La Rosa Mannequins per Diana Vreeland After Diana Vreeland

DIANA VREELAND AFTER DIANA VREELAND a cura di Judith Clark e Maria Luisa Frisa Venezia, Museo Fortuny 10 marzo-26 giugno 2012 Si tratta della prima grande mostra italiana basata sul binomio "moda e museo" dedicata alla eclettica e brillante figura di Diana Vreeland, quale critico di moda, scrittrice, leggendaria fashion editor di Harper's Bazaar, editor in chief di Vogue (America) e special consultant per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York.

Persone Stefano Tonchi, Amy de la Haye, Alexandra Palmer, Kaat Debo, Akiko Fukai, Harold Koda, Pierre Bergé-Yves Saint, Saint Laurent, Diana Vreeland, Yves Saint, Maria Luisa Frisa Venezia, Judith Clark, Diana Vreeland After, Rosa, Pucci
Luoghi New York, Stati Uniti d'America
Organizzazioni Costume Institute
Argomenti abbigliamento, arte, moda

06/mar/2012 16.50.34 La Rosa S.p.a Contatta l'autore

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DIANA VREELAND AFTER DIANA VREELAND

a cura di Judith Clark e Maria Luisa Frisa

Venezia, Museo Fortuny 10 marzo-26 giugno 2012

 

Si tratta della prima grande mostra  italiana basata sul binomio ‘moda e museo’ dedicata alla eclettica e brillante  figura di Diana Vreeland, quale critico di moda, scrittrice, leggendaria fashion editor  di Harper’s Bazaar, editor in chief  di Vogue (America) e   special consultant per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York.

 

La mostra DIANA VREELAND AFTER DIANA VREELAND curata da Judith Clark e Maria Luisa Frisa da un’idea di Lisa Immordino Vreeland, riflette  quindi sul contributo museografico di Diana Vreeland, sulle folgoranti  mostre moda e sul fashion curating. Concetti che furono caratterizzanti per la Vreeland e fondamentali  per  la nuova installazione che cerca di restituire  il magnifico incedere di una donna che ha generato uno spaccato d’avanguardia nell’alta moda del ‘900.

 

Facilmente riconducibile all’idea della Vreeland, il  progetto allestitivo e tematico della rassegna supera la ‘mera’ esposizione di abiti su banali supporti . Per la Vreeland il manichino ha un ruolo fondamentale nell’exhibition design. Gli ‘antagonisti’ per così dire  di questa mostra saranno 35 manichini progettati apposta per l’occasione,  frutto del sodalizio creativo tra Judith Clark e La Rosa, capaci  di  coniugare  creatività e rigore scientifico, con contenuti simbolici e qualità strutturali. Il preponderante image maker e l’attitude della Vreeland  trovano  eccellente rappresentazione nelle nuove creazioni   ‘La Rosa’,   anticipatrice di  gusti e tendenze dallo  stile unico e intramontabile. Così come i  coloratissimi manichini stilizzati esposti in cabinet,  ricalcheranno  le tonalità  delle grafiche utilizzate dalle riviste di moda degli anni sessanta, attraverso i toni del  viola, del verde, dell’oro , dell’argento fino al bianco laccato.  Un excursus di   storia e stile, scandita attraverso straordinari manichini vestiti con   abiti di Yves Saint Laurent e Givenchy indossati dalla stessa Vreeland, provenienti dal Metropolitan Museum of Art di New York, oppure alcuni pezzi formidabili di Balenciaga di proprietà del Cristóbal Balenciaga Museum o di Saint Laurent della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent e poi ancora pezzi unici, preziosi e iconici di Chanel, Schiaparelli, Missoni, Pucci e costumi dei Ballets provenienti da prestigiose collezioni private e archivi aziendali.

 

Un atemporale ‘meltin pot’ di tendenze e stili  miscelate con le  caleidoscopiche sfaccettature della vita e della carriera di una straordinaria e complessa figura femminile che  ha rivoluzionato un secolo di moda e di giornalismo.

La Rosa presenzierà inoltre, al primo  convegno internazionale  dedicato alla disciplina del fashion curating con la partecipazione dei nomi importanti quali Harold Koda, Akiko Fukai, Kaat Debo, Alexandra Palmer, Amy de la Haye e Stefano Tonchi.

 

 

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