MOSTRA ANTOLOGICA DI ANDREA PAZIENZA - 17 SETTEMBRE 2005

"Andrea era vicino a tutte le età" scrive Roberto Benigni "era eclettico, aveva la gioia di vivere negli occhi, era l'intelligenza pura in tutti i sensi.

17/set/2005 13.22.39 Novella Mirri Contatta l'autore

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MOSTRA ANTOLOGICA DI
ANDREA PAZIENZA

Roma - Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
sabato 17 settembre - domenica 9 ottobre 2005


COMUNICATO STAMPA

Nell'ambito della Notte Bianca, sabato 17 settembre 2005, presso il Complesso Monumentale del Vittoriano, il Sindaco Walter Veltroni inaugura la
mostra più completa mai realizzata su Andrea Pazienza, celebre fumettista, scrittore, pittore, prematuramente scomparso nel 1988 a trentadue anni,
dotato di un'ironia sottile, un gusto spietato della satira, acuto, malinconico, mai banale. "Il fumetto, come un'arte marziale, significa un insieme di
regole che a prima vista sembrano facilissime, e forse lo sono, ma che tutte insieme sono molto difficili da imparare, difficilissime da digerire e
soprattutto molto difficili da imparare e digerire in modo naturale. Questa naturalezza, che è la cosa a cui io tendo oggi, è un po' diventato lo scopo del
mio disegnare" (A. Pazienza).

L'ampia rassegna antologica "Andrea Pazienza", circa duecentocinquanta opere, allestita nel salone centrale del Vittoriano fino al 9 ottobre, curata da
Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza in collaborazione con Michele Pazienza, è promossa dal Comune di Roma ed è organizzata e realizzata da
Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

"Andrea era vicino a tutte le età" scrive Roberto Benigni "era eclettico, aveva la gioia di vivere negli occhi, era l'intelligenza pura in tutti i sensi. E'
stato il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile". La mostra
"Andrea Pazienza" ripercorre le tappe fondamentali della sua breve ma intensa esistenza attraverso le opere dell'esordio pescarese, i primi lavori
giovanili assolutamente inediti, i disegni realizzati per Lega Ambiente, le riproduzioni di alcune illustrazioni, purtroppo oggi perdute, per terminare con
fotografie, scritti - interviste, lettere, poesie - e materiale video. Una sezione composta da circa dieci opere sarà dedicata al padre di Andrea, Enrico
Pazienza, anch'egli pittore, insegnante di disegno e acquerellista di grande qualità, da sempre stimolo ed esempio per il talento naturale che Andrea
dimostra fin dai primi anni di vita.

La mostra
La mostra che il Complesso del Vittoriano dedica al noto fumettista italiano, vuole presentare in maniera organica l'intera produzione artistica di
Andrea Pazienza nella sua brevissima vita: l'aspetto pittorico, fumettistico e narrativo, per poi arrivare ad unire questi tre elementi e scoprire il
segreto di quel minimo comune denominatore che affascina i lettori.
Stile eclettico, segno mutevole infinitamente povero ed essenziale quanto elaborato e ricercato, il tutto espresso con mille varianti. Questa è
principalmente l'espressione di Andrea Pazienza: la somma di tanti stili, tutti riconoscibili e riconducibili alla sua firma. "Il segno è una metafora
meravigliosa - scrive - noi siamo circondati da oggetti tangibili depositari di un segno o di una serie di segni. Dallo studio di questa serie di segni nasce
la matematica del segno e cioè il disegno. Questo modo di vedere le cose non determina il saper disegnare, determina il corpo, il corpo delle cose e
soprattutto il tuo corpo d'artista".

