Il CINEMA SARDO SBARCA AL SIEFF

Il CINEMA SARDO SBARCA AL SIEFF COMUNICATO STAMPA Il CINEMA SARDO SBARCA AL SIEFF.

21/set/2010 18.11.24 Istituto Superiore Regionale Etnografico Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Il CINEMA SARDO SBARCA AL SIEFF. 10 I FILM DELLA RASSEGNA, 5 QUELLI IN CONCORSO

 

Nuoro, martedì 21 settembre.

 

Nella seconda giornata del Sardinia international film festival arriva il momento del primo film sardo. Alle 17. 30 si potrà vedere il lavoro degli etnomusicologi Marco Lutzu e Ignazio Macchiarella “Bi Cheret Boghe e Passione”. Ci vuole voce e passione. Nei trenta minuti della pellicola gli studiosi esplorano sapientemente l’universo ancora molto vivo nell’isola del canto a chitarra scandagliando in profondità i sentimenti degli interpreti e dei tanti appassionati che seguono con entusiasmo le esibizioni dei loro beniamini nelle varie feste paesane. Il film è il tentativo di mettere in evidenza le modalità e le caratteristiche di un cantadore attraverso dialoghi serrati. Un modulo narrativo preciso capace di fare emergere nel film quelle che devono essere le qualità che l‘artista deve avere per esprimersi con successo in questa singolare espressione musicale molto apprezzata dalle comunità.

 

<Continua la stagione di grande fermento del cinema sardo che sbarca nella XV edizione di SIEFF con ben 10 film, tutti di qualità e perfettamente in simbiosi con la particolare connotazione del festival>, ha detto il Presidente dell’ISRE Salvatore Liori. <Gli autori sardi firmano, infatti, ben 5 pellicole in concorso e altrettante fuori concorso a testimonianza di una vitalità dell’intero movimento ricco di talenti che può solo far ben sperare per il futuro>.

Tutti lavori molto attesi dal pubblico e dalla critica anche perché tra i filmmakers dallo sguardo antropologico non manca di certo l’originalità nei temi narrati, ma anche nella tecnica espositiva.

Cresce la curiosità per l’ultima fatica di Salvatore Mereu Tajabone (coproduzione ISRE), film premiato nell’ultimo festival di Venezia che verrà proiettato per la prima volta sabato pomeriggio nell’ultima giornata di SIEFF.

Domani, mercoledì 22, S’Animu di Marina Anedda, (vincitrice per ben due volte del festival) narra la singolare vicenda che accade a Sedilo in occasione dell’Ardia di San Costantino, una delle più famose e sentite corse rituali a cavallo della Sardegna. Un evento a cui le donne e i forestieri non vi hanno mai partecipato. Qualcosa però muta accendendo un intrigante dibattito in seno alla comunità intorno all’antitetico binomio tradizione – innovazione  quando una giovane sedilese si è presentata al parroco per iscrivere il suo nome come capocorsa (Prima Pandela). Da questo momento tutta la comunità sedilese si chiede se l’Ardia sia un affare per donne.

Venerdì per la giuria e per il pubblico di SIEFF sarà possibile assistere agli altri tre film sardi in concorso: Senza ferro di Giuseppe Casu (previsto alle 10. 30), Cancelli di fumo Francesco Bussalai (inizio alle 15. 30) e Arturo torna dal Brasile di Marco Antonio Pani (h. 22. 00).

 

Senza Ferro (realizzato lo scorso anno per la durata di 52 minuti) documenta la vita Giara Club di Oristano. Il club è il regno di Antonio Casu che da trent’anni fa correre i bambini sui cavallini selvaggi della Giara. Il lavoro fornisce uno spaccato significativo del club, le iniziazioni, gli allenamenti, i viaggi, in un intreccio continuo con la tradizione plurisecolare della Sartiglia.

