PADRE MATTEO RICCI. L'EUROPA ALLA CORTE DEI MING

L'incontro tra civiltà europea e cinese realizzatosi attraverso l'esperienza storica e l'opera del gesuita Matteo Ricci (Macerata 1552- Pechino1610), per la

16/lug/2003 16.07.21 Novella Mirri Contatta l'autore

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Padre Matteo Ricci
L'Europa alla corte dei Ming

Macerata
Auditorium San Paolo, Palazzo Ricci, Pinacoteca Comunale
sabato 19 luglio 2003 - domenica 5 ottobre 2003

Roma
domenica 23 ottobre 2003 - domenica 11 gennaio 2004



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COMUNICATO STAMPA

L'incontro tra civiltà europea e cinese realizzatosi attraverso l'esperienza storica e l'opera del gesuita Matteo Ricci (Macerata 1552- Pechino1610), per la
prima volta viene analizzato e proposto a studiosi e grande pubblico attraverso la mostra "Padre Matteo Ricci. L'Europa alla corte dei Ming". Noto ai
cinesi come Li Madou, Matteo Ricci introduce per primo teologia, filosofia, letteratura, arti e scienze occidentali nel Paese del Drago; primo grande
sinologo della storia, traduce in latino i Quattro libri confuciani. Ospitata dal 19 luglio al 5 ottobre a Macerata presso Palazzo Ricci, la Pinacoteca
Comunale, l'Auditorium San Paolo, e dal 23 ottobre all'11 gennaio 2004 a Roma, la rassegna è curata da Filippo Mignini, studioso di storia della filosofia
e direttore dell'Istituto Ricci di Macerata..

Organizzata dall'Istituto Matteo Ricci di Macerata per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, in collaborazione con Regione Marche,
Provincia di Macerata, Comune di Macerata, Banca delle Marche, la mostra "Padre Matteo Ricci. L'Europa alla corte dei Ming" vuole ricostruire gli anni
della formazione europea di Matteo Ricci e l'incontro con la Cina nel quadro dei rapporti politici internazionali di fine Cinquecento attraverso circa 200
opere tra libri preziosi, opere pubblicate da Ricci, strumenti musicali cinesi e occidentali, strumenti scientifici occidentali introdotti in Cina dal celebre
gesuita come mappamondi, orologi, astrolabi, meridiane, compassi, clessidre e poi ancora oggetti che ricreano l'atmosfera della corte e delle case dei
mandarini quali porcellane, dipinti, acquarelli, bronzi e abiti di fine epoca Ming.

Missionario della compagnia di Gesù, umanista e matematico, astronomo, geografo e cartografo, entrato in contatto diretto con "questo altro mondo della
Cina", Matteo Ricci impiega diciotto anni per risalire da Macao a Pechino, con la consegna di convertire l'imperatore al cristianesimo. Benché non gli sia
consentito neppure di incontrare personalmente il "figlio del cielo", vive per un decennio presso la corte e all'ombra della sua protezione, con il titolo di
mandarino e sostenuto economicamente dal pubblico erario. Come scrive un letterato cinese, "il dottor Li (Ricci) ha aperto gli occhi della Cina sul mondo":
preparando cinque diverse edizioni di carte geografiche universali con le nuove misurazioni dei meridiani e paralleli, dimostrando definitivamente che il
Catai di Marco Polo coincide con la Cina, costruendo astrolabi, sfere terrestri e celesti, orologi solari e meccanici, strumenti per gli osservatori di
Nanchino e Pechino, introducendo la Geometria di Euclide e altri trattati scientifici grazie ad un minuzioso lavoro di traduzione e apprestandosi a
riformare il calendario cinese alla vigilia della morte.

