Matteo Renzi per la tecnosinistra del 2011

Piaccia o meno alla nomenklatura dei vari D'Alema, Bersani, Finocchiaro (peccato Bersani, come ministro a suo tempo sembrava un buon politico), figurarsi a Epifani, la CGL e la sua erede quasi clonata dall' ANP o da qualche collettivo tardofemminista…, o passa la linea della rottamazione più o meno soft, invocata da tempo dagli stessi Cacciari e Chiamparino, soprattutto lanciata senza se e senza ma da Matteo Renzi, sindaco di Firenze, oppure tra breve, oltre, finalmente, alle reliquie viventi del sindacato veterocomunista, spariranno anche i resti dell'ex Partito Comunista Italiano.

16/gen/2011 17.46.54 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2011/01/2011-matteo-renzi-e-la-futura-sinistra
 
Aut Aut a sinistra: meglio nell’ex sinistra. Piaccia o meno alla nomenklatura dei vari D’Alema, Bersani, Finocchiaro (peccato Bersani, come ministro a suo tempo sembrava un buon politico), figurarsi a Epifani, la CGL e la sua erede quasi clonata dall’ ANP o da qualche collettivo tardofemminista…, o passa la linea della rottamazione più o meno soft, invocata da tempo dagli stessi Cacciari e Chiamparino, soprattutto lanciata senza se e senza ma da Matteo Renzi, sindaco di Firenze, oppure tra breve, oltre, finalmente, alle reliquie viventi del sindacato veterocomunista, spariranno anche i resti dell’ex Partito Comunista Italiano.
Matteo Renzi: il sindaco più gradito degli italiani. Non solo parole le sue, 34 anni e non un fan delle gerentocrazia… Opposizione politica e non giustizialista verso il Premier. Opposizione anche dialettica, dimostrato dal suo incontro politicamente e soprattutto culturalmente scorretto con lo stesso Berlusconi per risolvere pragmaticamente i problemi di Firenze (non Canicattì o…Ferrara).Spirito libero e anche spiritoso, Renzi (una rarità nei depressi dell’ex sinistra) e eretico!
Persino dalla parte di Marchionne contro il suicidio annunciato della Fiom., della CGL che gioca alle 3 carte, un bluff senza neppure un asso di cuori in mano, contro l’omicidio dei lavoratori in Italia firmato ex sinistra, firmato Pd cattocomunista, firmato CGL, firmato FIOM, firmato quel tardo maoista di Landini e appunto quella Rosy Bindi versione sindacale che è la Camusso!
Marchionne, osannato in Usa da Obama e gli operai americani per la Chrisler, da lui salvata. In Italia ormai minacciato pubblicamente dall’ex sinistra con tanto di ectoplasmi a 5 stelle (Brigate Rosse ) che cominciano a spuntare a Torino ed altrove, graffiti necrofili!
Marchionne, un uomo di talento, anzi geniale, come Berlusconi, come Matteo Renzi. Perciò l’ex sinistra, che odia geneticamente la creatività, il talento, il genio, l’individuo che fa la storia , odia Berlusconi, Marchionne, anche Matteo Renzi, persino lui nel blog di un certo Lerner già minacciato con stile terrorista!
Già… il processo di svolta democratica del PCI, sia ben chiaro, glorioso e certamente dalla parte dei lavoratori, da Togliatti a Berlinguer (e un certo Lama), eccezione mondiale del socialismo reale internazionale del novecento e della guerra fredda, peggio del nazionalsocialismo, si è interrotto proprio con la scomparsa prematura del grande leader sardo dell’ex PCI.
Dopo, tutta una degenerazione, fino al virus cattocomunista… con esiti reificati multipli e mutanti negativi, tra il ritorno culturale ancor prima che strettamente politico del peggior stalinismo mentale, mixato con il passatismo neodemocristiano, ostile al futuro, alla scienza, al progresso, promotore del buonismo, della più mediocre politica delle mediocrità piccolo borghesi…benpensanti, perbeniste, con il corollario dell’estremismo sessantottardo e del 77 in versione soft, ma culturalmente letale, , la deriva terzomondialista acritica, persino a tratti antisemita, neluddista e eco totalitaria…
Renzi, figlio dell’era della televisione (da giovanissimo protagonista a La Ruota della Fortuna con un certo Mike Bongiorno, già dalle parti quindi di Eco, quantomeno innovatore segnico della culturina italiana paleoliberale e veterosocialista ancora dominante), figlio dell’era di Internet, giustamente vuol rottamare tutto ciò.
Mira ad una tecnosinistra pragmatica, democratica, dialettica, non giustizialista, non ideologica, progressista, tra informatica ed ambientalismo scientifico, evoluto, non catastrofista. Mira a quella sinistra relativista (relativa, come qualsiasi destra) fondamentale per cavalcare gli anni duemila e le sue sfide alla luce della complessità del computermondo.
Mira ad una svolta autenticamente liberale e pragmatica per la futura sinistra italiana, nel senso di favorire il libero accesso alla produzione delle libere individualità imprenditoriali creative: mira ad una svolta autenticamente socialista, ripartendo da certo umanesimo industriale e tecnologico persino del giovane Marx, le macchine liberatrici, l’utopia (oggi per autismi mentali collettivi, ma non per le risorse tecnoscientifiche, anzi già possibili e disponibili) della fine del lavoro, dopo questa fase ancora nel Regno della Necessità: verso il Regno della Libertà. Obiettivi prossimi futuri fatali anche per la Tecnodestra relativista parallela e fondamentale in qualsiasi alternanza democratica evoluta dell’era cibernetica.
Mira a una nuova filosofia per L’Unione Europea, non una tabula rasa per le singole nazioni, ma una interfaccia delle identità nazionali per l’amplificazione delle rispettive risorse culturali umane e produttive collettive. Mira ad una nuova filosofia per l’Onu, non più una entità astratta inquinata da paesi residui totalitari, ma pilotata dalle democrazie occidentali (in senso lato e spirituale, anche ovvio il Giappone, l’India…l’Australia eccetera), verso un futuro governo mondiale non centralista, ma mobile e cibernetico come l’auspicata futura Europa di cui prima, fondamentale per rispondere creativamente alla globalizzazione in modi nuovi e alla planetizzazione postinternet stessa, con tutte le nuove stupefacenti sfide del futuro anche remoto.
Renzi …al passo con i futurogi, al di là della destra e della sinistra più importanti degli ultimi decenni, informatici o ecologisti che siano (tra Sagan e Rifkin, tra De Kerckhove e lo stesso Fukuyama, tra Lyotard e Raymond Kurzweil, nomi indicativi e intercambiabili).
Per una new new gauche postmoderna e netmoderna, a-ideologica, ma autenticamente neoprogressista, per nuovi valori non soltanto basati sul sopravvvivere, ma sul sopra-vivere, secondo il DNA appunto della filosofia moderna, progressista, libertaria, radicale, socialista. L’identità della sinistra perduta, finalmente aggiornata ai memi aperti e dinamici del duemila e del XXI secolo. E magari con un nuovo logo, per farla finita con l’equivoco dei falsi democratici retrogradi del Pd. Si torni al PCI… Partito Cibernetico Italiano!
 
Roby Guerra futurista
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