Teatro Skenè - La lupa di Giovanni Verga

14/set/2004 13.00.54 Stefania Pilato Contatta l'autore

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UFFICIO STAMPA

LE RAPPRESENTAZIONI VERGHIANE TORNANO A VIZZINI
Domenica 26 Settembre prima de “La lupa”

“Sono veramente entusiasta che le “Rappresentazioni verghiane” dopo anni di
emigrazione, dopo aver subito la stessa sorte di tanti personaggi di
Giovanni Verga, tornino a Vizzini, tornino a casa”.
Con questa affermazione Giovanni Ielo, direttore artistico del Teatro Skenè
di Vizzini, mostra tutta la sua soddisfazione nel commentare quello che
definisce un ritorno a casa.
Domenica 26 Settembre alle 19.00 il Teatro Skenè metterà in scena nel
quartiere Fontana, a Vizzini, “La lupa” di Giovanni Verga; adattamento,
integrazioni al testo e regia sono dello stesso Ielo.
Lo spettacolo sigla la chiusura del cartellone “Estate 2004 in Provincia”,
ciclo di manifestazioni organizzate dalla Provincia di Catania e
dall’Azienda Provinciale Turismo del capoluogo etneo.
La rappresentazione sarà replicata nei tre giorni successivi - 27, 28 e 29,
sempre alle 19.00, sempre nel quartiere Fontana a Vizzini - e vede come
partner nella realizzazione delle quattro serate il Comune di Vizzini.
Nate su iniziativa del regista Alfredo Mazzone, le “Rappresentazioni
verghiane” hanno preso il via nel 1972 con “L’amante di Gramigna” recitata
in una cava appena fuori Vizzini.
Non sorprenda la scelta del luogo. Peculiarità di queste rappresentazioni,
infatti, era la scelta di allestirle all’aperto, nei luoghi in cui Giovanni
Verga aveva immaginato agissero i suoi personaggi.
Negli anni ’70 e ’80 Alfredo Mazzone portò in scena, o meglio in strada,
nelle piazze, sui sagrati delle chiese vizzinesi, attori quali Arnoldo Foà,
Regina Bianchi, Turi Ferro, Giulio Brogi, Orso Maria Guerrini e Fioretta
Mari. Affidando loro i diversi ruoli dei personaggi nati dalla penna del
Verga e, probabilmente, ispirati da quegli stessi vicoli e da quelle stesse
pietre che fungevano da palcoscenico, Mazzone, annullando le distanze tra
attori e pubblico, diede vita a quello che fu definito“Teatro di
riviviscenza”.
Nel 1976 inizia la collaborazione del Teatro Skenè, soprattutto di Giovanni
Ielo in qualità di aiuto regista, con Alfredo Mazzone il quale diresse la
sua ultima edizione delle “Rappresentazioni verghiane” nel 1987.
Dal 1989, anno del centenario della pubblicazione del “Mastro Don Gesualdo”
e della scomparsa di Mazzone, le Rappresentazioni” subirono alterne
vicende, fino a quando non furono trasferite a Catania.

Impegnato da sempre nella riscoperta e nella valorizzazione del teatro
siciliano, di autori noti e meno noti, il Teatro Skenè, che nella attuale
struttura opera dal 1982, ha dato vita nel 1994 ad un ciclo di spettacoli
denominato “Veristi a teatro” in cui non è mancata la trasposizione teatrale
di un’opera di Verga: “Gli orfani”.
Nel 2003 ha proposto il secondo ciclo di “Veristi a Teatro” allestendo come
opera verghiana “Le donne del Lupo”, liberamente ispirata da “Caccia al
Lupo”.
Attento ad alimentare l’indissolubile legame tra Verga e Vizzini, il Teatro
Skenè ha lavorato per mantenere in vita la tradizione del teatro di
riviviscenza anche negli anni in cui le “Verghiane” non sono state
realizzate a Vizzini. Organizza da anni, infatti, alcuni spettacoli
itineranti che si snodano tra le vie del paese, all’interno dei percorsi
letterari tracciati da piazze, vie e chiese descritte o citate dal Verga. Su
tutti, “Cavalleria rusticana” e “Mastro don Gesualdo”.
Dal prossimo 26 Settembre, dunque, grazie alla rappresentazione de “La lupa”
il trinomio Verga - Vizzini - Skenè si compone a pieno titolo.

Valore aggiunto alla rappresentazione del Teatro Skenè, che resta uno
stimolo sufficiente per raggiungere Vizzini, è la possibilità che il paese
offre di entrare in contatto, oltre che con il teatro, con lo sguardo di
Giovanni Verga.
A Palazzo Costa, infatti, un palazzo settecentesco appartenuto al chirurgo
Gesualdo Costa sito in via Giovanni Verga, ha sede il Museo “Immaginario
verghiano” che ospita la mostra permanente delle foto scattate dallo
scrittore curata da Giovanni Garra Agosta, scopritore delle foto, e da
Wladimiro Settimelli.
Una copia del materiale fotografico qui fruibile quotidianamente costituisce
la mostra allestita fino al 26 Settembre all’Arengario di Milano. Mostra che
tanta attenzione sta suscitando a livello nazionale in tutti coloro che non
conoscevano il Verga fotografo.
A corredo del materiale fotografico sono conservati a Palazzo Costa anche
alcuni oggetti appartenuti a Verga ed in massima parte legati alla passione
per la fotografia.
Il Museo offre anche altro materiale legato al mondo verghiano e alle
suggestioni che questo ha prodotto su svariati artisti. Sono state raccolte
e qui esposte le foto dei set cinematografici allestiti durante le riprese
di film ispirati alle opere verghiane quali, ad esempio, lo sceneggiato tv
“Mastro Don Gesualdo” di Giacomo Vaccari, “Cavalleria rusticana” di Franco
Zeffirelli e “La lupa” di Gabriele Lavia.
Attualmente ospita anche un’esposizione dal titolo “Verga da
vedere”patrocinata dall’Assessorato BB.CC. della Regione Siciliana (Area
soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Catania) curata da Fulvia
Caffo, Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla.
Tornando al rapporto tra il teatro verghiano e Vizzini, il Museo conserva
numerosissime testimonianze delle rappresentazioni del “Teatro di
reviviscenza” di Alfredo Mazzone.
Grazie alla felice iniziativa di riportare Verga e le sue creature a
Vizzini, il Teatro Skenè e il suo direttore artistico Giovanni Ielo
raccolgono l’eredità del compianto regista ed esprimono l’auspicio che
l’ideale passaggio di testimone che si terrà domenica 26 possa essere
definitivo e riporti in modo permanente le “Rappresentazioni verghiane” a
Vizzini.



Vizzini 14 settembre 2004



Ufficio stampa
Stefania Pilato 338 2343355 stefaniapilato@hotmail.com
Francesco Micalizzi 339 2878013 fmicalizzi@hotmail.com


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