Giovanna Zangrandi: partigiana, alpinista e scrittrice

Giovanna Zangrandi: partigiana, alpinista e scrittrice In occasione delle celebrazioni del centenario della nascita OFFICINA LIBRARIA presenta GIOVANNA ZANGRANDI RACCONTI DEL CADORE A cura di Myriam Trevisan Cadorina d'adozione, come lei stessa si presenta nella quarta di copertina delle sue opere, Giovanna Zangrandi nasce in realtà in provincia di Bologna e si trasferisce a Cortina nei primi anni Trenta.

09/mar/2010 17.18.50 Luana Solla Contatta l'autore

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In occasione delle celebrazioni del centenario della nascita

 

 

OFFICINA LIBRARIA

presenta

 

GIOVANNA ZANGRANDI

 

RACCONTI DEL CADORE

 

A cura di Myriam Trevisan

 

 

Cadorina d’adozione, come lei stessa si presenta nella quarta di copertina delle sue opere, Giovanna Zangrandi nasce in realtà in provincia di Bologna e si trasferisce a Cortina nei primi anni Trenta. La scelta della montagna costituisce per lei una nuova nascita, simbolicamente rappresentata dall’abbandono del nome di origine (Alma Bevilacqua) e dalla decisione di interrompere una promettente carriera universitaria in ambito scientifico per intraprendere quella più incerta di scrittrice. L’amore per il Cadore è, quindi, nella Zangrandi, non pura ammirazione delle bellezze paesaggistiche  ma radicato bisogno di un luogo in cui sentirsi pienamente se stessa e fondersi con l’elemento naturale. La montagna assurge così a luogo tematico ricorrente non solo in ogni sua opera edita, da quella d’esordio, Leggende delle Dolomiti, ai romanzi, al diario di militanza partigiana (I giorni veri), alla cronaca del Campo rosso, il racconto della costruzione del rifugio Antelao tra mille difficoltà, ma anche nei suoi numerosi racconti (circa quattrocento), pubblicati, lungo tutto l’arco della sua esistenza, in giornali e riviste nazionali di rilievo e ora conservati nel suo archivio personale.

 

Il volume Racconti del Cadore offre ora, per la prima volta, al lettore la possibilità di leggerne una selezione in raccolta, per poter così scoprire l’eccezionalità di questa figura intellettuale, capace di offrire brani in cui la soggettività e la memoria si fondono con il racconto dell’esperienza di vita in montagna e il ritratto dei suoi abitanti.

 

 

GIOVANNA ZANGRANDI: partigiana, alpinista e scrittrice, nacque a Galliera (Bologna), nel 1910. Dopo aver conseguito nel 1933 la laurea in Chimica e nel 1934 il diploma in Farmacia, si trasferisce  in Cadore. Durante la Resistenza milita come staffetta e, al termine della guerra, fonda e dirige il giornale «Val Boite». Seguendo un’innata vocazione alla scrittura, pur con molte difficoltà, nei primi anni Cinquanta raggiunge il successo con I Brusaz (Mondadori 1954), romanzo che consegue il Premio Deledda e le permette di un decennale rapporto editoriale con la casa editrice Mondadori. Tra le sue opere più importanti Il campo rosso (Ceschina 1959, vincitore del premio Bagutta), I giorni veri (1963), Anni con Attila (1966). Muore dopo una lunga malattia nel 1988.

 

MYRIAM TREVISAN: insegna presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Roma “La Sapienza”. Responsabile scientifico dell’archivio di Giovanna Zangrandi ne ha curato l’inventario (L’archivio di Giovanna Zangrandi, Carocci 2005). È in corso di stampa una monografia sulla scrittrice e la pubblicazione di un romanzo inedito, Silenzio sotto l’erba.

 

 

 

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