Dal manuale del perfetto assistente sociale: come distruggere un padre e i suoi figli

14/dic/2009 16.54.54 paolo caruso Contatta l'autore

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Romano, un padre che non si è rassegnato al male che gli è arrivato dall’interno della sua famiglia di origine. L’uomo, normalmente, viene sempre penalizzato rispetto alla madre. Mi torna in mente un mio pezzo che inserirò insieme a questa triste esperienza di vita vissuta da un padre, colpevole di essere se stesso, accusato e penalizzato pesantemente.
Caro Romano, la tua vicenda è molto complessa, non ti nascondo che leggendo le tue vicende ho pensato che al tuo posto non avrei retto bene quanto, invece, hai fatto tu. Lascio che sia tu a parlare. La mia esperienza mi insegna che normalmente la voce del papà è la meno considerata malgrado ci siano alcuni casi, di cui ho anche parlato, sia la madre la parte più debole.
Romano dice:
Sono rimasto senza soldi e con la reputazione sputtanata pesantemente. La mia propria madre ha fatto fallire la mai azienda, mi ha anche truffato di parecchi milioni d’euro e, a casa sua, non sono riuscito più a trovare una collocazione professionale adeguata, ma ho fatto di tutto, anche le pulizie. Senza soldi non sono più riuscito a difendere i miei figli. Non riesco ancora a trovare lavoro, nemmeno come “pulicessi”. La falsa nomea sul mio conto mi ha rovinato la reputazione. Anche una banca di Monza, dopo aver fatto affari con la mia famiglia mi ha voltato le spalle.

(...)

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