IMPORTANTE !!! 14-19 Dicembre Accademia degli Artefatti

si pone come una essiccazione dei lavori precendenti.

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10/dic/2004 13.55.07 Teatro Vascello Contatta l'autore

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Uno spazio di libertà

 

Il teatro Vascello per lo spettacolo  DALL’INFERNO della compagnia Accademia degli Artefatti vi autorizza a praticare il prezzo ridotto a 5,00 euro per gli studenti per questo spettacolo. aspetto una vostra conferma  per e.mail promozione@teatrovascello.it  o per telefono allo 06 5881021.
Grazie Ufficio
 

14-19 Dicembre

Accademia degli Artefatti

DALL’INFERNO

Dedicato a pasolini, tarkovskji, muller, manganelli

Ideazione  Fabrizio Arcuri e Elio Castellana, realizzazione Rita Bucchi, Paolo Felicetti,

                 Diego Labonia, Scenapparente, video Valerio Fusilli

Interpreti  Miriam Autori, Matteo Angius, Rita Bucchi, Paloma Calle, Paola Cannizzaro, Elio Castellana,

                 Nicola Danesi de Luca, Pieraldo Girotto, Otto - Marco Mercante

Organizzazione Miguel Acebes, 369°

 

In mancanza di un’azione scenica

si pone come una essiccazione dei lavori precendenti. Dal materiale precedentemente raffinato ed esplorato secondo un asse che si muove da una dimensione istallativa e che va verso una dimensione squisitamente teatrale,si esamina la costruzione del personaggio, la vocalita dell’attore e la relazione con lo spettatore attraverso un lavoro di dilatazione spaziale e soprattutto temporale.

Lo spazio teatrale è nelle nostre teste

si pone come un  apparato linguistico che affida la composizione drammaturgica a un processo di continue decostruzioni e ricostruzioni di significati, o meglio sarebbe dire di differite di senso. Recuperando le istanze classiche del teatro e della tragedia greca quali la retorica e la poesia

( che sono espressione anche degli ideali ), qui la voce, il corpo, l’attore, lo spazio scenico e la successione drammaturgica delle azioni/visioni si prestano a mettere in moto il traballante equivoco della realta'. Piu' che di una messa in scena si puo' parlare piu’ propriamente di un operazione di simulazione che tenta di indagare gli stessi meccanismi di mistificazione usati nei media e nella comunicazione contemporanea (dalla televisione, al documentario, alla letteratura) presentandoli pero' come in un negativo, in tutta la loro ambiguita’ e fuggevolezza.

Qui dentro siamo pochi: ma in noi c’è Atene

Niente e’ mai cio’ che e’; tutto si limita a sembrare. O meglio, la sensazione e’ sempre quella di vedere o di piu’ o di meno di quel che abbiamo davanti agli occhi. Resta il dubbio che nulla possa essere, affatto. Tanta intollerabile ambiguita’ è spinta fino a  provocare un corto circuito di senso e un’esplosione che fa strage silenziosa di vittime consenzienti. La simulazione scelta da accademia degli artefatti sembra risolvere in una provocazione poetica l’infinita dialettica dei passi falsi e degli equivoci che nasce da quel madornale errore nel quale ci avvoltoliamo sempre più fittamente: la realta’.

Né l’autore né gli attori vogliono dare scandalo a voi: dobbiamo darlo insieme

Pasolini sferra un attacco alla realta' nel costruire  cose date per naturali e per scontate e nello stesso tempo dandogli quel potere che le fa sembrare naturali nell’essere possibili. Di questo suo tentativo di smascheramento radicale e di amore assoluto per l’uomo, Pasolini rimane vittima sublime. Forse un atto dovuto per chi non conosce il compromesso del "potere".

La dilatazione del reale o lo spappolamento della tragedia.

Uno dei punti su cui lavoriamo nel progetto Dall’inferno è quello della dilatazione dell’attimo. L’attimo prescelto è quello della tragedia (intesa come sfasamento fra norma della quotidianità condivisa e la visione divina dello spazio e del tempo) che contiene in se più tempo di qualsiasi altro momento della vita. Questa analisi prevede uno slittamento al di fuori dello scorrimento cronologico regolare. Si tratta di uscire dallo schema lineare o per meglio dire, si tratta di affondare nella durata infinita di ogni secondo che passa. Immaginiamo un’esplosione vista al rallentatore, o meglio sarebbe dire affrontata non tanto nella sua durata lineare ma verticale quindi infinita. In quel momento si spalancano incalcolabili direzioni di percezione della realtà. Quello che preme qui è di sondare le molteplicità contemporanea degli spazi e dei tempi che si apre quando la realtà viene squartata dall’evento tragico, uno stato per certi versi molto vicino all’esperienza del divino. Un'altra domanda sulla quale riflettiamo è se sia l’evento tragico a scuotere la superficie del reale o non sia piuttosto essa, la realtà, che crea l’evento tragico non potendo più sostenere la muta assurdità del quotidiano?

Si prenda un secondo, lo si apra come un’arancia e lo si lasci marcire al sole della verità. Ne verranno fuori tutti gli afrori più insostenibili, i liquami più orribili, le più indicibili oscenità del presente. La sospensione che si ricerca è quella del dietro le quinte, l’attenzione è ai livelli meno immediati dell’ovvio, al ghiaccio della superficie.

Le citazioni in rosso sono tratte dal manifesto teatrale di Pasolini

 

 

 

TEATRO VASCELLO

t.s.i. La Fabbrica dell’Attore

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