23 febbraio, Milano: primo studio su Antonia Pozzi di Elisabetta Vergani - il 21 e il 26 febbraio repliche a Brescia e Cassano Valcuvia (VA)

17/feb/2011 12.16.45 ibpress Contatta l'autore

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mercoled 23 febbraio

antonia pozzi
per troppa vita che ho nel sangue
primo studio
di e con elisabetta vergani
musiche originali dal vivo di filippo fan
ore 21
Scighera
via Candiani 131
Milano

“per troppa vita che ho nel sangue tremo nel vasto inverno”
A.P.


In vista del centenario della nascita di Antonia Pozzi, 13 febbraio 2012, Farneto Teatro mette in scena il primo studio Per troppa vita che ho nel sangue dedicato all'opera e alla vita della poetessa milanese, morta prematuramente all'et di 26 anni nel 1938 a Milano, sul prato antistante la Abbazia di Chiaravalle.
Questo studio la prima tappa di un lavoro teatrale di Elisabetta Vergani che avr un secondo importante appuntamento nell'estate 2011 nei luoghi pozziani del lecchese e poi una terza tappa nel 2012 in un teatro milanese.

<<La sfida - scrive Elisabetta Vergani - molto alta: prestare il proprio corpo e la propria voce alla parola poetica di Antonia Pozzi, morta suicida nel 1938, una delle voci pi alte della poesia del ‘900 europeo, la cui fortuna e notoriet per di recente acquisizione. Risale infatti alla fine degli anni ‘80 con la pubblicazione degli inediti e poi con il convegno a lei dedicato nel 2008 dall’Universit Statale di Milano, a settanta anni dalla morte. A questo proposito cito una frase di Christa Wolf: Avvicinarsi a piccoli passi, rispettando il tab, preparati a strappare ai morti il loro segreto non senza pena. La confessione della nostra pena, da l dovremmo cominciare”. Qui Christa Wolf esprime in modo esatto l’atteggiamento con cui mi accingo a interpretare sulla scena la vicenda umana e artistica di Antonia: a piccoli passi mi avvicino alla sua opera, accompagnata dal musicista e compositore Filippo Fan, insostituibile e prezioso compagno nella comune ricerca teatrale e musicale. Antonia, oltre che poeta, era un’eccellente fotografa. La sua vibrante e palpitante anima poetica si riflette anche nelle fotografie che tanto raccontano di lei, dei luoghi da lei amati e frequentati, il suo rapporto con Milano, con la periferia alle porte della citt: piazzale Corvetto, via dei Cinquecento, Porto di mare sono i soggetti anche della sua ultima produzione poetica, e poi Pasturo, la Valsassina, le sue “madri montagne”, la Zelada, il Ticino, Bereguardo>>.

Scrive la Pozzi in una lettera ad un amico: ”….perch non per astratto ragionamento, ma per un’esperienza che brucia attraverso tutta la mia vita…io credo alla poesia. E vivo della poesia come le vene vivono del sangue. Io so che cosa vuol dire raccogliere negli occhi tutta l’anima delle cose e le povere cose…. sentire mute sorelle al nostro dolore ”.

<<Dare un nome e una casa all’anima di tutte le cose anche quelle impalpabili, effimere che fluttuano nell’aria, restituire un corpo alla voce della sua poesia, per tanto tempo cos misconosciuta, riconoscerla e riconoscersi in questo atto, mi appare ora, grazie ad Antonia, appassionante e necessario>>.
Elisabetta Vergani

Poesia che mi guardi in scena:
luned 21 febbraio a Brescia, Piccolo Teatro Libero, Corso Luigi Bazoli 89, ore 21
sabato 26 febbraio a Cassano Valcuvia (VA), Teatro Comunale, via IV Novembre, ore 21

Info su: www.lascighera.org
Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci.
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ilaria bartolozzi

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