Tatuaggio: il rapporto tatuatore-disegno

15/dic/2011 18.40.50 Sara Borsari Contatta l'autore

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Chiunque desideri coprire una parte del corpo con un tatuaggio, ancor prima di decidere se decorare in modo permanente il proprio corpo, sicuramente andrà su un motore di ricerca per visionare i risultati della query “disegni tatuaggi”. E’ pacifico. Ormai la tecnologia, e soprattutto internet, hanno così permeato il nostro vivere che ancor prima di farci un idea ne cerchiamo espressione e valorizzazione all’esterno del nostro ambiente, utilizzando il computer e per l’appunto la rete.

Tendiamo a non fidarci pienamente del lavoro del tatuatore a livello espressivo, o meglio cerchiamo di poter prevenire le sue idee ed eventuali ispirazioni artistiche già avendo in mente , con precisione, quale tipologia di disegno vogliamo e come vogliamo che venga sviluppata. E’ sbagliato però pensare di favorire in questo modo il lavoro del professionista.

Spesso e volentieri agendo in questo modo si ottiene il risultato opposto. Vi sono addirittura alcuni tatuatori che non lavorano né sulle scritte né su disegni prestampati.  Il massimo che possono accettare consiste in una traccia: il progetto del tattoo deve essere loro al 100% per poter funzionare. Ovviamente prima di passare alla parte pratica il disegno viene sottoposto al via libera del cliente. Ma il tutto deve essere curato nei minimi particolari e modificato dallo stesso professionista . Nella maniera più assoluta. Nessun timore: nel 100% dei casi il risultato finale è davvero un’opera d’arte.

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