Per alcuni è l'unico modo di tocca

29/dic/2005 04.05.43 Rosalia Imperato Contatta l'autore

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Per alcuni è l’unico modo di toccarmi

"La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo".
Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International

Un cancro che divora il cuore di ogni società! La violenza sulle donne è un fenomeno diffuso e devastante, parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi politici.
Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.

Nel corso delle varie epoche la violenza si è incarnata in modalità, abitudini e pregiudizi differenti, rafforzando tuttavia costantemente, salvo poche e preziosissime eccezioni, lo stato di inferiorità della donna, stato che a sua volta viene riaffermato in tutte le sfere della vita sociale, da quella familiare a quella pubblica, da quella sessuale a quella politica.

Sui campi di battaglia come nelle camere da letto, ogni donna è a rischio di subire violenza!

Nel corso degli ultimi decenni è emersa un’ottica di genere e una specifica sensibilità attraverso la quale affrontare le problematiche che toccano da vicino la vita delle donne. Ciò ha fatto sì che in diverse sedi fossero avanzate proposte per il raggiungimento di un’effettiva parità fra uomini e donne e l’eliminazione dei comportamenti discriminatori e violenti.

Numerosi sono stati i passi avanti compiuti dalla comunità internazionale e all’interno dei singoli paesi. Purtroppo il cammino per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione e di violenza contro le donne è ancora lungo. Sono molteplici gli aspetti in cui questa discriminazioni si manifesta, così come sono assai diverse le tipologie di violenza che una donna subisce, a seconda dei contesti in cui vive, fuori e dentro le mura domestiche, nella vita privata e in quella pubblica.

La casa e la comunità sono per milioni di donne nel mondo il luogo in cui avvengono le più gravi e pericolose violazioni dei loro diritti. Questo tipo di violazioni prende frequentemente la forma di sfruttamento sessuale e si accompagna a ulteriori tipologie di abuso fisico e psicologico dalle conseguenze estremamente gravi.

Tutto ciò avviene spesso nel silenzio o nella totale indifferenza dei governi, i quali invece, secondo i principi del diritto internazionale, sono tenuti a prendere tutte le misure necessarie per impedire tali atti, assicurare alla giustizia i responsabili e fornire adeguati risarcimenti alle vittime. La violenza nei confronti delle donne, anche quando commessa da “attori non statali”, non può mai essere considerata come un fatto meramente appartenente all’ambito delle relazioni familiari o della singola comunità; al contrario, richiama in maniera diretta la responsabilità dei singoli Stati e della comunità internazionale.

Quando la violenza o la discriminazione sono esercitate da persone vicine (familiari, parenti, amici…) per la donna che ne è stata vittima le conseguenze risultano doppiamente tragiche, poiché vengono meno proprio gli appoggi e i riferimenti che dovrebbero sostenerla. Anche per questo è ancora più importante e fondamentale il ruolo che gli Stati e le loro istituzioni sono chiamati ad assumere per impedire, punire e curare questo tipo di violenze.

Nel corso del dibattito le parti sociali e le istituzioni illustreranno il problema e lavoreranno per ottenere un cambiamento reale.

Il dibattito si svolgerà il 10 gennaio alle ore 21, al termine dello spettacolo L’ultima notte di nozze, presso il Teatro dei Contrari: Via Ostilia n° 22 - Roma. Ingresso gratuito.



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