"Per una N uova Oggettività, popolo, partecipazione destino" resoconto presentazione a Roma, 11-12-2011

"Per una N uova Oggettività, popolo, partecipazione destino" resoconto presentazione a Roma, 11-12-2011.

Persone Luciano Pirrotta, Augusto Sinagra, Riccardo Scarpa, Alessandro Guzzi, Mario Mariani, Vittorio de Pedys, Giuliano Borghi, Stefano Vaj, Roberto Guerra, Davide Bigalli, Giovanni Sessa, Giuseppe Manzoni, Luca Gallesi, Sandro Giovannini, Elena Manzoni, Giuseppina Pasqualino, Pippa Bacca, Luisa Pesante, Francesco Mancinelli
Luoghi Perché N.O., Roma, Milano, Romania, Frosinone, Marineo
Argomenti letteratura, politica, linguistica

25/dic/2011 19.40.06 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Resoconto della presentazione romana del 11.12.2011 all’Accademia di Romania, del libro-manifesto

per una Nuova Oggettività, popolo, partecipazione destino”

Nella solare sede dell’Accademia di Romania, con l’ottima organizzazione della Segreteria romana coordinata da Francesco Mancinelli e Luisa Pesante, abbiamo svolto la prima presentazione ufficiale Domenica 11.12.2011 del nostro libro-manifesto. Invero nella serata di venerdì 9.12, all’Open Care Café di Milano, a cura della famiglia dell’artista Pippa Bacca (Giuseppina Pasqualino di Marineo), si era già svolto un’incontro molto partecipato e riuscito per il compleanno dell’artista, ove la Madre Elena Manzoni e poi Sandro Giovannini ed infine Luca Gallesi hanno commemorato, anche alla luce dell’infolio allegato al libro-manifesto (ove la Pippa Bacca è protagonista per un terzo dell’infolio stesso), la drammatica vicenda umana e creativa della cara e generosa performer... Ringraziamo di cuore anche Giuseppe Manzoni di Chiosca per l’occasione, umana ed intellettuale veramente valida, offertaci.

Dopo una brevissima introduzione a nome della Segreteria romana a cura di Francesco Mancinelli, hanno parlato in rapida successione al tavolo Giovannini, Borghi, Sessa, Bigalli, lasciando ampio spazio agli interventi del pubblico, con partecipazioni spesso direttamente legate ai medesimi contributi del libro-manifesto ed alle ultime sollecitazioni giunte dal dibattito.

Mancinelli ha sottolineato la necessità di un raccordo stringente tra elaborazione teorica ed azione, tra movimento di pensiero e posizioni di militanza intelligente e proiettiva, dopo i fallimenti registrati dalle precedenti élites, concetto poi ribadito con forza in un successivo passaggio del dibattito.

Giovannini ha parlato della prova del libro-manifesto, con 95 contributi e due intensi addenda artistici, come di un parziale raggiungimento che troverà i suoi più centrati e più integrali sviluppi in un programma d’approfondimento che ha nel nuovaoggettivita.blogspot.com coordinato da Roberto Guerra e nei lavori interpersonali di enucleazione di alcuni plessi di pensiero in vista del futuro convegno nazionale, definitiva conclusione di un primo ciclo, i suoi punti di forza e la sua agenda dei lavori. (A tal proposito si informa che già Stefano Vaj, Giovanni Sessa, Giuliano Borghi e Vittorio de Pedys sono intervenuti con propri approfondimenti che innescano ulteriori prossime dialogiche, approfondimenti e ribattute inseribili nella sezione “Perché N.O.” del blog.)

Giuliano Borghi ha detto che di fronte alle contraddizioni evidenti del sistema serve un’altra modernità - comunque essa si autodefinisca -ma con un modello autenticamente alternativo che ponga, come punto discriminante a fronte del continuo scivolamento di senso, l’elemento del “tragico”, indispensabile ad un vissuto antrolopogico “nobile e difficile”.

