AUTISMO IN MUSICA

MUSICA" si propone come realtà di un gruppo di lavoro che utilizza la

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03/nov/2005 13.00.28 musicopoli Contatta l'autore

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MUSICOPOLI in collaborazione con

Regione Lombardia, (legge 23/99) e ANGSA Lombardia (www.angsalombardia.it)

 

apre le iscrizioni ai laboratori

"AUTISMO IN MUSICA"

sede delle attività: Via Boifava 29/A (ang. Via dei Missaglia) / MILANO

capolinea MM2 fermata Abbiategrasso A.T.M. 3 - 15 - 79

posti limitati

per informazioni: Tel. 02.89302144  cell. 333.8366044

e-mail: info@musicopoli.com                           www.musicopoli.com

 

“AUTISMO IN MUSICA” si propone come realtà di un gruppo di lavoro che utilizza la musica come tramite relazionale e comunicativo, un servizio per le famiglie di queste persone per varie ragioni svantaggiate e che hanno spesso difficoltà ad incontrare iniziative musicali ad un prezzo accessibile.  Non si tratta di musicoterapia, o perlomeno non di quella che classicamente viene così denominata. Si tratta bensì di un nuovo modo di concepire la musica al servizio della psicologia ed in particolare delle attività abilitative e riabilitative in campo psichiatrico. Sotto la direzione del Dott. Ascanio Vaccaro, noto per la pubblicazione di vari libri sulla tematica, tra i quali “Autismo: modelli applicativi nei servizi “ e “Abilitazione e riabilitazione - Dall’assistenza all’autodeterminazione”, una équipe multiprofessionale comprendente le figure dello psichiatra, psicologo e musicista, propongono un servizio d’incontri con cadenza settimanale a persone in età adulta con autismo e diagnosi ad esso assimilabili e correlabili (Disturbi Generalizzati dello Sviluppo), coinvolgendo anche le loro famiglie. Un’altra fascia di persone per le quali appaiono indicati questi gruppi sono quelle con ritardo intellettivo lieve (es. Sindrome di Down). Non si esclude, in base ai posti disponibili, la possibilità di formare due gruppi musica anche per bambini e/o adolescenti con le stesse caratteristiche.

Grandi sono le potenzialità comunicative di un laboratorio di MUSICA applicata a patologie anche gravi e complesse quali quelle di cui ci occupiamo.

 

I partecipanti frequentano in modo alternativo o integrato due laboratori: uno di “musica attiva” ed uno di “musica d’ascolto”.

 

- musica attiva: laboratorio dedicato a pazienti disorganizzati e scoordinati sia dal punto di vista motorio che del pensiero; utenti non in grado di utilizzare adeguatamente la comunicazione delle proprie istanze pulsionali ed emotive. Il gruppo è particolarmente indicato per persone con buona inclinazione verso la musica e che tramite essa permettono l’accesso alle istanze intime e affettive. Si rivolge infine a pazienti con cariche aggressive e pulsionali in genere, coartate o inespresse.

L’aggettivo “attiva” si riferisce al ruolo di attore che il partecipante assume nella seduta, in quanto egli stesso diventa emittente di suoni o con il proprio corpo oppure attraverso uno strumento. L’utilizzo di uno strumento potrebbe apparire di difficile applicazione per la mancanza di conoscenze teoriche e tecniche, ma è un ostacolo solo apparente perché ai pazienti non è richiesta una conoscenza musicale, anzi, per alcuni versi, questa potrebbe costituire una controindicazione. Il possesso di una precedente educazione musicale spinge facilmente ad una razionalizzazione che attraverso schemi tecnici e strutture rigide impedisce di dare libera espressione alla creatività e all’impulsività. La musica va intesa come un campo da esplorare, dei cui aspetti fondamentali (suoni, ritmi, melodie, timbri) il paziente si appropria, condividendolo anche per quanto riguarda gli aspetti simbolici con i propri simili e cercando un’armonia possibile. La musica diviene, in termini concreti poiché udibile e fruibile, il mezzo per rappresentare concretamente e liberamente le energie pulsionali, emotive ed affettive.

 

- musica d’ascolto:

Laboratorio dedicato a pazienti con sufficienti capacità di verbalizzazione, con prevalente sintomatologia negativa (anedonia, appiattimento affettivo, alexitimia, ritiro sociale ed apatia). Pazienti con disturbo dell’umore in fase depressiva, pazienti con difficoltà nel riconoscimento ed espressione delle emozioni.

La musica ha la caratteristica fondamentale di rivolgersi direttamente al mondo emotivo delle persone, coinvolgendole sia a  livello corporeo che mentale. L’ascolto di una musica modulata a seconda delle necessità da operatori esperti ha l’effetto di liberare cariche emotive e pulsionali altrimenti inespresse e fondamentalmente sconosciute ai più. Tale musica nella sua funzione stimolante, può riempire il senso di vuoto e di apatia oppure può contribuire a sciogliere tensioni. Una musica contrassegnata da un graduale fluire di melodie prive d’aspetti conflittuali, senza particolari effetti di contrasto, può facilmente indurre un’ideazione armonica. In tutti i casi la musica è un potente motore di stimolo sul piano emotivo. Risulta in grado, senza ulteriori mediazioni, di toccare corde sensibili interne a ognuno di noi. In altre parole non è necessario coinvolgere, almeno in prima battuta, il mondo razionale che talvolta rappresenta il vero ostacolo alla rappresentazione di proprie istanze interiori di natura irrazionale, ma non meno importanti.

 

 

 

 

 

 

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