La Cultura della Luce: Zairo Ferrante e il Dinanimismo dopo Roma, intervista

22/feb/2012 10.41.57 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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D- Ferrante, in questi giorni a Roma, special guest per una mostra d'arte moderna...
R- Beh si... sono stato gentilmente invitato alla presentazione della mostra d'arte "La cultura della luce" organizzata dall'Ass. Culturale "Art Arvalia" del xv municipio di Roma, ma non mi ritengo affatto lo special guest. Piuttosto credo che l'unico ospite d'onore ...sono state l'arte e la sua libera espressione.
E' ovvio che questa "chiamata" mi ha reso davvero felice e, nello stesso tempo, mi ha emozionta visto che l'inaugurazione si è tenuta nella più grande biblioteca di Roma ( Biblioteca Marconi ndr.) e la notizia è stata segnalata anche sul sito del Comune della Capitale ( http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW277992&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode ). E' stata per me un'esperienza nuova e quindi, sicuramente, affascinante. Cercare di fondere e condensare le differenti espressioni artistiche è sempre un compito difficile ma è anche la prima missione di chi ama le innate espressioni dell'anima.

D- Il Dinanimismo fa passi da gigante, uno zoom 2011.. e aurora 2012..
R- E' vero, il 2011 è stato un anno fantastico per tutto il movimento e, pur non programmando l'attività in anticpo, posso garantirvi che anche il 2012 sarà un anno pieno di sorprese.
Basta pensare che l'anno è iniziato da poco più di un mese e, grazie al prezioso aiuto di tutti i collaboratori - sia tecnici che artistici -, abbiamo già distribuito - tramite e-mail - il secondo numero della rivista "il mulo dinanimista" e sulle nostre pagine ufficiali sono già stati presentati diversi nuovi Artisti e Poeti. E' recentissima, infatti, la pubblicazione sul nostro blog delle traduzioni italiane, anche inedite, di alcuni versi del noto Poeta filippino Santiago Villafania ( Vedere wikipedia ndr. ). La frase d'ordine è semplicemente: continuare a camminare su questo sentiero.

D- Oltre a Ferrante, quali gli artisti più significativi
R- Non credo ci siano Artisti più significativi e importanti di Altri . Tutti, partendo dai curatori dei blog, passando per i grafici e arrivando agli oltre 40 Artisti che, a loro modo, ci continuano a sostenere, hanno contribuito a diffondere il nostro messaggio tra la gente e a far crescere il Dinanimismo.
Un anno fa, quando su google si digitava la parola "dinanimismo" il motore di ricerca la sottolineava in rosso e la dava come errore. Oggi, quando si scrive "dinani", è google stesso a a completare e suggerire la parola "dinanimismo". Questo significa che qualcuno, da qualche parte della Penisola - e non solo -, si sta interessando alla nostra attività. Addirittura, tra i suggerimenti, compare anche "dinanimismo ferrara" e questa è la conferma che seguono proprio noi. Poi, dispiace se, proprio a Ferrara, qualcuno fa finta di non vedere e si volta dall'altra parte. Ma, alla fine, Noi siamo sempre qui, liberi, pronti, aperti, puliti, gratuiti e indipendenti. Solo questo è quello che conta.
D- Hai attraversato anche il futurismo estremo: oggi con l'Europa quasi in default, può essere la soluzione socioculturale almeno?
R- Se oggi l'Italia e l'Europa sono in default è proprio perché vent'anni fa il futuro veniva visto come un qualcosa di molto lontano. Oggi quel futuro è diventato presente e, come era facilmente intuibile, ci ha colto di sorpresa. Quindi è sicuro che guardare al futuro e saper leggere il futuribile è l'unica risorsa che può evitare le "catastrofi". E questo deve valere per l'Arte ma, deve valere, anche e soprattutto per il Sociale e per l'economia.
 


D- E un Nuovo Romaticismo, nella sfera individuale e il cerchio interpersonale, invece?
R-  l'Uomo, per non smarrirsi nel turbine del tempo che corre veloce, deve certamente rivolgere il suo sguardo al futuro ma, nello stesso tempo, deve anche guardare, con gli occhi della mente, al suo "sé" onde evitare di perdere di vista i propri compiti, i propri reali bisogni e i propri obbiettivi.
L'Uomo non può e non deve assolutamente smettere di pensare e pensare, oggi più che mai, significa soprattutto porsi delle domande e darsi delle risposte.
Il pensiero è sempre il primo diritto e il primo dovere che dobbiamo esercitare, sia nella buona che nella cattiva sorte.
 
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