Giovanni Sessa ha detto che a fronte della rimozione e dell’espropriazione necessita un nuovo tempo dell’azione culturale ove la nostra particolare visione e riemersione del “tragico” riesca a rimettere in forma il mondo, il tutto determinandosi dalla consapevolezza che, di fronte al fallimento della democrazia del pubblico, la dimensione della tradizione vissuta, in vita ed intelletto, sia considerata come il sempre possibile.

Davide Bigalli ha definito i termini della questione del moderno come categoria storica e come categoria filosofica ed ha registrato il nostro agire come il risarcimento di una ferita epocale. Ha evidenziato anche nella suite musicale “Intemporanea”del M° Mario Mariani, suonata all’inizio dell’incontro romano e che ha trovato altri convinti estimatori, un’ottima sintesi di una valorizzazione non archeologica ma proiettiva della cultura classica e nello stesso tempo nel musicale lacerto antiusura poundiano il fulcro di una nostra centrale e centrata avversione antagonista “libera e signorile”:

Il dibattito si è aperto velocemente con un intervento di Alessandro Guzzi che si è interrogato sull’esergo dell’incontro: l’evocazione di Lami all’apertura del cuore... Lami che ha dato il via simbolicamente a tutto il nostro percorso... in una dimensione ove il moderno e le sue ipostasi contraddittorie si evidenzino nel nostro approfondimento spirituale. Qui quindi si è posta un’ulteriore problematica sul senso ultimo da ricercare nel concetto di “tragico”, ove sono in discussione serrata i rapporti filosofici ed antropologici tra fato (antico/moderno) elemento mitico ed archetipico. Un apporto oltremodo interessante è stato prodotto da Riccardo Scarpa che ha richiamato tutti a saper vedere l’ordito del tessuto dialogico al di là della trama apparente che è la lettura “letteralista”, ove ognuno tende ad abbarbicarsi ai propri mondi di senso ristretto, ai propri significanti ed invece mettere tale ordito al servizio di una direzionalità funzionale. Due successivi appassionati interventi di Augusto Sinagra hanno richiamato ulteriormente alla concretezza della visione politica, circondati come siamo dall’evidente ed immane rovina del sistema liberal-capitalista che ci vuole trascinare comunque nel suo baratro. Il mare di contrabbando politico e culturale è quello a cui dobbiamo por argine, e per far questo serve un’azione di forte denuncia sostenuta da pensiero-azione. Utile anche l’intervento critico di Luciano Pirrotta che traendo l’esempio dal concetto di governance opposto ad una possibile stolida comprensione della unidirezionalità globalista ha posto in rilievo che non di una posizione acriticamente antimoderna abbiamo bisogno quanto di entrare all’interno delle logiche più subdole ed efferate di tale processo per comprenderle e destrutturarle. Hanno poi ulteriormente ribattuto sia Borghi che Sessa che Bigalli e dopo un intervento di tipo eminentemente funzionale di Giovannini che ha illustrato nuovamente merito e metodo del nostro procedere dei prossimi mesi, con le programmate presentazioni, il lavoro d’approfondimento sul blog e la preparazione del convegno nazionale del prossimo autunno ed il secondo libro naturalmente conseguente, ha lasciato la parola al Presidente della nostra Segreteria Davide Bigalli che ha concluso brillantemente l’utile e partecipato incontro.

Prossime presentazioni programmate del libro-manifesto :

MILANO, Mercoledì, 18 gennaio 2012, Biblioteca di Palazzo Isimbardi, 17,45. luigisgroi@hotmail.com

FROSINONE, Venerdì, 3 Febbraio 2012, Piazza Gramsci 13, 17,30. Sessa_Giovanni@libero.it

Seguono comunicazioni specifiche, via e-mail e via blog:

nuovaoggettivita.blogspot.com  Roberto Guerra astronave3000@hotmail.it


Sandro Giovannini

  

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