LEONARDO GENIO E CARTOGRAFO

la bellezza e la forza espressiva dei cinque più famosi capolavori cartografici di Leonardo provenienti dal castello di Windsor, collocandoli nell'ambito

16/giu/2003 15.49.01 Novella Mirri Contatta l'autore

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LEONARDO GENIO E CARTOGRAFO


Arezzo, Palazzo Comunale
Piazza della Libertà, 1
domenica 22 giugno-domenica 30 settembre 2003

Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana


Sono disponibili immagini in formato jpg

COMUNICATO STAMPA

Dopo cinquecento anni dalla loro realizzazione, tornano insieme, per la prima volta in Italia, cinque delle più importanti opere cartografiche di Leonardo,
per gentile concessione di S.M. la Regina Elisabetta II.
La mostra "Leonardo genio e cartografo", ospitata nell'area espositiva del trecentesco Palazzo Comunale della città di Arezzo dal 22 giugno al 30
settembre 2003, nasce per celebrare il cinquecentenario dalla realizzazione delle carte del Valdarno e della Valdichiana di Leonardo e per avvicinare il
più largo pubblico di ammiratori del genio vinciano, di cultori della Geografia e della Cartografia, di curiosi e appassionati ad una produzione artistica e
scientifica nota solo ad un ristretto pubblico di specialisti.

Promossa dal Comune di Arezzo e dall'Istituto Geografico Militare, la mostra "Leonardo genio e cartografo" si avvale del Patrocinio della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, del Ministero della Difesa, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Esteri, del Ministero per l'Innovazione
Tecnologica, dello Stato Maggiore della Difesa, dello Stato Maggiore dell'Esercito. Curata da Andrea Cantile, la rassegna offre la possibilità di ammirare
la bellezza e la forza espressiva dei cinque più famosi capolavori cartografici di Leonardo provenienti dal castello di Windsor, collocandoli nell'ambito
della produzione tecnica e scientifica del tempo. Ecco dunque incunaboli e trattati su come misurare le superfici, le distanze, i monti, i fiumi; una preziosa
edizione del Liber Elementorum di Euclide del 1482; bussola, piombo, archipendolo, quadrante e astrolabio; alcuni esempi significativi della produzione
cartografica del Quattrocento e tre apocrifi del Trattato della Pittura di Leonardo.

"Leonardo genio e cartografo": l'uso del termine "genio" per definire in modo sintetico le qualità di Leonardo ha nel tempo dato forma ad una sorta di
espressione tautologica dal momento che il significato di tale elemento linguistico è stato sostanzialmente abbinato allo stesso nome del Maestro quasi
a diventarne un sinonimo. Questa associazione ha assunto una dimensione di universalità tale da far ritenere l'artista una sorta di Mida, come se non
esistesse campo che non lo abbia visto antesignano di qualche teoria, invenzione, dimostrazione o suggestiva ipotesi rivelatasi in seguito
rivoluzionaria. Le sue doti, le sue capacità e le sue conoscenze non potevano essere ignorate nell'indagare un lato particolare della sua poliedrica
attività e per riassumerne il senso si è voluto impiegare proprio il termine "genio" anteponendolo a quello di "cartografo" per sottolineare come il
raggiungimento di alti livelli di creazione artistica e scientifica anche in questo campo sia stato fortemente legato al suo essere individuo eccezionale,
dotato di grandi ed innate virtù.

Il percorso della mostra contestualizza nella cultura del tempo la creazione delle cinque opere cartografiche di Leonardo per evidenziarne prima i rapporti
con la cultura scientifica e la produzione cartografica del tempo ed entrare poi nello specifico della loro realizzazione individuandone limiti e
potenzialità. A questi capolavori del Maestro fa quindi da cornice una selezione di opere coeve, immediatamente precedenti e successive all'artista, che
compongono uno spaccato del panorama culturale, scientifico e tecnologico nel quale si inserisce la realizzazione di queste opere del genio vinciano.
La mostra è strutturata in quattro sezioni: la Scienza, la Tecnologia, la Produzione cartografica e la Tribuna leonardiana, preceduta da una piccola
rassegna di apocrifi leonardiani del Trattato della Pittura.
· La Scienza. Undici esemplari originali dei principali saggi e trattati riguardanti le conoscenze scientifiche dell'epoca presa in esame, in relazione
alla matematica, alla geometria, al rilevamento, alla geografia ed alle opere militari.
· La Tecnologia. Quattordici strumenti e modelli, i primi costituiti da esemplari originali impiegati per il rilevamento topografico e per
l'investigazione scientifica, gli altri ricostruiti a partire da documentazioni certe, tratte dalla letteratura scientifica del tempo e realizzati per l'Istituto e
Museo di Storia della Scienza di Firenze e per il Museo degli Strumenti dell'Istituto Geografico Militare.
· La produzione cartografica. Antologia cartografica composta da otto importanti opere datate a partire dal 1455 che tracciano un breve profilo della
produzione cartografica avente per oggetto l'Italia e la Toscana tra il XV ed il XVI secolo.
· Apocrifi del "Trattato della Pittura" di Leonardo. Provenienti dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze e dalla Biblioteca Leonardiana di Vinci,
vengono esposti i tre apocrifi del "Trattato della Pittura" per sottolineare il forte legame esistente tra le teorizzazioni formulate dal Maestro in tale campo
e la realizzazione delle sue opere cartografiche.
· La Tribuna leonardiana. Cuore di tutta l'esposizione, la sezione permette di ammirare le Paludi Pontine, la Carta della Toscana occidentale, la
Carta dell'Italia centro-nord, la Vista della Valdichiana e la Carta della Valdichiana, conservate presso la Royal Library di Windsor ed ottenute in prestito
per gentile concessione di S. M. la regina Elisabetta II. Le opere ritornano insieme per la prima volta in Italia, a distanza di circa quattrocento anni, dopo
aver seguito vicende ancora non del tutto note, con vari passaggi di mano che, dopo la morte del Maestro, le vedono in possesso del suo allievo
Francesco Melzi fino al 1570, anno della morte di quest'ultimo, per passare poi nella collezione dello scultore Pompeo Leoni (1533 ca. - 1608), che ne
ottiene la proprietà acquistandoli dal figlio del Melzi, e giungere in seguito, nel 1630, sul suolo inglese, come patrimonio del conte di Arundel, Thomas
Howard, fino a ritrovarsi poco dopo come parte del prestigiosissimo patrimonio della Collezione Reale di Windsor.

