P420 al MIA presenta GIORGIO CIAM / P420 at MIART presents GIORGIO CIAM

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01/mag/2012 13.02.14 P420 Arte Contemporanea Contatta l'autore

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P420 presenta al MIA Milan Image Art Fair (3-6 Maggio, Milano) un progetto dedicato all'artista:

P420 presents at MIA Milan Image Art Fair (3-6 May, Milan) a show dedicated to the artist:

 

GIORGIO CIAM

Padiglione 2, STAND 95

Giorgio Ciam, Sui peli, 1972, Fotografia in bianco e nero, 17.9 x 40.8 cm (Courtesy P420)

La galleria P420 propone un allestimento con opere di Giorgio Ciam.

Giorgio Ciam ha iniziato a elaborare un suo possibile universo narrativo verso la fine degli anni ’60, nella stagione culturale degli anni ’70, portando nel contesto dell’arte contemporanea il racconto della propria identità. Con un cammino ricco di sfaccettature, ha fatto dunque parte della Body Art internazionale, in particolar modo del Comportamento. Ma la sua indagine sul concetto di identità - questo suo continuo e labirintico vedersi e rivedersi a partire dal proprio volto, questo suo continuo cercarsi senza trovare di sé un’immagine univoca e precisa, questo suo senso del tempo che vede nel presente un infinito rispecchiarsi del passato e del futuro - è stata un’operazione solo apparentemente autoriflessiva, proprio perché ciò che Ciam metteva in gioco era in sostanza la condizione umana, la coscienza del tempo: la propria storia esistenziale come tramite per altri possibili racconti. [...]

Ponendo se stesso di fronte all’obiettivo fotografico, spesso lavorando nell’intimo del suo studio, Ciam mette dunque in scena una particolare situazione: una performance senza spettatori. Perché il rapporto con il suo pubblico egli di fatto arriva a ipotizzarlo proprio attraverso l’opera fotografica. Così, avvalendosi del fotomontaggio o dell’intervento pittorico sulla tela emulsionata, Ciam può trasformarsi, essere un altro. Come pure, attraverso il mosso fotografico, può annullare se stesso per ritrovarsi nel volto di un amico o compenetrarsi in un possibile paesaggio. E procedendo, mediante il ritaglio, la cancellazione, il collage di più frammenti, o ancor più mediante la proiezione dei suoi stessi lavori sul proprio corpo impegnato in un’azione comportamentale e dunque con la stratificazione di più immagini all’interno di una stessa fotografia, egli può vedere e rivedere se stesso, formulando tramite l’opera il racconto di sé, della sua interiorità. Un lavoro di autoanalisi che lo apre al vortice caleidoscopico di una visione infinita.

[tratto da “Giorgio Ciam. In quell’istante gigantesco” di Elena Re, Arte e Critica, n. 68]

Per inviti o altre domande scriveteci a info@p420.ito chiamateci al 0514847957 o 3205635213

Per orari e dettagli della fiera visita il sito www.miafair.it

 

 

The P420 gallery proposes an exhibition design with works by Giorgio Ciam.

Giorgio Ciam began to elaborate his own possible narrative universe towards the end of the 60s, in the cultural season of the 70s, bringing the story of his identity into the context of contemporary art. With his multifaceted research, he was involved in the international Body Art, especially in the field of Behaviour. But his investigation into the concept of identity - his continuous and labyrinthine seeing and finding himself again starting from his face, his incessant looking for himself without finding a univocal and precise image of himself, his sense of time that saw in the present an endless reflection of the past and the future - was only apparently a self-reflexive operation, precisely because what Ciam brought into play was essentially the human condition, the awareness of time: his own existential story as a means for other possible narrations. [...]

By putting himself in front of the lens, and often working in the intimacy of his studio, Ciam thus staged a particular situation: a performance without spectators. In fact, he imagined his relationship with his audience precisely through the photographic work itself. So, by using the technique of the photomontage or by painting on the emulsified canvas, Ciam could transform himself, be someone else. In the same way, through the use of motion blur he could erase himself to then find himself again in the face of a friend or identify himself in a possible landscape. And moving on through the cutting, the deletion and the collage of numerous fragments, or furthermore through the projection of his own works onto his body while engaged in a behavioural action and thus by layering multiple images within a single photograph, he could see himself again and again, conceiving through the work the story of himself, of his inner life. A work of self-analysis that introduces him into the kaleidoscopic vortex of an infinite vision.

[from “Giorgio Ciam. In that gigantic instant” by Elena Re, Arte e Critica, n. 68]

 

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MIA Milan Image Art Fair
Superstudio Più, Via Tortona 27, Milano

Giovedi 3 maggio dalle ore 14.30 ( su invito)

Venerdi 4 maggio dalle ore 12.00 alle ore 22.00

Sabato 5 maggio dalle ore 11.00 alle ore 21.00
Domenica 6 maggio dalle ore 11.00 alle ore 20.00
www.miafair.it

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