P420 vi aspetta Sabato 28 Aprile con PETER DREHE Tag um Tag guter Tag - Day by day good day

P420 vi aspetta Sabato 28 Aprile con PETER DREHE Tag um Tag guter Tag - Day by day good day.

Persone Raymond Hains, Hans Ulrich Obrist, Edward Hopper, Lucian Freud, Peter Dreher, Dario Lasagni, Opening, Peter Dreher Tag, Peter Drehe, April
Luoghi Italia, Bologna, Ginevra, Erfurt, Ulma, Mannheim
Organizzazioni Alleanza Nazionale
Argomenti pittura, arte, internet

26/apr/2012 23.56.38 P420 Arte Contemporanea Contatta l'autore

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P420 presenta:

P420 presents:

 

 

PETER DREHER 

TAG UM TAG GUTER TAG

DAY BY DAY GOOD DAY

 

Inaugurazione: sabato 28 Aprile 2012 dalle 18, alla presenza dell'artista 

Opening: Saturday 28 April from 6PM with the presence of the artist

 

 

dal 28 Aprile al 30 Giugno 2012

from 28 April to 30 June 2012

 

 

giovedì - venerdì: 15 - 19.30

sabato: 9 - 13.30 / 15 - 19.30

gli altri giorni e orari su appuntamento

Thursday - Friday: 3PM- 7.30PM

Saturday: 9AM - 1.30PM / 3PM - 7.30PM

other days and time on appointment

 

 

Peter Dreher, Tag um Tag ist guter Tag, (Day series from 1974 to today), N.2040, oil on canvas, cm.25x20 (Courtesy P420, Photo Dario Lasagni)

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di pubblicazione (altre foto a richiesta)

 

Inaugurerà il prossimo 28 aprile alle ore 18 presso la galleria p420 (piazza dei Martiri, 5/2) la prima mostra personale in Italia dell’artista tedesco Peter Dreher (Mannheim, 1932).

Diplomatosi alla State Accademie di Karsruhe e qui divenutone docente a partire dal 1968, Dreher ha fin da subito ricercato, per la sua pittura, un soggetto semplice, riconoscibile, familiare, un soggetto che non avesse altro fine se non quello di essere pretesto di pittura.

Dipinge così, nel 1972, il suo primo bicchiere. Un comune bicchiere in vetro, anonimamente appoggiato su un tavolo e illuminato da una fredda luce artificiale.

Sarà il primo di una lunga serie (Tag um Tag ist guter Tag - Day by day good day), perchè a partire dal 1974, Dreher dipinge più volte quello stesso bicchiere, nelle medesime condizioni, nella medesima posizione e con il medesimo punto di vista. Lo dipinge e lo ridipinge, ogni anno decine di volte come oggi ancora continua a fare, a distanza di quasi quarant’anni, sempre nello stesso formato, ad olio su tela e nelle sue reali dimensioni.

E’ la volontà di dipingere un quadro il più semplice possibile. “Ma per dipingere un quadro nella sua massima semplicità - scrive Peter Dreher - lo si deve svuotare del suo valore e di ogni significato. Lo si deve dipingere ancora una volta. E ancora un’altra, e un’altra, cento, mille volte. Così rimane il quadro che non sarà nient’altro che un quadro. Un oggetto come un qualunque altro oggetto.”

Comincia a dipingerlo anche alla luce diurna con quell’unica concessione, alla serialità della pittura, data dal riflesso - su una piccola porzione del bicchiere - della finestra dello studio, ogni giorno diversa.

Migliaia di volte lo stesso bicchiere, uguali ma sempre diversi. L’ossessione di ripetere per accorgersi che ogni ripetizione è unica. Unica come un autoritratto.

Ed è forse questo il senso della pittura di Peter Dreher, che ha in sè tutte le ansie di chi avverte l’urgenza del passare del tempo ma che vorrebbe non portasse cambiamenti, che cerca quasi la prova, in una pittura ossessionata, dell’uguaglianza rispetto al giorno prima, ma che finisce per inciampare in quei piccoli dettagli che tradiscono la distanza tra l’impermutabile vetro del bicchiere e la

temporaneità dell’esistenza umana.

