stessa a un ascolto da vicino  dell’origine. La danza è un atto di ascolto attivo.

 

Teatro SalaUno

Porta di San Giovanni, 10 tel. 06/7009329

Biglietto intero euro 15,00

Biglietto ridotto euro 12,00 anziani e 7,00 studenti

 

Ufficio Stampa

Giulia Contadini

 cellulare

333/3483517

 email

giuliacontadini@hotmail.com

 



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