Pierluigi Casalino: l'attrazione letale Stalin-Hitler

28/mag/2012 17.08.51 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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1922-1930.e oltre LA COLLABORAZIONE MILITARE TRA LA GERMANIA E LA RUSSIA SOVIETICA

Il punto fondamentale dei rapporti russo-tedeschi era rappresentato dagli accordi militari segreti, frutto delle intese raggiunte da Cicerin e Rathenau a Rapallo nel 1922 (vedi, in proposito, il mio “IL TEMPO E LA MEMORIA”- Casalino Pierluigi, Ennepilibri, Imperia, 2006- , dove vengono riportate le considerazioni di mio padre Casalino Michele sulle segrete operazioni russo tedesche, promesse tra gli Anni Venti e Trenta, in tema di riarmo tedesco e collaborazione dei militari tedeschi - ma anche italiani, in seguito - con la Russia sovietica), anche nel ricordo del sostegno fornito dalla Germania a Lenin per tornare in Russia e far scoppiare la rivoluzione bolscevica del 1917. Dato che gli unici ad essere iniziati ai particolari di questa collaborazione erano i personaggi direttamente interessati, e che la documentazione, per lo meno quella di fonte tedesca, fu sistematicamente distrutta, le notizie in proposito sono sporadiche e incomplete. L’aspetto meglio documentato, che probabilmente era quello più importante, era quello della collaborazione nel settore aeronautico. Immediatamente dopo la firma del trattato di Locarno, il 1° dicembre 1925, Stresemann rinnovò con i russi l’accordo stretto a Rapallo nel 1922; quando la Germania entrò nella Società delle Nazioni lo stesso Stresemann dichiarò che il suo paese non poteva restare disarmato com’era, e partecipare a sanzioni contro il regime bolscevico: velata affermazione di neutralismo verso la Russia sovietica. D’altra parte l’amicizia russo tedesca non era certo sincera, ma basata sulla convenienza reciproca e lo sapevano tutte e due le parti interessate: i generali e i conservatori tedeschi, che promossero quell’accordo, disprezzavano i bolscevichi e consideravano i russi esseri inferiori (analogamente si espresse, del resto, Hitler) e, dal canto loro, i russi mostravano un’amicizia formale verso la Germania e non soltanto per la riconoscenza che Lenin nutriva per quell’aiuto logistico tedesco, che gli aveva consentito di rientrare in patria, ma in base proprio alla massima leninista, secondo la quale ad una persona bisogna stringere la mano se le si vuole poi stringere la gola. Dell’esistenza di tali intese e di molti dettagli di esse, in realtà, mi parlò anche mio padre Casalino Michele (il protagonista de “IL TEMPO E LA MEMORIA” di Casalino Pierluigi, Ennepilibri, Imperia,2006), soprattutto quando commentava la firma, il 23 agosto 1939, del patto nazi-sovietico Molotov-Ribbentrop. Casalino Michele sottolineava la vastità della collaborazione militare italo-tedesca con la Russia di Stalin, fino quasi a ridosso dell’operazione Barbarossa, lanciata nel giugno del 1941 da Hitler. Nelle fabbriche sovietiche, a conti fatti, la Germania aveva aggirato il disarmo impostole a Versailles, e contemporaneamente non rispettava l’embargo decretato dalle potenze occidentali contro la Russia sovietica. La collaborazione russo tedesca nell’ambito aeronautico fu assai stretta e proficua. In Russia era stata aperta una fabbrica di aeroplani Junkers e di motori di aeroplani della Bayerische Motorenwerke, che serviva sia all’Aviazione Rossa, che alla Reichswehr. Nonostante il reciproco vantaggi, i contrasti tra i due partner nella direzione e nell’organizzazione delle attività restavano, anche in ragione delle esigenze delle ditte tedesche impegnate (si leggano sull’argomento “THE RUSSIAN FACE OF GERMANY, di C.F.Melville, 1932, e l’opuscolo redatto dai socialdemocratici tedeschi, datato 1927, “SOWJET GRANATEN). Uno dei problemi più seri fu quello della costruzione in loco dei motori: problema che non fu mai pienamente risolto. Tuttavia a Lipestsk, nella Russia centrale, venne messo a disposizione dell’aviazione militare tedesca un grande campo d’aviazione. Esso aveva due funzioni: addestrare i piloti tedeschi e provare gli aeroplani militari più moderni, dal momento che per le restrizioni imposte dal trattato di Versailles, nessuna delle due cose era realizzabile in territorio tedesco. L’addestramento vero e proprio cominciò nel 1925. a Lipetsk nessun aviatore sovietico si addestro, però, anche ex ufficiali tedeschi, rimossi dal servizio attivo appositamente per questo scopo, lavoravano come istruttori presso l’aviazione militare sovietica. Sugli altri momenti della collaborazione militare e in tema di armi tra russi e tedeschi si dispone di documentazione più scarsa. La fabbricazione di bombe per la Reichswehra nelle fabbriche sovietiche proseguì senza sosta e, quando, nel dicembre del 1926, venne alla luce in qualche modo in Germania, provocò uno scandalo, peraltro subito contenuto. Una fabbrica tedesca con sede legale a Mosca costruiva, in diversa località, bombe per sia la Reichswehr che per l’Armata Rossa. A Kazan, intanto, funzionava una fabbrica di carri armati, alcuni dei quali utilizzati, fin alla vigilia della guerra, in manovre congiunte russo tedesche in alcune regioni meridionali della Russia, la cui popolazione veniva allontanata nell’occasione, per evitare sguardi indiscreti (anche le notizie dello svolgimento di queste manovre, alle quali erano presenti anche osservatori militari italiani, erano in possesso di Casalino Michele, tramite lo Stato Maggiore Italiano). Voci della collaborazione germano-sovietica giunsero alla autorità polacche e presero corpo in una pubblicazione ufficiosa polacca. Note confidenziali circolavano, tuttavia, tra le cancellerie, che sottolineavano che, nonostante le perplessità e le diffidenze di Hitler, la collaborazione proseguiva. La circostanza, al tempo stesso, consentiva soprattutto ai tedeschi di valutare la consistenza della difesa sovietica e di accertarsi, di conseguenza, di quanto inferiore fosse la preparazione russa. E, a loro volta, i russi, che temevano di non essere trattati in piena uguaglianza e dignità, non mancavano di infiltrare l’intelligence tra i tedeschi, se pur questi ne fossero al corrente. Queste difficoltà impedirono il consolidarsi di un rapporto di completa amicizia tra russi e tedeschi, come d’altra parte era evidente. Entrambe le parti avevano riserve di carattere politico e personale; entrambe erano consapevoli di tanto in tanto della possibile alternativa costituita dall’avvicinamento all’Occidente. Ma nessuna delle due parti dimenticò mai i vantaggi pratici della collaborazione nel settore militare, come il patto Molotov Ribbentrop dimostrò con i suoi scellerati protocolli segreti ai danni della Polonia. La funzione svolta dalla cooperazione militare tra Berlino e Mosca, particolarmente nel decennio 1920-1930 3 e oltre, nell’edificazione della Reichswehr e dell’Aviazione Rossa, fu ampiamente giustificata nell’ottica dei rispettivi obiettivi.

Casalino Pierluigii, 9.01.2012.

 

 

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