MORENO BONDI : DALLA VILLA LA COLOMBAIA DI LUCHINO VISCONTI DI ISCHIA AI MAGAZZINI DEL SALE DI CERVIA

MORENO BONDI: DALLA VILLA LA COLOMBAIA DI LUCHINO VISCONTI DI ISCHIA AI MAGAZZINI DEL SALE DI CERVIA

01/dic/2005 16.24.15 Carla Piro Contatta l'autore

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DALLA VILLA LA COLOMBAIA DI LUCHINO VISCONTI DI ISCHIA AI MAGAZZINI DEL SALE DI CERVIA

CONTINUA IL SUCCESSO DI MORENO BONDI PROTAGONISTA IN AGOSTO DE “LA CADUTA DEGLI DEI”

 

 

Dopo “La caduta degli Dei” tenuta in agosto ad Ischia nella Villa di Luchino Visconti, spetta ora alla città di Cervia accogliere un’imponente “antologica” di Moreno Bondi, allestita negli antichi e suggestivi Magazzini del Sale (dal 27 novembre al 15 gennaio 2006)

PERMUTAZIONI VISIONARIE. Moreno Bondi e Daniele Masini - Fra Angeli e Demoni:  è il titolo della “doppia personale” che affianca un pittore del territorio romagnolo (Daniele Masini)  all’artista toscano: una mostra in tandem, un passo a due per affrontare il tema della centralità dell’Uomo e della complessità della sua natura sempre in bilico fra gli opposti (sacro e profano, anima e corpo).

L’esposizione è ospitata presso i Magazzini del Sale di Cervia: una volta destinati alla conservazione della più preziosa risorsa del territorio (costruiti alla fine del 1600 secondo il modello di una basilica romanica, solida monumentale all’esterno e con lo spazio interno scandito in tre navate, per potere meglio contenere la grande quantità di sale), oggi sono un riuscito esempio di archeologia industriale recuperata a spazio museale.

Dominante del lavoro pittorico e scultoreo di Moreno Bondi è l’Uomo nel suo essere divino e terreno (da qui il titolo della mostra: “Fra Angeli e demoni”): una creatura della luce e dell’ombra in cui convivono aspetti noti e lati oscuri, il cui presente è costruito sul passato e la cui identità si nutre di opposti.

L’artista  rappresenta sulla tela e scolpisce nel marmo corpi poderosi, come evocazioni di Caravaggio o Michelangelo; figure oscure mutuate da miti antichi o forme alate  ispirate da Allori o da Guercino. Tutti sono frammentati da squarci di colore o feriti dall’inserimento della scultura (da lui personalmente lavorata) e raccordati in “inquadrature fotografiche” che configurano un ordine di estrema attualità.

Di fronte a tale universo umano non è da chiedersi a cosa alluda quel segno tracciato sul corpo o questo marmo che fende la pittura: essi rappresentano i solchi lasciati dal tempo e dalla storia  e compendiano in breve il paradigma della vita.

E’ inutile interrogare con la razionalità i particolari di un quadro -dice- poiché non si avrebbe risposta univoca. L’angelo rappresentato in “AMORE”, chino nel raccogliere il manto di Madre Teresa di Calcutta, sollecita sentimenti contrastanti: calma e giustizia o gravità e timore.  Non rimane che cedere alla sola emozione, senza porsi domande destinate a rimanere disattese”.

Nella loro complessità le opere dell’artista toscano si rivelano rasserenanti od inquietanti per  l’individuo che vive della medesima complessità e la cui percezione si modifica in base a condizioni e condizionamenti socio-culturali, perché l’Uomo, dunque, non è “o l’uno o l’altro”, ma è entrambi: Angelo e Demone saldamente congiunti. 

 

Carla Piro

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