L'acquisizione della scienza cartografica per Leonardo non è improvvisa: l'attività cartografica del Maestro è per consuetudine rapportata alla sua attività
di ingegnere e architetto al servizio delle più potenti personalità del tempo - da Cesare Borgia a Niccolò Macchiavelli, da Giuliano de' Medici a Francesco
I - nel momento in cui realizza delle mappe per motivi di ordine militare e idraulico. Come sottolinea Carlo Starnazzi nel saggio in catalogo, "l'attenzione
riservata agli aspetti topografici, geografici e geologici di un particolare 'sito' valutato nella sua complessità paesaggistica in lui si afferma sin dal suo
apprendistato presso la bottega del Verrocchio". Nel tentativo di stabilire una visione organica del mondo rappresentato fondata su di un ordinamento dei
dati dell'esperienza, fondamentale per Leonardo lo studio degli "Elementi" di Euclide. Inoltre, "come in Vitruvio si presupponeva per gli architetti un
sapere commisto di teoria e pratica, di prospettiva e geometria nella progettazione dei vari edifici, così in Leonardo la geometria appare lo strumento
capace di interrelare i diversi campi della ricerca, dalla meccanica all'idraulica, dall'anatomia alla cartografia" (Carlo Starnazzi).

Se la cartografia, nel cercare di riprodurre in piano la superficie "sferica" della terra o parti di essa attraverso un processo di astrazione mirato
"rappresenta in definitiva una delle opere intellettuali più complesse" (Andrea Cantile), le mappe di Leonardo presentano novità ragguardevoli nel campo
della tecnica cartografica. Come sottolinea Andrea Cantile "la forza espressiva e la plasticità di queste rappresentazioni derivano soprattutto dall'impiego
del lumeggiamento delle masse montuose e dal tentativo di restituzione delle stesse secondo rapporti di proporzionalità". L'artificio grafico che riesce ad
evidenziare le forme orografiche è lo sfumo. Geniale, inoltre, l'uso del colore che "anticipa quel concetto di 'più scuro più alto' che rimarrà invariato fino ai
nostri tempi".
Leonardo arriva alla costruzione cartografica dopo aver compiuto ricognizioni, osservazioni, disegni dal vero, misurazioni e stime di distanze, e
utilizzando un processo mentale articolato che si avvale della complicità di ricerca artistica e scientifica. Il grande artista "infondendo in tale attività la
sua intelligenza, la sua arte, il suo acume scientifico e raggiungendo momenti di vera genialità, può a buon titolo essere considerato il più grande
cartografo del suo tempo" (Andrea Cantile).

Catalogo: Istituto Geografico Militare. € 50,00 cartonato; € 25,00 brossurato
Testi di Andrea Cantile (curatore), Margherita Azzari, Emilio Borchi, Martin Clayton, Sebastiano Gentile, Giovanna Lazzi, Renzo Macii, Andrea Masturzo,
Mara Miniati, Romano Nanni, Antonio Paolucci, Carlo Pedretti, Leonardo Rombai, Carlo Starnazzi, Daniela Stroffolino.

Orario: tutti i giorni 10.00 -20.00
Costo del biglietto: € 6,00 intero; € 4,80 ridotto (minori di 18 anni; anziani oltre i 65; studenti universitari che possono esibire il libretto; gruppi di adulti oltre
le 15 unità); € 3,00 (dipendenti Enti Organizzatori, Sponsor); gratuito bambini fino ai 6 anni; portatori di handicap con accompagnatore; insegnanti per
ciascuna classe di ogni ordine e grado)

Per informazioni: fino al 21 giugno tel. 0575/377822; dal 22 giugno tel. 0575/377882
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; fax 06/6791943; ufficiostampa@novellamirri.191.it

Roma, 9 giugno 2003


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