I tatuaggi di Oetzi

18/dic/2010 19.12.19 Sara Borsari Contatta l'autore

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Vi ricordate di Oetzi, la mummia ritrovata nel 1991 fra Austria e Italia? Ebbene si tratta del più antico (Età del Rame, circa 3300 a.C.) uomo tatuato che si conosca. Sul suo corpo sono stati trovati 57 tatuaggi, eseguiti per incisione, non per battitura. Il colore è stato impresso con della fuliggine ricavata, come è emerso dalle analisi, da un fuoco acceso su diversi cristalli di silicati, fra i quali il quarzo, e gemme di granato viola.

Come si può vedere dalle foto di tatuaggi di Oetzi in Rete, essi consistevano per lo più in serie di linee e croci posti – e questo è estremamente interessante – in corrispondenza o molto vicino ai punti riconosciuti dall'agopuntura come quelli idonei al trattamento di disturbi che l'uomo di Similaun pare avesse, come osteoartrosi e parassiti intestinali. Un'altra spiegazione, non molto distante, dice che i tatuaggi erano praticati sulle articolazioni più usurate e, quindi, più doloranti, con lo scopo di recidere alcuni fasci di fibre nervose e, di conseguenza, attenuare il dolore. Secondo entrambe le teorie, comunque, i tatuaggi rinvenuti sulla mummia non avevano scopo decorativo o rituale, ma terapeutico ed antidolorifico.

Recentemente si è tenuta a Firenze una mostra, che ha riscosso un buon successo, di immagini fotografiche dei tatuaggi dell'uomo dei Ghiacci, accompagnata da conferenze di studiosi e ricercatori, tra i quali Lars Krutak, noto per la trasmissione "Tattoo Hunter" su Discovery Channel. Una curiosità: pare che la mummia tatuata sia diventata a sua volta un tatuaggio sulla pelle di Brad Pitt.

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