MUSICOPOLI
in collaborazione con
Regione
Lombardia,
(legge
23/99)
e ANGSA Lombardia
(www.angsalombardia.it)
apre
le iscrizioni ai laboratori
"AUTISMO
IN MUSICA"
sede
delle attività: Via Boifava 29/A (ang. Via dei Missaglia) /
MILANO
capolinea
MM2 fermata Abbiategrasso A.T.M. 3 - 15 - 79
posti
limitati
per
informazioni: Tel.
02.89302144 cell. 333.8366044
e-mail: info@musicopoli.com
www.musicopoli.com
“AUTISMO IN
MUSICA” si propone come realtà di un gruppo di lavoro che utilizza la
musica come tramite relazionale e comunicativo, un servizio per le famiglie di
queste persone per varie ragioni svantaggiate e che hanno spesso difficoltà ad
incontrare iniziative musicali ad un prezzo accessibile. Non si tratta di musicoterapia, o
perlomeno non di quella che classicamente viene così denominata. Si tratta bensì
di un nuovo modo di concepire la musica al servizio della psicologia ed in
particolare delle attività abilitative e riabilitative in campo psichiatrico.
Sotto la direzione del Dott.
Ascanio Vaccaro, noto per la pubblicazione di vari libri sulla
tematica, tra i quali “Autismo: modelli applicativi nei servizi “ e
“Abilitazione e riabilitazione - Dall’assistenza all’autodeterminazione”, una équipe
multiprofessionale comprendente le figure dello psichiatra, psicologo e
musicista, propongono un servizio d’incontri con cadenza settimanale a persone
in età adulta con autismo e diagnosi ad esso assimilabili e correlabili
(Disturbi Generalizzati dello Sviluppo), coinvolgendo anche le loro famiglie.
Un’altra fascia di persone per le quali appaiono indicati questi gruppi sono
quelle con ritardo intellettivo lieve (es. Sindrome di Down). Non si esclude, in
base ai posti disponibili, la possibilità di formare due gruppi musica anche per
bambini e/o adolescenti con le stesse caratteristiche.
Grandi
sono le potenzialità comunicative di un laboratorio di MUSICA applicata a
patologie anche gravi e complesse quali quelle di cui ci occupiamo.
I
partecipanti frequentano in modo alternativo o integrato due laboratori: uno di
“musica attiva” ed uno di “musica d’ascolto”.
- musica
attiva: laboratorio dedicato a pazienti disorganizzati e scoordinati sia dal
punto di vista motorio che del pensiero; utenti non in grado di utilizzare
adeguatamente la comunicazione delle proprie istanze pulsionali ed emotive. Il
gruppo è particolarmente indicato per persone con buona inclinazione verso la
musica e che tramite essa permettono l’accesso alle istanze intime e affettive.
Si rivolge infine a pazienti con cariche aggressive e pulsionali in genere,
coartate o inespresse.
L’aggettivo
“attiva” si riferisce al ruolo di attore che il partecipante assume nella
seduta, in quanto egli stesso diventa emittente di suoni o con il proprio corpo
oppure attraverso uno strumento. L’utilizzo di uno strumento potrebbe apparire
di difficile applicazione per la mancanza di conoscenze teoriche e tecniche, ma
è un ostacolo solo apparente perché ai pazienti non è richiesta una conoscenza
musicale, anzi, per alcuni versi, questa potrebbe costituire una
controindicazione. Il possesso di una precedente educazione musicale spinge
facilmente ad una razionalizzazione che attraverso schemi tecnici e strutture
rigide impedisce di dare libera espressione alla creatività e all’impulsività.
La musica va intesa come un campo da esplorare, dei cui aspetti fondamentali
(suoni, ritmi, melodie, timbri) il paziente si appropria, condividendolo anche
per quanto riguarda gli aspetti simbolici con i propri simili e cercando
un’armonia possibile. La musica diviene, in termini concreti poiché udibile e
fruibile, il mezzo per rappresentare concretamente e liberamente le energie
pulsionali, emotive ed affettive.
- musica
d’ascolto:
Laboratorio
dedicato a pazienti con sufficienti capacità di verbalizzazione, con prevalente
sintomatologia negativa (anedonia, appiattimento affettivo, alexitimia, ritiro
sociale ed apatia). Pazienti con disturbo dell’umore in fase depressiva,
pazienti con difficoltà nel riconoscimento ed espressione delle
emozioni.
La musica ha
la caratteristica fondamentale di rivolgersi direttamente al mondo emotivo delle
persone, coinvolgendole sia a
livello corporeo che mentale. L’ascolto di una musica modulata a seconda
delle necessità da operatori esperti ha l’effetto di liberare cariche emotive e
pulsionali altrimenti inespresse e fondamentalmente sconosciute ai più. Tale
musica nella sua funzione stimolante, può riempire il senso di vuoto e di apatia
oppure può contribuire a sciogliere tensioni. Una musica contrassegnata da un
graduale fluire di melodie prive d’aspetti conflittuali, senza particolari
effetti di contrasto, può facilmente indurre un’ideazione armonica. In tutti i
casi la musica è un potente motore di stimolo sul piano emotivo. Risulta in
grado, senza ulteriori mediazioni, di toccare corde sensibili interne a ognuno
di noi. In altre parole non è necessario coinvolgere, almeno in prima battuta,
il mondo razionale che talvolta rappresenta il vero ostacolo alla
rappresentazione di proprie istanze interiori di natura irrazionale, ma non meno
importanti.