Nuovo TA MATETE

prestabiliti dell arte, si pone come ambito vivo, dove il visitatore si trovi

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18/feb/2005 14.17.11 Ufficio Stampa Artè Communication Contatta l'autore

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TA MATETE tutto nuovo
Lo spazio romano riapre all’insegna della cultura dello sguardo
con una grande mostra dedicata a Jean Cocteau


Roma, Via Quattro Novembre 140

Anteprima per la stampa: venerdì 25 febbraio 2005, dalle 11.00 alle 13.30

 

COMUNICATO STAMPA


Centralità dell’arte e cultura dello sguardo sono il filo conduttore che guida il visitatore del 
TA MATETE, un luogo in cui è possibile recuperare quel rapporto originario con l’opera d’arte, che diviene esperienza unica e necessaria dell’intelletto e delle emozioni.

L’obiettivo di avvicinare il pubblico all’arte diviene, così, ancora più concreto. Lo spazio fisico di oltre 1.000 mq. riapre i propri battenti al pubblico con una nuova concezione: il primo piano caratterizzato dall’immagine e dallo stile inconfondibile ed elegante di FMR, mentre il piano inferiore dedicato alle tradizionali attività di ART’E’, legate all’arte contemporanea.

 Come spiega il Direttore Artistico Flaminio Gualdoni, l’originale progetto di ART’E’, tutto contemporaneo, nel 2004 si è integrato con le immagini, le emozioni e i valori dell’antico di FMR.
Da qui il nuovo TA MATETE, che opera a tutto campo nel mondo della cultura e del bello all’insegna della centralità dell’arte. Qui trovano espressione tutte le forme qualitativamente più eloquenti in cui l’esperienza d’arte si realizza: le opere uniche come gli oggetti d’arte, il libro come la legatura, la grafica antica come quella moderna.

L’intento è quello di far rivivere la straordinaria meraviglia di guardare l’arte, e dallo sguardo muovere per esperienze affettive diverse. Ecco perché il TA MATETE, lungi dal porsi come luogo istituzionale in cui prendere atto di valori prestabiliti dell’arte, si pone come ambito vivo, dove il visitatore si trovi immerso in un flusso di spunti e sollecitazioni e dove possa vivere l’esperienza diretta, soggettiva e sentimentale dell’arte, sia ponendosi di fronte a un dipinto, sia assaporando la straordinaria qualità editoriale di un libro. E, a proposito di libri, dopo il trasferimento della libreria FMR da via del Babuino, i cultori e appassionati dei ‘gioielli’ della casa editrice nota in tutto il mondo potranno trovare proprio al
TA MATETE, esposti in uno spazio ampio e adeguatamente rinnovato, le preziose collane
I Grandi Palazzi della storia, I segni dell’uomo, Gran Tour, Quadrerie; e ancora le Enciclopedie di Roma e Milano i meravigliosi esemplari de I Testi della coscienza (dalla Genesi, all’Iliade, dall’Odissea al Decameron, dal Libro d’Orealla Divina Commedia, per citarne solo alcuni). Naturalmente non mancherà la “perla nera” per eccellenza: la rivista FMR giunta, nelle sue edizioni in quattro lingue, al suo quinto numero sotto la direzione di Marilena Ferrari.

Il programma che il nuovo TA MATETE offre per i prossimi mesi è ricco di appuntamenti: dalle serate a tema, alle proiezioni di film; dalle giornate dedicate ai collezionisti; dalle serate musicali alle Letture di Babel; ma soprattutto tra gli eventi spiccano le grandi mostre, la prima delle quali dedicata alla figura di Jean Cocteau; mentre la mostra che vede protagonisti Man Ray, Meret Oppenheim e Daniel Spoerri concluderà l’anno 2005. L’anno sarà poi costellato di ulteriori iniziative, mensili e settimanali, come le presentazioni in anteprima della rivista bimestrale FMR e alcune mostre personali di artisti .



In occasione dell’apertura del nuovo TA MATETE di Roma, si inaugurerà anche la mostra
Il mistero di Jean Cocteau”, curata da Walter Guadagnini. L’esposizione si concentra sulla figura di uno dei padri dell’Avanguardia
, uno dei personaggi più rappresentativi della cultura europea della prima metà del XX secolo.In ogni ambito in cui si misuri, Cocteau produce moltissimo; in particolare nella grafica trova la sua massima espressione: in essa l’autore manifesta il proprio segno distintivo, concentrandosi non tanto sull’unicità dell’opera, ma sulla sua possibilità di comunicare e di variare nel tempo.

L’opera figurativa di Cocteau riflette il carattere stesso dell’autore: ricca e varia per formulazioni e modalità, anche tecniche, si rivela “disincantata, priva di censure e soprattutto priva di remore” (W. Guadagnini).
Il TA MATETE propone quindi una selezione di oltre quaranta opere, tra disegni e grafiche, oltre ad alcuni libri illustrati con grafiche realizzate dallo stesso Cocteau, tra cui spicca Le Mistère de Jean l’oiseleur (1925). Soggetti di questa mostra sono la testa e il corpo, il volto e la figura, in quanto incarnazioni delle scelte di fondo dell’artista: pensare e fare come due facce della stessa medaglia, un pensiero che non può mai venire disgiunto dalla pratica. Tra gli esemplari più significativi, in gran parte degli anni Cinquanta, si trovano alcuni volti di Orfeo, animali immaginari, angeli danzanti e nudi.

LA VITA DI JEAN COCTEAU (1889 - 1963)
Poeta, drammaturgo, romanziere, regista, pittore, ceramista, Jean Cocteau nasce il 5 luglio 1889 a Maison-Laffitte. A soli 19 anni pubblica il suo primo poema, La lampe d’Aladin, inizia molto giovane a frequentare i grandi scrittori dell'epoca ed entra così negli ambienti parigini dell'Avanguardia. Qui conosce G. Apollinaire, il coreografo russo S. Diaghilev e i compositori I. Stravinskij e E. Satie. Con Satie e Picasso crea Parade (1917), un balletto in cui  si mescolano prosa, poesia e arte figurativa. Centrata sul mito romantico del poeta maledetto, l'opera di Cocteau, esprime le sue ossessioni, i suoi fantasmi e le vicissitudini della sua vita, in un linguaggio figurato ed enigmatico che oscilla tra l’onirico, l’ umoristico e il gioco. Tra i suoi romanzi spicca Les enfants terribles (1929), documento intenso e singolare della disperazione moderna. A partire dal 1933 Cocteau si consacra soprattutto al teatro e al cinema: Orphée è la sua opera teatrale fondamentale, in cui espone la propria concezione dell'arte. Tra i film realizzati da Cocteau spicca quello autobiografico, Le sang d'un poète (1930): una riflessione artistica che ha per oggetto i rapporti del poeta con l’ispirazione, l’autonomia e l’immortalità dell’opera. Nel 1955 Cocteau viene eletto membro dell’Académie Royale de Belgique e all'Académie Française. Muore nel 1963, a Milly-la Foret, nel Fontainebleu.

 

TA MATETE, Roma, Via Quattro Novembre 140.
Orari: dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.30.
Ingresso: libero. Per le visite guidate è preferibile prenotare al n. 06/ 6791107.

La mostra “Il mistero di Jean Cocteau” sarà aperta al pubblico dal 26 febbraio al 22 aprile.

Ufficio Stampa:
ART'E' Communication - Gruppo FMR-ART'E'
Via Cavour, 2 – 40055 Villanova di Castenaso (Bologna)
Tel. 051/6008971 - 975; Fax. 051/6008922
e-mail: m.nardi@artespa.it

 

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