GIUSEPPE STAMPONE - Pinacoteca Civica di Teramo - 13/4-28/5-2006

11/apr/2006 04.21.26 Novella Mirri Contatta l'autore

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MOSTRA

G I U S E P P E S T A M P O N E

Teramo, Museo d'Arte e Pinacoteca Civica
Viale Bovio, 4
giovedì 13 aprile - domenica 28 maggio 2006

COMUNICATO STAMPA

"L'arte contemporanea è una forma di coscienza, una sollecitazione sensoriale che deve servire a svegliare lo spettatore da un torpore provocato da
ipnosi mediatiche, consumistiche e tecnologiche. Questo è quanto pensa di poter fare Giuseppe Stampone attraverso le proprie opere, che sono veloci
incursioni nel linguaggio poetico e culturale delle cose, per svelarne paradossi e contraddizioni. La sua è un'estetica fredda e controllata che deve
mandare in cortocircuito, anche se solo per un attimo, una frazione di secondo, il senso critico dello spettatore (…) E' in questo senso che vanno lette e
fruite le sue opere, che si presentano variamente sotto forma di enigmi visivi, di metafore classiche, di situazioni di stress, di giochi. Lo spettatore è
spesso al centro dell'opera con la quale deve o può interagire." (Marco Tonelli).

La mostra GIUSEPPE STAMPONE a cura di Marco Tonelli è la prima mostra personale dell'artista Giuseppe Stampone. Nel Museo d'Arte e
Pinacoteca Civica di Teramo dal 13 aprile al 28 maggio 2006 vengono esposte opere realizzate tra il 2003 ed il 2006: una decina di video installazioni,
installazioni fotografiche a parete e light box tridimensionali, a formare situazioni spesso interattive e sonore alcune delle quali installate all'interno di
box provvisti di effetto sonoro dolby surrounder.
In questa occasione verranno modificate ed appositamente reinterpretate alcune opere già presentate in importanti esposizioni nazionali come
l'Anteprima della XIV Quadriennale (2004) o la Biennale d'Arte Sacra di San Gabriele (2004).
Il catalogo, De Luca editori, è corredato dai testi di Marco Tonelli, Derrick de Kerckhove e Marco Senaldi.

LA MOSTRA
Il lavoro di Giuseppe Stampone, nato nel 1971 a Cluses in Francia, si concentra su aspetti legati al senso della realtà nella società dei media e della
tecnologia. Nelle sue opere allo spettatore spesso è richiesto un intervento specifico per usufruire dell'opera, come nel caso dell'opera Sinestesia,
dove solo l'introduzione di una moneta da 10 centesimi accende, attraverso un vero insert coin, l'intero sistema video e audio dell'installazione.
"I cortocircuiti tra tradizione e tecnologia, tra storia dell'arte e storia degli uomini e del nostro tempo, tra pubblico e artista, tra ricerca del successo e
valori dell'identità, sono elementi caratteristici della sua opera che, secondo l'artista, deve poter svegliare una coscienza critica e stimolare una
sensazione forte nello spettatore, come per scuoterlo dal torpore indotto dalla società di massa e dall'uso anestetizzante della tecnologia mediatica."
(Marco Tonelli).
Pur utilizzando mezzi di riproduzione meccanica e tecnologica di alta definizione, i temi affrontati dall'artista vanno dalla stimolazione della coscienza
dello spettatore all'interno di camere buie piene di invisibili performer, alla megalomania dell'artista - Autoritratto di Mitomane - che si ritrae,
lasciando un particolare spazio a sorpresa anche per lo spettatore, a fianco dei più grandi artisti vissuti dal XVI al XX secolo (Raffaello, Van Gogh,
Picasso, Warhol), dal sentimento del sacro e della maternità confrontando iconografie di madonne medievali, contemporanee e immagini video di
bambini (Scultura, Maternità e Madre Terra), al dramma universale degli immigrati e dei profughi di ogni tempo (Viaggio della speranza), ai modi di
raffigurare, attraverso degli oggetti impersonali, la propria esistenza (AGENA, La fabbrica dei giocattoli), al dialogo tra vecchie, nuove e future
generazioni che si guardano mute dal fondo e dalla cima di un pozzo (Sotto sopra), assumendo pose ed atteggiamenti di cicli pittorici antichi.


