Intervista di Roby Guerra a Giorgio Nenci in occasione della mostra Enzo Nenci( 1903-1972), la scultura come coscienza sabato 16 aprile a Palazzo Bellini di Comacchio (Ferrara)

04/dic/2011 00.57.27 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Intervista a Giorgio Nenci in occasione della mostra Enzo Nenci( 1903-1972), la scultura come coscienza Palazzo Bellini di Comacchio (Ferrara)



Roby-

Ciao Giorgio , ho saputo con piacere della mostra che Palazzo Bellini di Comacchio dedica a tuo padre, lo scultore ferrarese Enzo Nenci; è la quarta mostra-omaggio che gli dedicano delle Istituzioni pubbliche nel giro di due anni-

Giorgio:

Si, si, è un po’ di tempo che c’è un grande interesse sull’arte e la figura di Nenci; quando un artista ha operato per così lungo tempo, ha sempre qualcosa da dire. Difatti in ogn’una di queste mostre sono state esposte delle opere inedite, rintracciate recentemente.Tanto per dire, a Palazzo Bellini saranno esposte 39 sculture e 15 di queste non sono mai state esposte

Roby:

Come mai questa mostra a Palazzo Bellini ?

Giorgio

Devo dire che era stata pensata qualche anno fa. La dottoressa Laura Ruffoni l’ha tenuta sempre in evidenza al Comune di Comacchio, e ha trovato accoglimento con la nomina del dottor Concetto Bellotti assessore alla Cultura, un uomo aperto e incline a realizzare appuntamenti culturali di qualità.

Roby

- Con la crisi finanziaria che ha colpito il mondo della Cultura, sapere che il Comune di Comacchio riesce ad organizzare una mostra così, fa un grande piacere, e ben sperare per il futuro

Giorgio

Roberto, tu sai che per curare una mostra ( anche di grande livello!) si può spendere tanto o poco, secondo cosa permette il bilancio e come si organizza l’intero progetto. Questa di Nenci evita la raccolta dispersiva delle opere, perché coinvolge tre collezioni, quella degli eredi Nenci, e quelle del Comune di Copparo e di un collezionista ferrarese.

Roby

- Cosa pensi della situazione creatasi a Ferrara, dell’inattività di quello che era sino a qualche decennio fa uno dei più importanti centri divulgativi dell’Arte

Giorgio

Mi tocchi sul vivo; qualche giorno fa nel vedere chiusi gli spazi espositivi del Palazzo dei Diamanti, mi ha provocato una stretta al cuore. Posso capire che, non essendoci sufficienti mezzi finanziari, gli eventi espositivi provenienti dall’estero non si possano più programmare, ma perché non attivare delle mostre che coinvolgano l’arte e gli artisti locali ( e Ferrara ne ha avuti di grandi, non solo Boldini,e De Pisis…..); perché non studiare con scientificità l’otto-novecento ferrarese; perché non coinvolgere l’arte contemporanea del territorio estense ( si è mosso solo qualcosa con le lezioni Universitarie di Ada Patrizia Fiorillo, per il Novecento, e con quel mini-convegno sull’Arte contemporanea ferrarese a Casa dell’Ariosto). Mah, sembra che Ferrara istituzionale, oltre che piangere…… dorme

Roby

Però, non credo che oggi le altre città italiane siano più sveglie………

Giorgio

- Be’, Devo dirti; a Mantova, durante gli anni Ottanta, il Museo Civico di Palazzo Te ha studiato sistematicamente gli artisti che hanno operato, quivi, nel secolo xx, per poi organizzare al Centro Internazionale d’Arte di Palazzo Te la grande mostra Arte a Mantova 1900-1950, curata da Zeno Birolli.

Ma lo studio non si è fermato alla prima parte del secolo ventesino; nel 2000 è stata curata la mostra Arte a Mantova 1950-1999, curata da Cladio Cerritelli, che ha coinvolto le migliori personalità mantovane dell’arte contemporanea.