Cancelli di fumo, dal cagliaritano Francesco Bussalai (40 minuti) fotografa la visita notturna di un ex impiegato negli edifici ormai inutilizzati della ex- manifattura Tabacchi, al centro di Cagliari. Un ingresso furtivo nello stabile in abbandono che riattiva nell’anziano una serie di ricordi, molti di questi emozionanti e segnati dalla malinconia del tempo passato: dalla memorie di persone, di lavoro, di scioperi.

Arturo torna dal Brasile. Nei 37 minuti il film di Marco Antonio Pani racconta quella che si può definire davvero un’esistenza straordinaria e avventurosa. E’ la vita dell’algherese Arturo Usai, medico, inventore e cineasta, oggi ultranovantenne, emigrato a Rio de Janeiro dopo la seconda guerra mondiale e rientrato in Sardegna negli anni Sessanta.

 

FILM FUORI CONCORSO

Sono cinque invece i film che verranno presentati nella giornata di sabato 25 settembre fuori concorso (quattro vincitori del concorso AVISA indetto dall’ISRE che premia dei progetti di giovani autori sardi e li finanzia trasformandoli in progetti) più la coproduzione dell’istituto Tajabone.

Le proiezioni iniziano alle 15. 30, con la pellicola del ricercatore nuorese Fabio Calzia, che ha firmato Il Re dei poliziotti. Un’ora di immagini e suoni sul canto in Re, la forma principale del cantu a chiterra, molto diffuso in Sardegna. Il Re dei Poliziotti è incentrato sulla vicenda di una famiglia di cantori/poliziotti e sui loro amici. Il lavoro di Calzia racconta dunque il rapporto tra un mestiere particolare, quello del poliziotto e l’affascinante mondo del canto a chitarra.

Seguirà la visione del singolare film di animazione Le fiamme di Nule di Carolina Melis, raffinata disegnatrice che da anni vive e lavora a Londra. Il corto (7 minuti e 48 secondi) è ambientato a Nule, paese del Goceanona famoso per la produzione tessile. La pellicola racconta la storia di Anna, Rosa e Maria, tre abili tessitrici alle prese con un concorso di tappeti. Mentre le prime due si impegnano nella realizzazione del tappeto perfetto, la terza propone un tappeto diverso, omaggiando il paese in un modo davvero unico e originale.

Gianni Tetti nel suo “Un passo dietro l’altro” affronta in 62 minuti la storia di un gruppo di “ragazzi” di Porto Torres e di Sennori affetti da varie forme di autismo o ritardo mentale che si allenano per correre e farsi vedere dalla gente tutti insieme. Il lavoro affronta con delicatezza i progressi del gruppo, ma anche le paure e le speranze dei ragazzi nel faticoso tentativo di migliorare la propria vita. La vicenda si sviluppa partendo dal campo sportivo dove inizia l’avventura fino in Sicilia, dove a Siracusa il gruppo gioca la  gara più importante.

Infine, la visione dei lavori vincitori del concorso AVISA si conclude con la proiezione di “L’evidente armonia delle cose” di Elena Morando.

In trentuno i minuti la regista racconta la vicenda di otto bambine di una piccola scuola di provincia che si preparano per la foto di fine anno. La maestra chiede alle alunne una sintetica descrizione di sé stesse per accompagnare l’istantanea e una breve pagina di diario dei loro segreti e aspirazioni.

Sempre sabato 25 settembre prima della cerimonia di premiazione l’evento più atteso sarà per la prima “sarda” di Tajabone del regista Salvatore Mereu, reduce dai successi del festival di Venezia, dove la pellicola è stata premiata. Il film (coproduzione dell’ISRE), utilizzando i soggetti proposti dagli alunni delle scuole medie di due quartieri difficili di Cagliari (San Michele e Sant’Elia), racconta le difficoltà, i drammi, gli amori e le aspettative di un gruppo di adolescenti nella società contemporanea.

 

 

Luca Urgu

Ufficio Stampa SIEFF

3384834839

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