Graziano Cecchini RossoTrevi in Second Life *from Mondi Virtuali

13/mag/2012 16.51.23 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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A che serve una piattaforma come Second Life? Dipende dall’interesse e dalla capacità di chi l’utilizza naturalmente, ma in generale a diffondere “in remoto” contenuti con un elevato impatto grafico ed emotivo, che siano realizzati all’interno della piattaforma o che tramite essa siano veicolati. Non a caso le arti visive (fotografia, scultura, architettura) sono tra le più diffuse nel mondo virtuale della Linden Lab, sia pure utilizzando come supporto prims al posto di marmo, pellicola fotografica, cemento armato o vetro). Tuttavia a mio parere uno degli utilizzi più piacevoli di Second Life può anche essere quello di realizzare eventi in cui diffondere una maggiore consapevolezza riguardo a tematiche specifiche, dalla scienza alla letteratura all’arte. Per questo apprezzo progetti come Museo Virtuale, Imparafacile, Scienza on the Road e naturalmente le attività svolte al Mic da Maxi Lane (aka Marina Bellini) e i suoi collaboratori nell’ambito del progetto Imagin@rium.
L’evento più recente a cui ho assistito “in avatar e pixel” è stato un incontro con Graziano Cecchini artista di cui, come penso la maggior parte dei presenti, avevo finora sentito solo parlare per l’eco mediatico di alcune performance come quando colorò di rosso l’acqua della fontana di Trevi, o lanciò 250 mila (per altre fonti 500 mila) palline colorate dalle scalinate di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna o ancora la “tentata irruzione” nella casa del Grande Fratello a Cinecittà (perfettamente riuscita secondo le intenzioni dell'artista). Sentire dalla viva voce di Cecchini come in realtà tutte queste performance (ed altre come la realizzazione di una formidabile porta fatta di blocchi di marmo grezzi estratti dalla breccia medicea in concomitanza con l’apertura del Festival della Creatività a Firenze nel 2010) siano state il frutto di un lavoro meticoloso, teso anzitutto a studiare il contesto in cui si sarebbero svolte così da non causare danni a monumenti, persone o ambiente e quindi pensate sempre per lanciare un messaggio “sfruttando” i meccanismi della comunicazione di massa mi ha fatto pensare quanto poco filtri, nella maggior parte dei casi, di quello che sono le intenzioni di un artista rispetto al riassunto breve e spesso distorto che ne fanno i media in un paese in cui ancora pochi anni or sono un ministro (Giulio Tremonti) dichiarava che “con la cultura non si mangia”..... C
 
MONDI VIRTUALI
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