È quindi molto di più di una pittura realista quella di Peter Dreher. È una ricerca Concettuale molto più vicina al lavoro di Roman Opalka e di On Kawara che non al Realismo di Lucian Freud o di Edward Hopper. Forse addirittura un’astrazione personalizzata, come propone Hans Ulrich Obrist in una sua recente intervista a Peter Dreher riprendendo un’espressione di Raymond Hains, una

ripetizione metodica quanto compulsiva che carica il dipinto di un bicchiere di ben altri significati.

Molte le esposizioni in spazi museali, come le recenti personali al Mamco di Ginevra, alla Kunsthalle di Erfurt ed al Kunstverein di Ulm.

All’inaugurazione della mostra sarà presente l’artista.

 

Peter Dreher ha realizzato per l’occasione il libro d’artista Day by day good day 1974 - 2012 disponibile in galleria.

 

 

 

P420Arte contemporanea e libri

Piazza dei Martiri 5/2

40121 Bologna Italia

Tel.0514847957

Cel.3205635213

www.p420.it

info@p420.it

 

 

Peter Dreher, Tag um Tag ist guter Tag, (Night series from 1974 to today), N.2140, oil on canvas, cm.25x20 (Courtesy P420, Photo Dario Lasagni)

 

 

 

 

PRESS RELEASE with polite request for publication (other photos on request)

 

On the 28th of April at 6pm the p420 Gallery (Piazza dei Martiri, 5/2) will hold the first solo exhibition in Italy of the German artist Peter Dreher (Mannheim, 1932).

A graduate of the State Academy of Karlsruhe, where he also became a teacher from 1968, from the very start Dreher sought a simple, recognisable and familiar subject for his painting, a subject that had no purpose other than being a pretext for painting.

So in 1972 he painted his first glass. A common glass, anonymously rested on a table and illuminated by a cold artificial light.

It would be the first in a long series (Tag um Tag ist guter Tag - Day by day good day), as from 1974 onwards Dreher painted that same glass over and over again, in the same conditions, in the same position and from the same perspective. He painted it and repainted it dozens of times every year, just as he continues to do today, forty years later, in the same medium of oil on canvas and true to its actual dimensions.

It is the urge to paint the simplest painting possible. “But in order to paint a painting of utmost simplicity - says Peter Dreher - it must be stripped of its value and meaning. It must be painted again. And again, and once again, one hundred, one thousand times over. Thus it becomes the painting that will never be anything more than a painting. An object like any other object.”

He also began to paint it by the light of day, allowing a single concession to the serial character of the painting, given by the reflection - on a small portion of the glass - of the studio window, which is different every day.

The same glass thousands of times over, the same but always different. An obsession with repetition only to realise that every repetition is unique. Unique in the way a self-portrait is.

And this is perhaps the sense of Peter Dreher’s painting, which contains within it all the anxieties of somebody who feels the urgency of the passing of time but does not want the changes this entails, somebody who through obsessed painting almost seeks confirmation that nothing is different from the day before, but ends up stumbling across those tiny details that betray the distance between the immutable glass and the impermanence of human existence.

Peter Dreher’s work is therefore much more than realist painting. It is Conceptual research that is much closer to the work of Roman Opalka and On Kawara that the Realism of Lucian Freud or Edward Hopper. Perhaps it is even a personalised abstraction, as Hans Ulrich Obrist proposed in his recent interview with Peter Dreher, taking an expression from Raymond Hains, a repetition that is methodical as much as it is compulsive and that loads the painting of the glass with many further meanings.

Peter Dreher has had many exhibitions in museums, such as the recent solo exhibitions at the Mamco in Geneva, the Kunsthalle in Erfurt and the Kunstverein in Ulm.

The artist will be present at the opening.

 

Peter Dreher has created an artist’s book for the occasion, Day by day good day 1974 - 2012, which is available in the gallery.

 

 

 

P420Arte contemporanea e libri

Piazza dei Martiri 5/2

40121 Bologna Italia

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info@p420.it

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