"Le mille e una seta" - Personale di Danilo Maestosi - Complesso del Vittoriano - 27/06-5/07-2006

27/giu/2006 16.36.00 Novella Mirri Contatta l'autore

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"Le mille e una seta"

P E R S O N A L E D I D A N I L O M A E S T O S I

Roma, Complesso del Vittoriano
Sala Giubileo, Via San Pietro in Carcere
martedì 27 giugno - domenica 5 luglio 2006


COMUNICATO STAMPA


"Rivivono avventure, evocano luoghi che hanno attraversato, meraviglie che li hanno incantati: le cupole di Istambul, le morbide tavolozze delle
moschee di Isfahan e Samarcanda, i templi in rovina di Palmira ed Eliopoli, castelli arroccati su aspre colline che hanno cambiato più volte guarnigioni
e bandiere, i padiglioni di lacca delle città proibite, i souk di Gerusalemme e Damasco.
Non so se questa notte di destini, fruscii e colori incrociati appartenga alla cronaca o alla leggenda. L'ho immaginata guardando da piccolo i campioni
che mio padre, un mercante di seta anche lui, accarezzava sulla sua scrivania. E ho provato a fissare il ricordo nei quadri di questa mostra." (D.
Maestosi).

Tra fiabesche atmosfere da "Mille e una notte", suggestioni rubate alle calde tonalità della sabbia del deserto e ai rossi tramonti orientali, sognanti
armonie cromatiche sospese tra africani cieli stellati e magici fruscii di stoffe preziose, dal 27 giugno al 5 luglio 2006 la Sala Giubileo del Vittoriano
ospita la personale di Danilo Maestosi "Le mille e una seta": una quarantina di opere tra tecniche miste, olii, tempere, acrilici, pastelli, collage, che
raccontano di viaggi tra paesaggi dell'anima, sulle vie della seta, sulle tracce di un filo incantato tra sogni, fantasie, ricordi, percorsi immaginati.
La mostra "Le mille e una seta", promossa dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali -, dalla Provincia di Roma - Assessorato alle
Politiche della Cultura, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi, e dall'Associazione Stampa Romana, è organizzata e prodotta da Comunicare
Organizzando.

La mostra
A due anni di distanza dalla mostra "Lunario", Danilo Maestosi torna al Vittoriano con un'altra personale a tema che suggerisce paesaggi dell'anima a
due dimensioni che rifiutano gli artifici della prospettiva e offrono una visione frontale. Su tutto un inarrestabile flusso cromatico frutto di
un'immaginazione fervidissima che con la leggerezza e lo splendore di un filo di seta sottile come un ricordo costruisce eleganti arabeschi tra vaporose
tempere blu indaco, verdemare, aranciati intrisi di sole. Simili a sogni, svaporano visioni come Il padiglione di bambù, Il mercante di tappeti, Le vasche
del tintore, Lanterne Rosse, Notturno d'oppio, La notte attorno al fuoco, L'invasione dei Mongoli, Il vento del deserto.
Il suggestivo titolo "Le mille e una seta" ispirato ad uno dei capolavori della letteratura araba e mondiale con la sua frusciante allusione
all'inesauribile fascino de "Le mille e una notte" incornicia motivi e intenzioni che hanno ispirato questo nuovo ciclo di lavori e che riaffiorano in modo
costante nella pittura di Danilo Maestosi.
Innanzitutto l'idea del viaggio, come tragitto d'identità, memoria e scoperta. Il percorso è qui segnato dalle tappe toccate dalle carovane di mercanti
che seguivano le vie della seta, dalla Cina all'Europa, attraverso le steppe dell'Asia centrale, gli altopiani dell'Afghanistan e dell'Iran, i porti dell'India,
i deserti dell'Arabia, della Siria e dell'Iraq fino al Mediterraneo.
Come scrive Claudio Strinati, l'Artista "ha raccolto uno spunto che sembra veramente provenire da un passato remotissimo e che, pure, incombe
sull'oggi e, anzi, è talmente ricco di conseguenze da provocare la passione e il coinvolgimento di gente da ogni parte della terra. Si tratta del fatale
incontro Oriente-Occidente che si è dimostrato capace di nutrire l'immaginario di innumerevoli generazioni e che Danilo Maestosi ha posto al centro
della sua attitudine evocativa."
In secondo luogo l'idea di un tempo circolare che intreccia come fili di uno stesso gomitolo archeologia, storia e cronaca. In terzo luogo il piacere della
narrazione e del racconto, la pittura come una prosecuzione ideale della scrittura, che ne dilata le suggestioni e ne prende a volte in prestito i segni: nei
quadri in mostra molti i rimandi ai motivi decorativi delle sete cinesi e al fascinoso potere evocativo dell'alfabeto arabo e degli ideogrammi cinesi.
Quarto motivo: il desiderio di esplorare, nel clima di conflitto, paure ed esasperato rigetto che domina oggi i rapporti tra due culture originate da una
stessa matrice, i rapporti e i punti d'incontro fra Occidente ed Oriente. E infine un eco autobiografico: un omaggio ad Athos Maestosi, il padre del
pittore, commerciante di seta. Così, i dipinti in mostra si offrono alla vista come stoffe sontuose, tappeti arabescati, pizzi, merletti, morbide sete.
Tutti noi abbiamo dentro qualcosa della nostra infanzia: ricordi, odori, immagini, colori che occhieggiano qua e là nella memoria. "Danilo Maestosi
riproduce nei suoi quadri i riflessi fiabeschi dei ritagli che suo padre, mercante di seta, esponeva sulla sua scrivania: così i luccichii di quei ricordi
diventano colori, ombre e luci, ripercorrendo una via della seta tutta particolare, vissuta dall'artista attraverso le sue sensazioni. Nelle sue "Mille e
una seta" c'è l'emozione del bambino, ma c'è anche la conoscenza attenta di una tradizione nata in Cina cinquemila anni fa e approdata in Occidente da
due millenni, una lunga via della seta che ha attraversato i secoli e i continenti portando con sé il gusto del bello." (G. Borgna).
Maestosi ha operato così una singolare contaminazione tra elementi della sua storia personale e suggestioni derivanti da una sperimentata tempra di
viaggiatore incantato da mondi reali e immaginari. La sua è infatti "un'arte emotiva e realmente "sentimentale" perché vuole rendere il fascino della
percezione e la seduzione di ciò che appare desiderabile e misterioso nel contempo." (C. Strinati).

L'artista
Danilo Maestosi, sessantadue anni, una lunga carriera di giornalista: ha lavorato per il Tempo, per la Rai come inchiestista, commentatore e critico
teatrale, per Paese Sera e per l'Ansa. Dopo due anni di lavoro nel cinema con la Gaumont è entrato a far parte della redazione de Il Messaggero, dove
si occupa di arte, archeologia, architettura, ambiente. Dipinge da almeno venti anni "per dare aria a un'anima che il dovere della scrittura mandava
raramente in vacanza". Da otto anni ha iniziato un'attività espositiva sempre più intensa.


A corredo della mostra verrà proiettato il Video "Trame" a cura di Giulio Arcopinto, Giacomo Fabbrocino e Corrado Morra, realizzato e prodotto dal
gruppo Pigrecoemme di Napoli.


Catalogo: Comunicare Organizzando
INGRESSO LIBERO
Orario: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.30. La mostra chiude alle ore 19.00
Per informazioni: tel. 06/6780664

Ufficio Stampa: Novella Mirri: tel. 06/6788874; cell. 335/6077971; ufficiostampa@novellamirri.191.it
Assistenti: Paola Saba, Allegra Seganti

Roma, giugno 2006

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