Paolo Giardini-Trascurando discussioni su pulpiti e... polpette del sindaco democristiano di Ferrara

01/dic/2011 17.07.59 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Un giornale on-line pubblica una mia lettera sull’agibilità rilasciata dal Comune all’ineffabile ospedale di Cona. Il sindaco con barocca semplicità si rivolge al Direttore di quel giornale, ostentando dotta distinzione fra pulpito e polpetta, per non rispondere a me sulle critiche a quell’ermo edificio in campagna tanto caro al PD (ma imposto a contribuenti a cui dell’ultimo orizzonte delle spese il guardo è escluso), senza degnarsi di spiegare la pseudo agibilità comunale, come se la cosa non lo riguardasse! Però non é più il tempo di menare il can per l’aia nel rischio di incontri ravvicinati con polpette infette da legionella o elettrificazioni folgoranti, perché:

  • E’illegittima l’agibilità concessa dal Comune in mancanza di Dichiarazioni di Conformità valide.

  • E’illegittima l’agibilità concessa dal Comune se non risultano rispettate pure le altre disposizioni contenute nel DPR 380/01, e segnatamente quelle in materia di massimo risparmio energetico possibile allo stato consentito dalla tecnica attuale.

  • L’indagine di una Commissione Medica che trova gravi inadempienze (elettriche, non sanitarie!!) assolutamente ingiustificabili a Dichiarazione di Conformità appena consegnata, dimostra che in precedenza nessuno s’era fatto carico di controlli simili o di verificare che la Dichiarazione di Conformità non fosse priva di allegati. Checché ne dica il sindaco, coloro che hanno rilasciato l’agibilità, con parere autonomo e con indipendenza di giudizi” a lui subalterni in quanto dipendenti comunali, non avevano e non hanno il potere di rilasciare agibilità con impianti in quelle condizioni, perché la loro indipendenza o autonomia non modifica di una virgola quanto disposto dalle normative impiantistiche sui locali medici. I locali medici non a norma sono locali fuorilegge!

  • Il risparmio energetico non è un vezzo alla moda, coinvolge impianti e apparecchi elettrici in prospettiva futura, non è opinabile ma calcolabile e misurabile. Il comma 3 dell’art 123 (L) del DPR 380/01 impone che “gli impianti devono essere progettati e messi in opera in modo tale da contenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica.”. Il progresso della tecnica non s’è fermato 10 anni fa, quindi se l’ospedale di Cona ha ottenuto l’agibilità a fine 2011 deve essere conforme alle direttive vigenti al 2011 per conformità reale e non virtuale a firma di burocrati comunali.

  • Il sindaco si mostra afflitto dal problema che io e altri cittadini non distinguiamo tra agibilità rilasciata dal Comune ed autorizzazione sanitaria. Ha capito malissimo, siamo sospettosi solo sull’affidabilità della agibilità comunale. Piuttosto sembra lui a non distinguere fra le competenze dei due organismi quando esaminano gli impianti elettrici: la Commissione Medica ha supplito alle disinvolture dell’agibilità solo per alcune sicurezze elettriche, non tutte sono di sua pertinenza. Sulle altre, e sui tanti requisiti diversi a cui deve ottemperare un nuovo ospedale, vista la successione di debacles, continuiamo a sospettare.

Nota personale. Prenderò atto della mia “non comune ignoranza in una pagina non banale della storia della città” se il sindaco riuscirà a citare un paragrafo di una mia lettera in cui l’abbia definito “il nazista che aveva ordinato la fucilazione dei ferraresi Martiri al Castello”. Indipendentemente dal fatto che Vezzalini fosse repubblichino e non nazista (a proposito d’ignoranza), ho menzionato quell’uomo, anche lui avvocato, per la supina subordinazione agli occupanti tedeschi quand’era prefetto di Ferrara, in paragone alla vergognosa acquiescenza del sindaco attuale palesata in un forum a quanto deciso da altri sul nostro ospedale, per cui era facile notare “un ritorno al passato in versione non truculenta, ma sempre drammatica, di occupazione straniera.”. Tagliani non finga di dimenticarsi in lamentose commiserazioni che è lui, oggi, non suo padre negli anni 40, a farsi mallevadore di un potere estraneo alla città che infierisce sulla città con decisioni alla Cona, dalle conseguenze sul futuro cittadino più significative dei danni provocati dalla guerra.

Paolo Giardini

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