“Anzol”, di Haria, Rupe Mutevole Edizioni, 2006

"Anzol", di Haria, Rupe Mutevole Edizioni, 2006 "Tutti i sentieri non tracciati confluiscono ad Anzol, perché Anzol è il centro di un labirintico sogno non segnato sulla carta del Destino".

02/nov/2010 20.35.02 Alessia Mocci Contatta l'autore

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“Tutti i sentieri non tracciati confluiscono ad Anzol, perché Anzol è il centro di un labirintico sogno non segnato sulla carta del
Destino.”

Un incipit che non nasconde l’ombra di curioso mistero e di fatalità che ripercuote le pagine del lungo racconto della città di
Anzol. “Anzol”, edito nel 2006 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Letteratura di confine”, è un
interessantissimo viaggio nella mente della visionaria autrice Haria. La seconda edizione di “Anzol” è del 2010.

“Anzol” consta di tre
parti suddivise in paragrafi. Si inizia con “La prima sorte” (sei paragrafi), seguono “La seconda sorte” (sette paragrafi) e “L’ultima
sorte” per un totale di ottanta pagine. È caratteristica la presenza dell’elenco dei personaggi del racconto, in realtà sono le
personificazioni presenti e non i “reali” personaggi che s’incontrano nella lettura. Le personificazioni sono: Il Destino, La Sorte, La
Scelta, La Piana, La Nebbia, Il Gaigo, Il Gioco degli Strati, L’Azzardo, Il Mercato, Anzol, I Soldi, L’Ot, Il Rio Gemello del Cen, Il
Suolo, Il Vento, Gli Intrichi, Il Tempo, Gli Uomini. Figurazioni che raggruppano lo svolgimento delle varie nascite della città di Anzol.


Anzol è una piana limitata da rovi. Ne “La prima sorte” inizia la saga della città. Cena, la veggente, si nasconde nella piana per evitare
il mondo degli uomini, un mondo crudele e governato dalla violenza e dall’ignoranza. Quando una coppia con una donna incinta entra nella
piana, Cena decide di prendere con se la donna e di lasciar ai limiti della piana il suo compagno. Al momento della nascita Cena lascia la
piana per altre erranti visioni ed i due restano ad Anzol con il loro bambino che sarebbe divenuto, per profezia di Cena, il fondatore
della città. Così avvenne. La coppia ebbe anche altri figli e la vita scorreva ad Anzol libera dalle regole degli uomini. La natura è stata
la padrona sino all’arrivo di altre persone che decisero di stanziarsi nella piana.

Ot, figlio di Drusca, per caso riesce ad inventare una
bevanda che inebria ed incupisce la mente nonché riscalda nei gelidi inverni. La bevanda prende il nome del suo creatore così come la
locanda nella quale si poteva bere l’ot. L’oteria diventa una vera e propria droga per gli abitanti, anche i bambini ne possono accarezzare
il fluido nella loro mente. Ma come in tutte le comunità, Anzol muta o meglio gli anzolani mutano e dagli stranieri che arrivano riescono a
prendere soltanto i difetti, così si lascia il baratto per il denaro, per il soldo.

“Lulla, al suo ultimo giorno di mercato e di vita
rifletté: “I soldi invecchiano i sogni e soffocano l’anima delle cose. Chissà da dove vengono”. Smontò il suo banco, distribuì le pentole,
le pignatte, i tegami e si incamminò guardando con tenerezza il fare della sera.”

Il Tempo veniva calcolato in stagioni e ben presto con
il cambio di potere in “tempi”, i mesi in “aspetti” e le giornate in nove momenti e mezzo. I soldi divennero “falchi” per il signore Falco
di Piana. Le mutazioni che avvengono ad Anzol sono continue e celeri, sotterfugi e mistificazioni, uccisioni macabre, prese di potere da
parte delle streghe che nascondono la città in labirinti nebbiosi, abitanti originari che preferiscono addentrarsi nella nebbia.

“Falco
smise di ridere, si alzò, fece un passo avanti e rovinò a terra travolgendo brocche, tavoli e panche. Luna era nata, Falco era morto, Anzol
sbigottiva nel caos.”

Ne “La seconda sorte” e “L’ultima sorte” si incontrano altre due ricostruzioni della città dall’originaria piana. La
distruzione arriverà puntualmente anche nelle altre prove, e tornerà l’ot, la nebbia ed il vento. Anzol è una sorta di labirinto per gli
usi e costumi, tutto si ripeterà sino a che saranno gli uomini ad abitarlo, sino a che non si ascolterà Il Destino e La Sorte.

“< Il
passato non dovrebbe mai tornare. Ma puoi aprire un banco a fianco del mio, se ti va >, rispose Itta.”



Lascio link utili per visitare il
sito dell’autrice, della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.
it/rupemutevoleedizioni
http://www.poesiaevita.com/
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993



Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni






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