È calato il sipario per l’ultima volta: con Salvatore Lelio se ne va un pezzo di storia del teatro italiano

11/mag/2009 14.07.14 Gruppo Panta Rei Contatta l'autore

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È morto nel pomeriggio di sabato 9 maggio l’attore e autore che per oltre mezzo secolo ha animato la scena
teatrale veneta e nazionale. Ultimo grande vecchio di una famiglia d’arte antichissima, i Lelio, le cui radici
affondano nella commedia dell’arte, lascia il ricordo indelebile di una vita dedicata allo spettacolo.
Salvatore Lelio, nato ad Alfonsine novantadue anni fa, impara ben presto l’arte attoriale da grandi maestri
dell’epoca, recitando in compagnie di primaria importanza e al fianco di attori del calibro di Rosina Anselmi,
Angelo Musco, Vittorio De Sica, Turi Ferro e molti altri. Intorno alla fine degli anni settanta decide di
stabilirsi con la famiglia a Bassano del Grappa, luogo che non ha lasciato fino alla morte. Eccezionale
interprete pirandelliano, nel corso della sua lunga carriera si è cimentato con i più grandi testi del teatro
classico e moderno. Partecipò a grandi colossal italiani per il cinema, diretto da registi come Blasetti.
Salvatore nasce durante una tournée della compagnia di giro nella quale erano scritturati i genitori, fin da
piccolo calca le scene apprendendo l’arte teatrale dal padre e dai fratelli maggiori, oltre che dai grandi
attori coi quali collabora. Nel dopoguerra, rimasto senza lavoro successivamente ad un periodo di
arruolamento presso l’ospedale militare di Padova, organizza per il Ministero della Difesa spettacoli di
varietà e teatro per i CAR italiani. Nel contempo inizia a collaborare con i più grandi attori dell’epoca, con
partecipazioni in grandi produzioni teatrali e cinematografiche, si dedica anche al doppiaggio e
all’organizzazione di eventi. Decide verso la fine degli anni quaranta di fondare una compagnia di giro
famigliare col padre e i fratelli, interpretando il grande repertorio classico di quell’epoca che prevedeva
drammi in costume, teatro ottocentesco e le immancabili farse finali. Allora il repertorio di una compagnia
di giro era vastissimo: si sostava in una piazza per mesi e la compagnia era in grado di cambiare spettacolo
ogni sera.I generi erano i più diversi, si passava dal dramma alla commedia, al vaudeville, alla parodia del
melodramma alla farsa. In quel periodo arriva in compagnia, attraverso un annuncio nello storico giornalino
“L’Argante”, una giovane attrice di nome Lea, che Salvatore sposa nel 1949 e con la quale condividerà il
resto della vita.
Una vita fatta di valige, camere d’albergo, applausi e repliche per tutta l’Italia, con predilezione al teatro
siciliano, del quale impara tecniche e stili recitando al fianco di veri e propri mostri sacri delle scene italiane
dell’epoca.
È nel settanta che decide di fermarsi a Bassano del Grappa con la compagnia di famiglia Gruppo 10, della
quale facevano parte anche i figli Ugo, Ottorino, Angelo e Rita,oltre che la moglie Lea. Da alcuni anni
risiedeva con la moglie a San Giuseppe di Cassola dove, appesa la maschera al chiodo, si è dedicato ai nipoti
e alla famiglia.
Sabato, dopo alcuni giorni di degenza all’ospedale San Bassiano, è andato in scena l’ultimo atto. La morte lo
ha preso proprio davanti al grande amore di tutta la vita, la moglie Lea Libassi, con la quale ha condiviso
successi, gioie e sofferenze fino all’ultimo respiro. Se ne esce di scena così un grande vecchio del teatro
italiano, memoria storica di una generazione di grandi artisti che hanno vissuto per l’arte e la cultura una
vita intera. Artista poliedrico, attore moderno e classico al tempo stesso, a suo agio in qualsiasi testo, dal
vaudeville alla tragedia classica, passando per il teatro del novecento e la commedia dell’arte. Interprete ed
esempio di una cultura dell’essere attore che andrebbe insegnata nelle accademie drammatiche italiane.
Senza protagonismi, con una grande professionalità e una tecnica al di fuori dal comune, ma con
quell’umiltà e quella voglia di mettersi in discussione propria dei grandi artisti.
Ci piace pensare che lassù gli angeli, da oggi, abbiano l’occasione di divertirsi ed emozionarsi un poco di più,
e che Tottino, come lo chiamavano tutti affettuosamente, sia solo partito per un’altra piazza.
I funerali si svolgeranno martedì 12 maggio alle ore 16.00 presso la Chiesa di San Giuseppe di Cassola.

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