La vita di Matteo Ricci - Li Madou
Nato a Macerata il 6 ottobre 1552, studia al collegio dei Gesuiti della città marchigiana e nel 1571 entra nel noviziato della Compagnia di Gesù. Nel 1572
emette i primi voti e inizia la sua solida formazione al Collegio Romano. Destinato alle missioni d'Oriente, salpa da Lisbona nel 1578 per giungere in
India, a Goa e successivamente a Cocin, dove riceve gli ordini sacri e celebra la prima messa nel 1580. Padre Michele Ruggeri, che si trova già a Macao
e ha difficoltà con la lingua, sollecita l'arrivo del giovane Ricci, che vi giunge nel 1582 e inizia a studiare la lingua cinese. Scrive: "Subito mi detti alla
lingua cina… Quanto al parlare è tanto equivoca che tiene molte parole che significano più di mille cose, et alle volte non vi è altra differentia tra l'una e
l'altra che pronunciarsi con voce più alta o più bassa in quattro differenti toni; e così, quando parlano, alle volte tra loro per potersi intendere scrivono
quello che vogliono dire…La scrittura cinese ha tante lettere quante sono le parole o le cose". Intanto assiste ai ripetuti tentativi falliti di entrare in Cina da
parte dei confratelli. Nel settembre 1583, con il permesso del viceré e scortati da un suo soldato, Ricci e Ruggeri giungono a Canton, dove iniziano a
costruire una prima casa e la prima chiesa. Nel 1584 pubblica il primo mappamondo cinese e nel 1587 inizia a scrivere il Catechismo in cinese. Nel
1597 è nominato superiore della missione e nel 1599, fallito un primo tentativo di soggiorno a Pechino, si stabilisce a Nanchino, fondandovi la quarta
residenza missionaria. Nel 1601, dietro autorizzazione scritta dell'Imperatore Wanli, entra a Pechino dove vive fino alla morte con il grado di mandarino.
In questi anni abbracciano il cristianesimo alcuni fra i più alti funzionari dell'apparato burocratico civile e militare cinese. Alla sua scomparsa, nel 1610,
l'imperatore concede un terreno per la tomba, fino ad oggi onorata: era la prima volta che ciò accadeva per uno straniero nella storia della Cina.

La mostra
"Padre Matteo Ricci. L'Europa alla corte dei Ming" vuole far conoscere la figura e l'opera di Matteo Ricci attraverso la presentazione dei temi principali
dell'incontro tra civiltà europea e cinese tra il 1580 e il 1610. Nell'incontro con il Paese del Drago, Li Madou è portatore non solo di una religione, quanto
di una intera civiltà caratterizzata da una precisa filosofia, teologia, scienza e arte. Da qui la necessità di documentare la preparazione culturale e
scientifica di Ricci e ricostruire il contesto storico mostrando così il significato e il valore dell'impresa compiuta dal gesuita e dai suoi compagni: aver
vinto la secolare diffidenza e paura dei cinesi nei confronti degli stranieri e aver avviato un lavoro straordinario di diffusione della conoscenza reciproca
tra mondo occidentale e orientale nel campo delle scienze, della filosofia e della religione. Matteo Ricci per primo fa conoscere all'Occidente la civiltà
cinese con la pubblicazione della sua Storia, con le Lettere e la traduzione latina dei Quattro libri di Confucio, ora perduta.
Il percorso della mostra si snoda attraverso sei sezioni:
· Scienze occidentali introdotte in Cina: matematica, astronomia, geografia, cartografia, orologi. E' Ricci a far conoscere ai cinesi che la terra non è
quadrata ma rotonda. Pubblica sei edizioni di mappamondo (in realtà carte geografiche universali) stampate in centinaia di copie di cui rimangono
pochissimi esemplari. In mostra viene eccezionalmente esposto l'originale in bianco e nero ricciano della terza edizione Pechino, 1602 proveniente dalla
Biblioteca Vaticana e vengono presentate rare carte geografiche cinesi precedenti e successive a Ricci.
· Vita quotidiana nella corte e nelle case dei mandarini: dipinti, porcellane, bronzi e abiti di fine epoca Ming.
· L'incontro con le religioni cinesi (confucianesimo, buddismo, taoismo): oggetti rituali, tavolette per il culto degli antenati, idoli, statuette di dei ed
eroi.
· Libri e tecniche di stampa: carta, pennelli e inchiostri, matrici di legno per la stampa, opere pubblicate da Ricci e da amici cinesi. Ampio spazio è
dato agli autori e ai testi della sua formazione letteraria e filosofica: ad esempio di Cicerone sono esposte alcune opere in edizione cinquecentesca tra le
quali il De Amicitia e di Euclide gli Elementi di geometria poi tradotti in cinese da Ricci. Straordinaria la presenza della matrice in legno servita per la
stampa della lettera composta da Ricci che Sisto V avrebbe dovuto mandare all'imperatore della Cina.
· Strumenti musicali cinesi e strumenti occidentali introdotti in Cina. Da segnalare uno dei primi esemplari di clavicembalo da tavolo e di organo
portatile.
· Pittura ad olio, sconosciuta ai cinesi prima di Ricci.


Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta, a cura di Filippo Mignini

Organizzazione e realizzazione: Istituto Matteo Ricci, Macerata
Orario: Macerata, 10.00-13.00; 16.00-20.00. Lunedì chiuso
Costo del biglietto: Intero Euro 3,00; Ridotto Euro 2,00
Per informazioni: Istituto Matteo Ricci, tel. 0733/258317; fax 0733/258333; e-mail: mignini@unimc.it, libingkui@hotmail.com; Fondazione CARIMA, tel.
0733/261487; fax 0733/247492;
e-mail: elisamori@fondazionemacerata.it

Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; fax 06/6791943; e-mail: ufficiostampa@novellamirri.191.it


Roma, 15 luglio 2003


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