Intervista all' Uomo cibernetico Nicola Cara Damiani (Este Edition, 2011)

17/gen/2012 11.27.38 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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D- Homo cyberneticus: narrazione non frequente a metà tra fascino techno e riflessione psicologica..
Nicola Cara Damiani-L'Homo Cyberneticus è una realtà dalla quale non possiamo sottrarci poiché negheremmo l'evidenza della condizione di dipendenza dalla tecnologia in cui l'uomo si trova.E' evidente che la stessa società viene a sua volta condizionata da tale consuetudine che ha stravolto gli usi e costumi umani;ragione per cui le relative riflessioni si articolano oggettivamente analizzandone gli aspetti in vari approcci di indubbia attinenza alla tematica svolta.Di conseguenza la mia valutazione ha affrontato in primis la questione ontologica relativa all'essere in se:l'Homo Cyberneticus è simile a Dio?.Il secondo quesito ha invece attinenza alla questione deontologica:che cosa è lecito fare all'Homo Cyberneticus?Indubbiamente tale speculazione racchiude un fascino irresistibile,per quanto il relativo sviluppo ne presupponga la previsione futura che deve necessariamente affidarsi alla fantasia soggettiva,senza tuttavia esulare dalle considerazioni di carattere empirico.In altri termini:quali sono i limiti morfologici del cervello umano in relazione alla capacità di assimilazione delle informazioni cibernetiche che vengono diffuse con frequenza esponenziale?

D- L'uomo del futuro: senza le ragioni del cuore (come diceva Pascal) scenari inquietanti?
NicolaCara Damiani-La dipendenza cibernetica pone in essere gli scenari inquietanti previsti da Pascal per due ordini motivi:l'asetticità sensoriale delle interazioni sociali da un canto e la incertezza di autodeterminazione dall'altro influiscono al giorno d'oggi sullo svolgimento delle attività di relazione umana.Per quanto riguarda il primo aspetto,è agevole dedurre che l'interazione sociale viene attuata in assenza di contatto percettivo sensoriale,per cui si genera una sorta di disagio nella ricezione del reale contenuto del messaggio sopratutto in termini dialogici.Un esempio calzante potrebbe essere il seguente:immaginate di dialogare con un interlocutore tenendo gli occhi bendati e senza alcun contatto fisico;ne conseguirà una sensazione di limitazione percettiva che influirà sulla elaborazione dello stesso messaggio.Il fatto poi di trovarsi in assenza di parametri spazio temporali incide sulla capacità di autodeterminazione degli interlocutori in relazione al luogo ed al tempo nei quali si svolge l'interazione:io posso dialogare contemporaneamente con più interlocutori dislocati in diverse parti del mondo senza avere la certezza della mia posizione spaziale e di quella temporale per effetto delle differenze relative alla localizzazione delle coordinate geografiche.

D- Fantascienza: un nuovo realismo del nostro tempo?
Nicola Cara Damiani-Al punto in cui ci troviamo,non credo che sia corretto parlare di fantascienza,considerato che abbiamo avuto modo di constatare la rapidità di evoluzione tecnologica in base alla quale possiamo stabilire con approssimazione minima le previsioni circa la vita del prossimo futuro.Ritengo pertanto maggiormente aderente alla realtà parlare in termini di realismo del nostro tempo,dal momento che ne stiamo già vivendo gli effetti con le cause ad essi inerenti;fantascienza è quella parte di immaginazione che viene sviluppata dalla fantasia soggettiva-es.Giulio Verne o Isaac Azimov.Oggi si può dire che stiamo vivendo la "fantascienza"in termini reali che si avvicendano in ragione esponenziale rispetto alla nostra consuetudinaria immaginazione,quindi un "fenomeno"che va oltre la stessa fantasia,giacché è prevedibile con assoluta certezza:basta soffermare l'attenzione sulla evoluzione della produzione degli apparecchi telefonici.

D- Uomo o Macchina, è davvero questo il dilemma?
Nicola Cara Damiani-Oggi come oggi possiamo considerarci ancora umani;ma che cosa accadrà nel futuro prossimo?Considerando la velocità di avvicendamento delle innovazioni tecnologiche,viene spontaneo dedurre quanto segue:la capacità di assimilazione del cervello umano è limitata rispetto alla mole di dati che vengono immessi quotidianamente dalla telematica,per cui possiamo con certezza affermare che allo stato è accettabile predire che è necessario impiantare nel cervello umano dei supporti artificiali che consentano il potenziamento del potenziale mnemonico ed elaborativo.Ovviamente ciò sarà realizzabile con l'aiuto della Scienza Medica e della nanotecnologia:sono già stati avviati esperimenti in tale direzione che stanno dando ottimi risultati dal punto di vista del miglioramento della capacità di assimilazione e di astrazione dei dati mnemonici.Io credo che tali interventi non influiranno sulla psiche umana,al meno dal punto di vista della caratterizzazione personologica che appartiene all'Io.

D- Il tuo prossimo software?
Nicola Cara Damiani-Impianto di potenziamento dell'attività dell'ippotalamo:immaginate i bimbi del domani che potranno apprendere lo scibile umano mentre giocano o dormono,ovviamente programmandone il dosaggio e la frequenza di immissione degli imput.Saranno tutti dei Geni...ma cpme sarebbe un mondo di geni?ci sarebbe il genio dei geni?vorrei esserci..!!
 
 
 
by RobyGuerra

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