CAIO MARIO GARRUBBA - FOTOGRAFIE 1953-1990

15/apr/2005 18:47:40 Novella Mirri Contatta l'autore

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Caio Mario Garrubba, fotografie 1953-1990




COMUNICATO STAMPA

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Tano Festa, a Cinecittàdue Arte Contemporanea, il nuovo spazio espositivo all'interno del centro
commerciale Cinecittàdue, il 17 aprile si apre la prima mostra antologica in Italia di uno dei maestri della fotografia contemporanea: Caio Mario
Garrubba.

La mostra curata da Diego Mormorio comprende più di cento fotografie per celebrare Caio Mario Garrubba, scelte dal curatore insieme all'autore, in
modo da offrire un panorama di tutta la produzione del fotografo in quasi cinquant'anni di attività.

Caio Mario Garrubba è conosciuto e riconosciuto forse molto di più all'estero che in Italia, dove viene posto accanto ai grandi del reportage, quali
Eugene Smith, Edouard Boubat, Mica Bar-Am, Werner Bischof, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson.

Impegnato politicamente sin da giovanissimo, si iscrive al P.C.I. nel 1946, fonda insieme a Plinio De Martiis e Franco Pinna una cooperativa di
fotografi "di tipo sovietista", in cui ognuno lavorava quanto poteva e prendeva quanto necessitava (il connubio dura circa un anno), ma soprattutto usa
la fotografia come mezzo di impegno sociale.

Nuclei fondamentali della produzione di Garrubba presenti in mostra rappresentano ciò che il suo occhio ha colto di Napoli, la Calabria, Roma, la
Spagna, la Germania, l'est europeo e la Cina (dove entrò alla fine degli anni Cinquanta, subito dopo Cartier-Bresson). Inoltre immagini di Parigi,
Beirut, New York, Milano e Istanbul…

Caio Mario Garrubba nasce a Napoli il 19 dicembre 1923. Dopo aver conseguito la maturità classica, frequenta la facoltà di medicina, prima di Napoli
e poi di Roma. Nel 1947, dopo aver lasciato gli studi universitari, comincia a lavorare per i giornali sindacali della CGIL. Nel 1953 inizia a fotografare
nel sud d'Italia e in Spagna: questi primi fotoreportage per valore informativo e per impegno politico sono straordinari. Il Mondo di Pannunzio il primo
giornale con cui collabora. Da allora viaggia in buona parte del mondo e i suoi fotoreportage (ricordiamo fra i tanti: Polonia del 1957, Krupp, Napoli, le
due Germanie, l'URSS di Krusciov, la Cina di Mao, la Mongolia) sono pubblicati in Italia soprattutto da "Vie Nuove" e da "Noi Donne" e all'estero in
maniera prevalente da "Der Spiegel".

Durante la sua vita pubblica alcuni libri.
Ricordiamo Le due Germanie, Amburgo 1963; China, New York 1963; Lazzaro alla sua porta, Roma 1967; I cinesi, Milano 1969 (testo di Goffredo
Parise); Caio Garrubba, I grandi fotografi Fabbri, Milano 1983 (testo di Goffredo Parise); Fotografie, Roma 2000. Inoltre hanno scritto di lui Nikita
Mikalkoff, Ermanno Rea e Stefano Malatesta.
Da qualche anno vive a Spoleto.