Apprezzato dai più grandi maestri italiani, da Federico Fellini a Roberto Benigni che con grande ironia e affetto ama definirlo "l'albero del paradiso",
bello e provocatorio, Andrea Pazienza dimostra di possedere sin da giovanissimo una profonda capacità di analisi e un grande talento narrativo, oltre
ad una mano dalla incredibile abilità. Nei suoi disegni di bambino sono già ben chiari prospettive, forme, movimenti e inquadrature ardite,
assolutamente fuori dalla norma. Padre di personaggi amati e conosciuti da tutti, tra i quali Pert, capo partigiano ispirato al Presidente Sandro Pertini,
e il suo scombinato "luogosergente" Paz (ispirato a sè stesso), Zanardi, personaggio amatissimo dal pubblico pur essendo la rappresentazione del male
presente in ognuno di noi, Pompeo, terzo grande personaggio della sua opera letteraria più alta, ricca di poesia e di dolore, Andrea Pazienza è un
giovane-adulto da sempre e per sempre, uomo attivo, creatore, ideatore dalla mente viva, audace, creativa, instancabile. Collabora al settimanale
satirico "Il Male" per il quale disegna storie brevi, copertine, vignette e illustrazioni; fonda insieme a Tamburini, Liberatore, Scozzari e Mattioli la
rivista indipendente "Cannibale"; realizza importanti manifesti cinematografici tra cui "La città delle donne" di Federico Fellini. Andrea Pazienza a
soli 21 anni è già considerato un punto di riferimento per la sua generazione.

L'antologica "Andrea Pazienza" si articola in nove sezioni: Inediti pescaresi, Quadri anni Settanta, Storie (autobiografiche e non), Zanardi,
Illustrazioni, Pertini, Animali ed Ecologia, Enrico Pazienza e Quadri anni Ottanta. Tra i quadri delle due sezioni (anni '70 e anni '80), la maggior parte
dei quali eseguiti a pennarello, si distinguono tre tecniche miste su tela (di cui due mai esposte) e alcuni stupendi e inediti acrilici tra i quali quelli
raffiguranti Zanardi e Betty Boop (1984, 2 m x 2 m) e il Ritratto di Tom Waits.
Ad aprire l'esposizione, la sezione Inediti Pescaresi, con una carrellata di disegni giovanili del tutto inediti, esilaranti nella loro immediatezza e già
maturi dal punto di vista del segno e del testo.
Nella sezione dedicata all'ecologia e agli animali, oltre ai disegni che Andrea realizza per la Lega Ambiente, spiccano le riproduzioni delle illustrazioni,
purtroppo oggi perdute, realizzate per un volumetto del C.N.R. dal titolo "Inquinamento da rumore" (1979). Molte le fotografie, gli scritti e il materiale
video. Viene esposta anche una scelta tra gli acquerelli e gli olii più belli di Enrico Pazienza, padre di Andrea cui è dedicata un'apposita sezione.
"…Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca", scrive Andrea nel 1984.

"C'è molta autobiografia nell'opera di Andrea Pazienza, artista che si è raccontato come pochi altri hanno saputo e voluto fare, passando dal
narcisismo alla spietatezza, dalla malinconia all'ironia, dalla poesia alla tenerezza" scrive il curatore della mostra Vincenzo Mollica.
Il fumetto è solo una delle tante facce del prisma di questo artista, inventore di immagini scritte e disegnate. Questo il filo conduttore della mostra
antologica a lui dedicata, occasione per conoscere meglio e comprendere appieno i suoi molteplici modi espressivi, le sue illuminazioni, i suoi racconti,
il suo linguaggio pieno di sorprese. Una mostra con lo scopo di suggerire una intuizione: l'opera di Andrea Pazienza va letta come un unico grande
romanzo in cui tutti i suoi personaggi si muovono come in un coro polifonico, tutti legati da fili immaginari all'interno dello stesso scenario, un teatro
naturale chiamato vita.
"Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco" (Andrea Pazienza, 1983).

La sera dell'inaugurazione, in occasione della Notte Bianca, Moni Ovadia leggerà alcuni scritti di Andrea Pazienza e verrà allestito un maxi schermo
all'ingresso del Complesso Monumentale del Vittoriano sul quale verranno proiettati filmati su Andrea Pazienza.


Catalogo: Fandango Libri con testo introduttivo di Roberto Benigni. € 25,00.

INGRESSO LIBERO
Orario: tutti i giorni ore 10.00 - 19.00
Per informazioni: tel. 06/6780664
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; fax 06/6791943; cell. 335/6077971
e-mail: ufficiostampa@novellamirri.191.it



Roma, 17 settembre 2005

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