Appositamente progettata e realizzata per la mostra, l'opera La gabbia dell'arte è un'installazione site specific pensata per la facciata esterna del
Museo d'Arte e Pinacoteca Civica di Teramo. Sono dodici pannelli fotografici posizionati all'interno delle finestre cieche della facciata che
rappresentano delle persone quasi imprigionate all'interno del museo, affacciate dietro le sbarre.
L'Artista vuole forse dire che l'arte garantisce la libertà ma solo se si evade dalle costrizioni imposte dagli spazi istituzionali che pure permettono al
loro interno qualsiasi discorso estetico.
Giuseppe Stampone vuole così presentare un'opera pubblica rivolta al passante, al pubblico della Pinacoteca, alla comunità intera.

Sostiene Giuseppe Stampone, "si è rafforzata in me la volontà di creare nelle opere un rapporto tra arte e tecnologia o tra arte e scienza, in un'ottica
assolutamente "umanistica" che, al di là delle visioni apocalittiche sul futuro, individua nello strumento tecnologico, ma anche e soprattutto nella
coscienza vigile dell'artista che lo usa, il mezzo che più di tutti rappresenta l'attualità". Ed è così che Tonelli sottolinea come l'estetica di Stampone sia
"un'estetica tecnologica che veste di nuovo temi antichi, servendosi anche di iconografie medievali o rinascimentali, facendole a volte flirtare con
materiali elettronici e tecniche di visione moderne. Ma la tecnologia del sé non è solo apparenza tecnologica, bensì sostanza e materia di essa".

CENNI BIOGRAFICI DEGLI AUTORI
Giuseppe Stampone è nato a Cluses, Francia nel 1971 e attualmente vive e lavora tra Teramo e Roma. Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti de
L'Aquila, ha partecipato nel 2002 alla XVIII Biennale di Alatri, nel 2003 alla mostra Anterprima della XIV Quadriennale di Roma, nel 2004 alla XI
Biennale d'Arte Sacra di San Gabriele ed al LV Premio Michetta.
Marco Tonelli, critico d'arte, insegna Sociologia dell'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Perugia.
Ha curato, tra le altre mostre, insieme ad Enrico Crispolti, Dal Futurismo all'Astrattismo, Museo del Corso, Roma, 2002 e Gesto, Museo Piaggio,
Pontedera, 2002. E' stato Commissario Inviti per la XIV Quadriennale di Roma nel 2005.
Derrick de Kerckhove, uno dei più affermati studiosi di realtà virtuale, arte, comunicazione, mass media e cultura, allievo ed erede di Marshall
McLuhan, è direttore del McLuhan Institute e docente di Cultura e tecnologia presso l'Università di Toronto. Fra le sue pubblicazioni più importanti
Brainframes. Mente, tecnologia e mercato (1993), La civilizzazione videocristiana (1995), La pelle della cultura (1995)
Marco Senaldi, critico d'arte e filosofo, insegna Cinema e arti visive presso l'Università degli Studi Milano Bicocca. Collaboratore di numerose testate
e periodici (tra cui Flash Art ed Exibart), ha curato la mostra Cover Theory. L'arte contemporanea come reinterpretazione (2003). Tra le sue più
recenti pubblicazioni Enjoy! Il godimento estetico (2003) e Van Gogh a Hollywood (2004).


PRESENTAZIONE ALLA STAMPA: mercoledì 12 aprile ore 11.00
Teramo, Comune, Sala Consiliare, Piazza Orsini 16
Con Tavola Rotonda sul tema "Arte e tecnologia. Media ed estetica dello spettacolo" a cura della Banca di Teramo ed Ascoli in collaborazione con
l'Università di Teramo e l'Università "La Sapienza" di Roma.
Introduzione: On. Antonio Tancredi
Intervengono: Derrick de Kerckhove, Raffaella Morselli, Marco Senaldi, Franco Speroni, Antonio Tursi, Luisa Valeriani
A seguire visita guidata della mostra. Sarà presente l'Artista

PRESENTAZIONE AL PUBBLICO ED ALLA CITTA': mercoledì 12 aprile ore 16.30
Teramo, Sala Civica San Carlo, Via Delfico 30
Intervengono: Ass. Cultura Mauro Di Dalmazio, Dir. Museo Irene De Nigris

INAUGURAZIONE: mercoledì 12 aprile ore 18.30
Teramo, Museo d'Arte e Pinacoteca Civica, Viale Bovio 4

Catalogo: De Luca editori
Costo del biglietto: € 3,00
Orario: dal martedì al sabato 9.00-13.00 e 16.00-19.00; domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00; chiuso il lunedì.
Per informazioni e prenotazioni: Cooperativa Musa, tel./fax 0861/250873
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; cell. 335/6077971; ufficiostampa@novellamirri.191.it
Assistenti: Paola Saba, Allegra Seganti

Roma, aprile 2006

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