"Non lavora di moda, né per la moda, non lavora troppo spesso per i giornali, egli osserva e ogni tanto lo coglie quell'attimo fulmineo che coincide con
il suo occhio e fotografa". Così lo scrittore Goffredo Parise definiva l'aggirarsi per il mondo di Caio Garrubba, quel suo viaggiare che gli ha fatto
incarnare il tipo d'uomo che tanto amava Petrarca e che, per naturale inclinazione, parte col solo scopo di "osservare e ricordare molte cose e costumi
d'uomini". Un allontanarsi da casa che è pur sempre un rimanervi, perché, ovunque vada, ogni viaggiatore cerca qualcosa che ha già dentro di sé.
Lontano o vicino che sia, egli viaggia per conoscere meglio la propria casa mentale - cercando parole, profumi e immagini che servano ad affinare la
propria comprensione delle cose.
Caio Garrubba ha fotografato abbastanza Napoli e la Calabria - che sono i luoghi da cui egli proviene - e moltissimo i paesi di quello che fu il mondo
comunista - soprattutto la Polonia, la Germania, l'Urss, la Cina. Usando ancora le parole di Parise, si può dire che, per essere telegrafici, si può
definire Garrubba il fotografo del comunismo. Ma già allora, nel 1983, l'autore del Prete bello si chiedeva: di quale comunismo? Non di quello reale,
della dittatura e della burocrazia, bensì di quello fissato nella speranza.
Più precisamente, possiamo dire che Garrubba è stato il fotografo racchiuso in una poesia di Bertold Brecht, in cui il comunismo viene definito la
semplicità difficile a farsi. Tanto difficile - perché tanto semplice - da essere irraggiungibile: fuori dalla portata dei mortali.
Garrubba divenne fotografo per necessità intellettuale. Abbandonando la tranquillità economica che poteva offrirgli la professione di medico, si
consegnò alle difficoltà di un mestiere che, fuori da una ristrettissima cerchia, era considerato poco importante.
Come può capire chiunque abbia un minimo di frequentazione della storia della fotografia, le sue fotografie hanno una chiara ascendenza bressoniana,
e, al tempo stesso, una connotazione tutta loro particolare. Garrubba infatti, forse meglio di ogni altro, è riuscito a raccogliere nella sua fotografia un
modo di essere tutto italiano, in cui razionalità e sentimento si fondono nella prospettiva cattolica della "pietas", generando un equilibrio formale che
rende evidenti le ingiustizie del mondo ma che, al tempo stesso, apre un varco alla loro sopportabilità.
In questo senso, le immagini di Garrubba sono la visualizzazione di un dramma che tende ad uscire da se stesso, per divenire una storia che aspira a un
esito migliore. Proprio per questo, esse sono un vero specchio del mondo. (Diego Mormorio)

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo-cofanetto diviso in due: il primo tomo comprende una selezione delle fotografie più belle di
Garrubba e il secondo un lungo saggio (circa 40 pagine) di Diego Mormorio che racconta la vicenda umana e fotografica di Garrubba, uno scritto di
Valerio Magrelli, testi di Goffredo Parise e Nikita Mikalkoff.

Il catalogo sarà venduto a prezzo di costo.

La mostra, uno degli appuntamenti di FotoGrafia festival internazionale di Roma, è patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di
Roma, è promossa dall'Associazione dei Commercianti del Centro Commerciale di Cinecittàdue in collaborazione con il Municipio X del Comune di
Roma.

Diego Mormorio, storico e critico della fotografia, ha curato molte mostre per enti pubblici e gallerie private; è autore di diversi libri, fra cui "Gli
scrittori e la fotografia" (Editori Riuniti), "Un'altra lontananza" (Sellerio), "Vestiti" (Laterza).


SCHEDA INFORMATIVA
Mostra: Caio Mario Garrubba, fotografie 1953-1990
Curatore: Diego Mormorio
Sede: Cinecittàdue Arte Contemporanea, Centro Commerciale Cinecittàdue, Viale Palmiro Togliatti 2, 00173 Roma
Presentazione alla stampa: venerdì 15 aprile 2005, ore 11.30
Inaugurazione: sabato 16 aprile, ore 12.00
Durata mostra: 17 aprile - 26 giugno 2005
Orario: dal lunedì alla domenica dalle 10,30 alle 19,30
Ingresso gratuito
Informazioni: 06-7220910/fax 06-7220891/email: direzione@cinecittadue.com
Organizzazione: Alberto Becchetti e Bruna Marchini
Servizi didattici: Valerio Giannetti
Catalogo: Palombi Editori

Come arrivare:
Metro A, fermata Subaugusta o Cinecittà
In automobile:
dal GRA uscita n. 21 Tuscolano, direzione Roma Centro
dal centro: San Giovanni, via Tuscolana
Parcheggio con 1.500 posti auto dove le prime due ore di sosta sono gratuite





Ufficio Stampa:

Maria Bonmassar: tel. 06-4825370 - 335-490311 - maria.bonmassar@tiscali.it

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