Roby

- Si, ma è stato un decennio fa……

Giorgio

- Si, ma l’indagine sull’arte contemporanea mantovana, non si è fermata; a Casa del Mantegna è in corso ( inaugurata il 23 gennaio, sino al 25 aprile ) la mostra Arte a Mantova 2000-2010, curata sempre da Claudio Cerritelli, che ha riunito artisti affermati e giovani presenze; un modo questo di far vivere la città, senza spendere molti soldi, tenendo poi in attività gli addetti ai musei.

Roby

- Un’ultima (delicata) domanda; hai avuto qualche rapporto, qualche incontro con gli amministratori ferraresi della Cultura?

Giorgio

- Ho avuto il piacere di conoscere Daniele Biancardi;, assessore alla Cultura di Cento ; un “ vulcanico” organizzatore di eventi; ho avuto un incontro formale con il dottor Maisto qualche tempo fa; mentre ho ricevuto una bella e gentile lettera dal Sindaco, l’avvocato Tiziano Tagliani, che nel ringraziarmi dell’invio del catalogo della mostra curata a Mantova nell’ex-Chiesa Madonna della Vittoria, incaricava la direzione delle Civiche Gallerie d’Arte moderna di esaminare la “fattibilità”di una mostra antologica di Nenci…… Ma con l’aria che tira…….

Roby

- Tu dici…..per la crisi economica….?.o per la situazione stagnate ?

Giorgio

Roberto, sino a quando le Istituzioni Culturali sono dirette da persone che trascurano i problemi contingenti del mondo dell’Arte, le cose non cambieranno….Lasciamo stare e fermiamoci qui.

Ti ringrazio dell’ intervista.

Roby:

Grazie a te….e ti saluto in attesa di altre mostre di tuo padre

Giorgio

Una l’ho già in mernte ; l’occasione me la darà la prossima uscita del catalogo generale delle opere di Enzo Nenci.; e un’altra occasione e quella di salutarti futuristicamente


dal 16.4 fino al 22. 5. 2011

Enzo Nenci ( 1903-1972), la scultura come coscienza

Comacchio,Palazzo Bellini

La rivisitazione dell’opera di uno dei massimi scultori italiani del secolo scorso con una serie di opere che tracciano il percorso di cinquant’anni d’arte


La mostra riprende il discorso sull’opera di Enzo Nenci ( Mirandola di Modena, 1903-Virgilio di Mantova, 1972),scultore che ha vissuto e operato per più di quarant’anni a Ferrara, con una scelta di opere espressa dai più importanti Poeti del Novecento che si sono occupati di storia dell’arte( Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Roberto Sanesi, Franco Loi, ecc. ).

Le opere in esposizione abbracciano l’intero percorso dell’Artista,dagli esempi dell’età giovanile, a quelli della sua prima maturità vissuta nella città estense, sino a quelli più tardi che lo hanno reso celebre.

Negli spazi di Palazzo Bellini, l’itinerario espositivo parte con una serie di sculture in terracotta,marmo e bronzo, che documentano il sintetico espressionismo di Nenci degli anni Venti e Trenta, seguito al magistero dello scultore Ezio Ceccarelli ( 1865-1927)a Firenze, e a Roma, a quello del famoso scultore monumentalista Arnaldo Zocchi (1869-1940), cugino della madre. Sono gli anni in cui l’Artista ha studio a Palazzo dei Diamanti dove realizza, a fianco di imprese monumentali, importanti opere come Mater dolorosa, 1925, bronzo, Il lamento di un cieco, 1927, marmo pario, Spirito malato, 1930, marmo , Nazareno, 1932 c.a., gesso patinato, che partecipano tra 1925 e il 1937 a prestigiose mostre. Si prosegue con la drammatica espressività delle opere realizzate a Mantova nell’immediato dopoguerra ( Lo schiavo, 1945; Caino, 1947; Il ponte, 1947; Deposizione, 1950, bronzi) , che riflettono l’animo esacerbato dello scultore per la perdita nel conflitto bellico di due amatissimi fratelli e la distruzione in un bombardamento del suo studio ferrarese di Porta Po. Opere, queste, caratterizzate da “ tensioni fisicamente corpose, come inarcature, nodi e grumi pieni di materia, alcunchè di impulsivo e originario, fremente sotto la superficie” (F.Bartoli). Per continuare con le opere degli anni Cinquanta, quando Nenci abbandonata l’esasperazione formale, si volge ad una espressione carica di significati e delicate introspezioni. Nascono così capolavori come “ Argonauta”,1950, “ Adolescente”,1953, “Fili d’oro” e “Testina”,del 1953, opere nelle quali la materia è esaltata “ nella resa delle superfici, nella politezza di certi volti, nel controllatissimo mestiere “ ( M.C.Mundici), vòlte “alla ricerca della struttura e dell’espressione: vale a dire di una sintesi fra solidità della materia e duttilità del suo disegno” (A.Trombadori). Seguono altre due fasi, quella dei sacerdoti “Orientali” ( Bonzi in preghiera, 1955, marmo pario, Bonzo, 1954,bronzo,Il saggio-Sacertote del Cielo, 1955, bronzo), torniti nelle loro “ enfie volumetrie bloccate “( G.Di Genova) e quella in cui Nenci tende al “ superamento dell’idea tradizionale di scultura come statuaria ed è in particolare nelle sculture intitolate Stalagmiti-stalattiti che si esprime la fase più matura, significativa e veramente moderna” (G.Di Giacomo), nelle quali si avverte “ profondamente il richiamo di quell’astrattismo sensitivo, sempre animato di una sottintesa carnalità”.(R.Bossaglia)

