MOLA E IL SUO TEMPO - Ariccia, Palazzo Chigi 22 gennaio - 23 aprile 2005

18/gen/2005 14.27.56 Novella Mirri Contatta l'autore

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PALAZZO CHIGI IN ARICCIA


MOLA E IL SUO TEMPO
Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker


Ariccia, Palazzo Chigi
Piazza di Corte, 14
22 gennaio - 23 aprile 2005


COMUNICATO STAMPA


La mostra "Mola e il suo tempo. Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker" ospitata dal 22 gennaio al 23 aprile 2005 nella sontuosa cornice
di Palazzo Chigi ad Ariccia, vuole mettere a fuoco la figura di Pierfrancesco Mola (1612-1666) e dell'ambiente artistico romano a lui collegato
attraverso un gruppo omogeneo di dipinti facenti parte della più importante collezione privata italiana di nuova formazione, la raccolta del mecenate
milanese Luigi Koelliker.

L'esposizione, a cura di Francesco Petrucci, si avvale di un prestigioso Comitato scientifico composto da Dieter Graf, Mina Gregori, Arnaul Brejon de
Lavergnée, François M. Macè de Lépinay, Gianni Papi, Francesco Petrucci, Pierre Rosenberg, Herwart Röttgen, Stella Rudolph, Erich Schleier,
Claudio Strinati.

Dopo la retrospettiva di Roma e Lugano del 1989-1990, gli studi sul Mola, pittore ticinese di nascita ma romano di formazione, hanno registrato
significativi progressi che la mostra "Mola e il suo tempo. Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker" vuole documentare anche nell'ambito
della conoscenza della bottega del pittore, dei suoi allievi e del significativo influsso esercitato dal maestro sull'arte del Seicento.

Attraverso una sessantina di opere esposte, la rassegna testimonia l'estrema modernità della pittura di Pierfrancesco Mola: il suo, infatti, è un
dipingere di forza impressionista, tutto giocato sul colore "neoveneziano" e guercinesco, in cui gli effetti pittorici a "macchia" sembrano anticipare la
pittura realista dell'800. Emblematico il fatto che Delacroix, innamorato della potenza del colore, della materia pittorica densa e luminosa, consigliasse
agli allievi di copiare proprio le opere del Mola.
In mostra figurano molte novità, tra cui uno splendido Dio Padre, dipinto di rara potenza naturalistica ed espressiva, una nuova versione del Suonatore
di viola da gamba, uno splendido Endimione ed alcune teste di carattere.

I maestri di Pierfrancesco Mola
L'esposizione "Mola e il suo tempo. Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker" ospita anche dipinti dei maestri del Mola: il Guercino, il
Cavalier d'Arpino e, figura centrale del Barocco Romano nonchè ulteriore punto di riferimento per il pittore seicentesco, Gian Lorenzo Bernini. Del
grande scultore, pittore ed architetto, spiccano per forza espressiva lo spirituale ritratto del poeta Virginio Cesarini, uno dei grandi intellettuali del
pontificato Barberini, recentemente entrato nella collezione Koelliker, come pure l'originale Autoritratto nel quale Bernini coglie sè stesso di spalle
con l'aiuto di uno specchio mentre è intento a disegnare.

L'ambiente artistico romano
L'ambiente artistico romano è rappresentato in mostra da opere del Lanfranco, Salvator Rosa, Carlo Maratta, Baciccio, Schonfeld, fino ad arrivare ad
Andrea Pozzo; tutti artisti accomunati da quel filone "neoveneziano" di vivace pittoricismo che caratterizza la pittura romana tra la metà degli anni '20
e l'ultimo quarto del Seicento di cui Mola è esponente di primo piano e grande caposcuola. Si possono inoltre ammirare inediti ritratti di Ferdinand
Voet, ritrattista di vivo interesse naturalistico, e Alessandro Mattia, pittore classicista ma di forte spirito introspettivo e di grande sensibilità al vero.
Tra i tanti capolavori esposti, spicca l'intenso ritratto della moglie realizzato da Carlo Maratta che dopo la morte di Mola e del Cortona divenne il
caposcuola della pittura tardobarocca romana. Il Ritratto di Francesca Gommi, scultoreo ed inedito, diviene un caposaldo che riscrive la storia della
grande ritrattistica romana del Seicento.

Gli allievi di Pierfrancesco Mola
Sono presenti anche varie opere di ambito moliano o di allievi del pittore, che dimostrano la sua fama in vita e dopo la scomparsa. Tutti dipinti inediti o
mai esposti al pubblico.
Tra le nuove acquisizione critiche nell'ambito della scuola del Mola, l'Elia con l'angelo di Giovan Battista Boncori, artista oggi dimenticato ma che
nella seconda metà del Seicento fu molto apprezzato fino a divenire principe dell'Accademia di San Luca; un Sansone e Dalila di Antonio Gherardi,
altro grande allievo, recentemente tornato alla ribalta nella mostra di Rieti; opere di Francesco Giovane, ulteriore discepolo da riscoprire.
Tra gli artisti influenzati dal Mola sono presenti in mostra i francesi Pierre Louis Cretey e Guglielmo Cortese, detto Il Borgognone, che fu suo
collaboratore nelle opere per i Pamphilj, come pure Giacinto Brandi, Giovan Battista Beinaschi e Gerolamo Troppa.
Uno strepitoso ed inedito Sant'Antonio e San Paolo di Mattia Preti, databile poco prima dell'ultimo suo soggiorno romano (1660-'61), ci ricorda la
commissione ottenuta dal pittore calabrese a scapito del Mola per il completamento della decorazione nel Palazzo Pamphilj di Valmontone.


Catalogo: Skira

Sede: Palazzo Chigi in Ariccia - Piazza di Corte 14 - 00040 Ariccia (Roma)
Orario: 10,00 - 19,00, chiuso il lunedì, orario della biglietteria 9,45 - 18,30
Biglietti: € 7,00 intero - € 4,00 ridotto - € 2,00 scolaresche

Segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia, Franco Di Felice
tel. 0039 6 9330053 fax 0039 6 9330988 e-mail info@palazzochigiariccia.it

Ufficio stampa: Novella Mirri, tel. 0039 6 6788874 - 69380008 cell. 335 6077971
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Roma, gennaio 2005






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