La 'rivolu zione copernicana' d i Zamboni by Estense com Ferrara-Italy

09/lug/2012 16.51.01 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Conferenza dell’Associazione Ccsvi nella Sm per fare il punto della ricerca internazionale

Qualsiasi tentativo di negare l’esistenza della Ccsvi è privo di qualsivoglia fondamento scientifico. La Ccsvi è fortemente presente nei malati di sclerosi multipla (Sm). L’Ecocolordoppler (Ecd), eseguito da mani esperte, è attendibile. I criteri diagnostici stabiliti dal prof. Paolo Zamboni sono corretti. L’angioplastica dilatativa (Pta) in mani sicure è sicura e porta evidenti benefici alla qualità della vita dei malati di Sm. “Sostenere il contrario equivale a sostenere che la terra è piatta”. Sa quasi di rivoluzione copernicana il metodo Zamboni, come hanno affermato oggi Giampiero Avruscio (direttore di Medicina specialistica e responsabile del Servizio di Day Hospital Angiologia - Ospedale S. Antonio - Padova), Pietro Maria Bavèra (responsabile Servizio di angiologia e chirurgia vascolare - Fondazione Don Gnocchi Milano) e Pierfrancesco Veroux (direttore Struttura complessa centro trapianti e chirurgia vascolare - Policlinico Vittorio Emanuele - Catania).

I tre specialisti sono intervenuti alla conferenza stampa organizzata dall’Associazione Ccsvi nella Sm Onlus, presso il Cnr a Bologna, allo scopo di fare il punto della ricerca internazionale su Ccsvi e Sm. La Ccsvi, Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, scoperta dal prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara, in associazione con la Sm, è una malattia emodinamica in cui le vene cervicali e toraciche rimuovono poco efficacemente il sangue dal cervello e in generale dal sistema nervoso centrale (SNC). Può essere curata mediante angioplastica dilatativa (PTA).

“Abbiamo voluto fare questo incontro per dare un messaggio di verità ed equilibrio sulla possibile correlazione tra Ccsvi e Sclerosi Multipla” ha detto Gisella Pandolfo, presidente dell’associazione. “La verità è che decine di studi scientifici internazionali indipendenti evidenziano che esiste una stretta associazione tra le due patologie. Studi realizzati in tutto il mondo, non collegati tra di loro, che evidenziano come questa realtà riguardi tutte le latitudini, tutti i gruppi genetici. Questo naturalmente non vuol dire che tutto sia stato chiarito, e che non ci sia ancora molto da studiare. Vuol dire che esistono evidenze scientifiche su cui continuare a fare ricerca, nell’interesse dei malati”.... C  ESTENSE COM

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