La mostra è curata da dagli storici dell’arte Laura Ruffoni e Gianfranco Ferlisi ed è accompagnata da un libro-catalogo che contiene il testo critico di Giuseppe Di Giacomo, professore ordinario di Estetica all’Università “ La Sapienza” di Roma, e le liriche dedicate alle sculture di Nenci dai maggiori Poeti del Novecento, argomentate dal critico letterario Giuseppe Muscardini.


Enzo Nenci è ritenuto uno dei massimi scultori italiani del secolo scorso; ha studiato a Firenze sotto la guida dello scultore Liberty Ezio Ceccarelli (1865-1927) e a Roma nello studio del famoso scultore monumentalista Arnaldo Zocchi (1869-1940), cugino della madre. A Ferrara ha realizzato diverse opere monumentali ed esposto alle importanti mostre degli anni Venti e Trenta con i migliori artisti dell’epoca ( G.Boldini,G.Mentessi, A.Funi, F.De Pisis, A.Minerbi,ecc.). Nel dopoguerra, in seguito alla distruzione in un bombardamento del suo studio a Porta Po, si trasferisce prima a Ponte San Pietro di Bergamo, poi a Mantova. Conquistato dalla bellezza della città dei Gonzaga e dsll’ospitalità dei suoi abitanti vi risiede, vincendo concorsi pubblici e partecipando a importanti mostre. Tra i recenti riconoscimenti, il museo on-line figure-sculpture dedicato alla scultura internazionale del Novecento, diretto da Chris Miller, l’ha inserito con sei opere tra i Masters of 20TH Century, accanto a Martini, Wildt, Andreotti, Marini, Greco, Manzù, Rambelli, e altri importanti artisti. All’Artista sono state curate più di venti mostre antologiche in prestigiosi musei e gallerie pubbliche ( per citarne alcune:1983, Palazzo Te, Mantova; 1984, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 1997, Casa del Mantegna, Mantova: 2003, GAMa, Gallarate;ecc.) presentate da eminenti storici dell’arte

( G.Di Genova, L.Caramel, V.Sgarbi, C.Bertelli,L.Magagnato,F.Bartoli,G.M.Erbesato,A.Trombadori,R.Bossaglia, P.Fossati, F.Monteforte, A.Andreotti,M.C.Mundici, D.Cara, ecc.).Sue opere sono conservate in diversi Musei d’Arte moderna ( Cuba, Milano, Ferrara, Mantova,Foggia,ecc.)

Da l6 aprile al 22 maggio 2011

Enzo Nenci la scultura come coscienza

a cura di Laura Ruffoni e Gianfranco Ferlisi

inaugurazione ; 16 aprile ore 11

Palazzo Bellini

Via Agato Pisto,5 44022 Comacchio (Ferrara)

orario: 10-12,30/ 15,30-19,30

ingresso libero

catalogo Publi-Paolini

info: tel 0533 315829

e.mail:laura.ruffoni@comune.comacchio.fe.it



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