TINA MODOTTI al Complesso del Vittoriano - 27/04-14/05-2006

In mostra viene anche proposto ai visitatori un Video che descrive per immagini la vita e l'opera di Tina Modotti ed il film muto The Tiger's Coat

27/apr/2006 05.04.00 Novella Mirri Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
La F e s t a d i P r i m a v e r a

TINA MODOTTI
Arte Vita Libertà

Roma, Complesso del Vittoriano,
Sala Giubileo, Via San Pietro in Carcere
giovedì 27 aprile - domenica 14 maggio 2006


COMUNICATO STAMPA

"Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l'ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa
dolcemente sorella" (Pablo Neruda, versi scolpiti sulla tomba di Tina Modotti al Pantheon de Dolores di Città del Messico, 1942).

A più di 60 anni dalla morte, il Complesso del Vittoriano di Roma celebra, dal 27 aprile al 14 maggio 2006, la figura di Tina Modotti con la mostra
"Tina Modotti. Arte Vita Libertà": un'ampia selezione tra immagini e documenti che illustrano l'opera di una fotografa dalla figura leggendaria che si
nutre di una fama di donna indipendente, di rivoluzionaria "pasionaria", legata nella vita a uomini dalle forti aspirazioni artistiche e politiche, da lei
completamente condivise.
"Tina Modotti. Arte Vita Libertà", promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma si svolge nell'ambito de La Festa di
Primavera 2006 voluta dal Presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra. La mostra è a cura di Riccardo Toffoletti del Comitato Tina Modotti
di Udine, città natale della fotografa. L'organizzazione e la realizzazione sono di Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia .

La mostra
La mostra "Tina Modotti. Arte Vita Libertà", attraverso un centinaio tra immagini e documenti, vuole descrivere i valori di vita, arte e libertà di una
donna le cui idee, suggestioni, battaglie e inquietudini appartengono alla memoria del Novecento.
"Non posso accettare la vita così com'è, troppo caotica, troppo inconscia; da qui la mia resistenza, la mia guerra con lei. Sono sempre in lotta per
piegare la vita al mio temperamento e ai miei bisogni, in altre parole metto troppa arte nella mia vita..."
Queste le vibranti parole di Tina Modotti in una lettera del luglio 1925 all'amico e maestro Edward Weston. Nel 1926, con altrettanto acume e
un'inquietudine sempre appassionata, scrive ancora: "accetto il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e la forma che la fissa
immutabile".
Queste due citazioni, senza conoscere la vicenda di Tina Modotti, fanno capire quanto in lei arte ed esperienza esistenziale siano inseparabili: se vuoi
conoscere la sua opera studia la sua vita.
Con questa convinzione, dopo anni di minuziosa raccolta di immagini, oltre ad importanti indicazioni fornite da storici e biografi, il Comitato Tina
Modotti di Udine ha costruito l'esposizione.
Circa ottanta immagini scattate dal 1923 al 1930 propongono il nucleo della sua opera: vengono fissate dall'occhio della Modotti visioni calligrafiche
della natura, foto dinamiche e sperimentali, ritratti, spazi architettonici, fino alla grande stagione dell'impegno sociale e politico e fino ad alcune opere
dal reportage di Tehuantepec e alle ultime realizzate a Berlino nel 1930.
Altre venti fotografie si riferiscono alla Modotti: il suo volto e la sua figura sono illustrati da fotografi e artisti del modernismo e della nuova arte
messicana. A commentare il ricco materiale fotografico, testi critici, lettere, poesie, testimonianze…
In mostra viene anche proposto ai visitatori un Video che descrive per immagini la vita e l'opera di Tina Modotti ed il film muto The Tiger's Coat
interpretato dalla Modotti nel 1920 a Hollywood.
Il percorso espositivo della mostra "Tina Modotti. Arte Vita Libertà" si apre con un celebre ritratto della Modotti, realizzato in Messico da Edward
Weston, e si conclude con l'immagine di Arsenal, il murale che Diego Rivera realizzò nel 1928 e nel quale Tina è rappresentata fra numerosi
personaggi della storia.
L'esposizione è stata costruita nel corso di diversi anni utilizzando in massima parte i negativi dell'autrice, oppure le stampe d'origine. In via
eccezionale vengono presentate due preziose stampe (vintage print) uscite dalla mano della Modotti (Canne di bambù e Convento di Tepotzotlan).

La vita
Tina Modotti (1896-1942), nasce ad Udine ma vive in Austria, Germania, Russia, Spagna ed a lungo anche in Messico dove entra in contatto con i
protagonisti della nuova arte messicana. Conosce i pittori muralisti Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, Clemente Orotzco, stringe un intenso
sodalizio artistico con la pittrice Frida Kahlo e frequenta, tra gli altri, Robert Capa, Ernest Hemingway, Antonio Machado, Pablo Neruda e André
Malraux.
In Messico comincia ad usare il mezzo fotografico come denuncia sociale e lotta politica esaltando la forma e la materia. "Tina Modotti esprime una
profonda sensibilità su un piano che, pur tendendo all'astrazione, senza dubbio più etereo, e in un certo senso più intellettuale, trae linfa dalle radici del
suo temperamento italiano. La sua opera artistica è fiorita però in Messico, raggiungendo una rara armonia con le nostre passioni…". Così l'amico
Diego Rivera descrive il senso dell'opera di Tina Modotti che in pochi anni trasforma il suo modo di fotografare: dopo le prime attenzioni per la natura
(Calle, Messico 1924; Rose, Messico 1925; Canne di bambù, Messico 1925 c.a.), sposta l'obiettivo verso forme più dinamiche utilizzando il mezzo
fotografico come strumento di indagine ed esaltazione dei simboli del lavoro e del popolo (Mani di operaio, Messico 1927; Miseria, per le strade di
Città del Messico, 1928).
Tina Modotti ha un proprio rigore artistico, utilizza la macchina fotografica "come il pittore usa il suo pennello" e suoi ritratti sono di bruciante
immediatezza, al di fuori del tempo. "Nella sua opera c'è un profondo impegno sociale e uno spontaneo senso dell'immagine" (Mildred Costantine,
1979). La stessa Modotti scrive di sé "mi considero una fotografa, niente più; e se le mie fotografie si differenziano da quello che generalmente viene
prodotto in questo campo è proprio perché io cerco di produrre non arte, ma fotografie oneste, senza trucco né manipolazioni, mentre la maggioranza
dei fotografi cercano ancora effetti artistici o l'imitazione di altri mezzi di espressione e ne risulta un prodotto ibrido che non riesce a dare all'opera
prodotta il carattere più importante che dovrebbero avere: la QUALITÀ FOTOGRAFICA." (Tina Modotti, Sulla Fotografia in Mexican Folkways,
1929).
Tra le prime donne a dedicarsi alla fotografia professionale, è stata definita dalla critica "il primo documento sulla fotografia impegnata socialmente e
politicamente nel corso della storia". La vicenda artistica e politica della Modotti ha incrociato tutti i principali movimenti artistici e i grandi eventi
storici del primo '900.
Muore in Messico, nel 1942, a causa di un attacco cardiaco che lascia ancora oggi molti sospetti. Il giorno dopo Pablo Neruda dedica una toccante
poesia a questa donna dalla vita avventurosa, segnata da forti passioni politiche e sentimentali: femme fatale, modella sensuale, fotografa sincera e
rivoluzionaria appassionata. I primi versi sono scolpiti sulla sua tomba che si trova nel Pantheon de Dolores di Città del Messico.


CONFERENZA STAMPA: giovedì 27 aprile ore 11.30
Roma, Complesso del Vittoriano, Sala Giubileo, Via San Pietro in Carcere

INAUGURAZIONE: giovedì 27 aprile ore 18.30
Roma, Complesso del Vittoriano, Sala Giubileo, Via San Pietro in Carcere

INGRESSO LIBERO
Orario: tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30
Per informazioni: tel. 06/6780664

Ufficio Stampa Provincia di Roma: tel. 06/67662616; fax 06/67662661; ufficiostampa@provincia.roma.it
Ufficio Stampa Novella Mirri: tel. 06/6788874; cell. 335/6077971; ufficiostampa@novellamirri.191.it
Assistenti: Paola Saba, Allegra Seganti

Roma, aprile 2006

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl