FILLEA CGIL: IL SEGRETARIO GENERALE RISPONDE SUL BLOG DEI RESTAURATORI

FILLEA CGIL: IL SEGRETARIO GENERALE RISPONDE SUL BLOG DEI RESTAURATORI

01/ago/2006 16.37.00 collettivorestauratorinapoletani Contatta l'autore

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FILLEA CGIL: IL SEGRETARIO GENERALE RISPONDE SUL BLOG DEI RESTAURATORI
 
Il segretario generale della Fillea Cgil nazionale Franco Martini ci invia una nota che provvediamo a pubblicare. Apprezziamo la correttezza, l'umiltà e la modestia nel rispondere ai post pubblicati sul nostro blog. Non condividiamo per niente la sua posizione. La Fillea Cgil nazionale si occupa della vicenda dei restauratori da oltre sette anni senza raggiungere alcun risultato. I lavoratori e le lavoratrici continuano ad essere sfruttati dall'arcipelago di micro-imprese del settore e dalle imprese associate all'Ance. La Fillea Cgil nazionale e le strutture locali del sindacato di categoria non aprono uno scontro vero con i costruttori perchè cogestiscono negli enti bilaterali(cassa edile, CPT, e Scuole Edili). Inoltre i sindacati di categoria della funzione pubblica presenti nelle Soprintendenze e nel Ministero dei Beni Culturali da anni conoscono bene il dramma e le condizioni di vita e di lavoro dei restauratori e delle restauratrici. Martini ci accusa di intimorire la sua organizzazione. E' il solito linguaggio di un sindacato che criminalizza chi ha il coraggio di denunciare la linea accomodante della Fillea nazionale.
Perchè Martini non ha aperto un'inchiesta interna dopo la fuga dalla Fillea di Roma di oltre duecento restauratori? Perchè non ha provveduto a fare delle verifiche sui "corsi di formazione" organizzati dalla scuola edile romana e sulla cooperativa dei restauratori? Perchè non lo domanda al Signor Macchiesi?

Caro Martini,
Non abbiamo mai messo in dubbio la sua onestà intellettuale e morale. Ma i suoi comportamenti e le sue funzioni comunque non si discostano da una linea sindacale cogestionaria e filopadronale. Perchè la Fillea Cgil non si scontrerà mai con i costruttori, piccoli e grandi, fino a quando ci saranno le "quote di servizio" e gli scheletri nell'armadio....
Questo Blog sarà uno strumento di informazione senza veli e senza censure. Non sarà nè un Ufficio Stampa "ovattato" gestito dalla sua Mercedes, nè un luogo di insulti.
Utilizzeremo internet per elevare la coscienza critica dei lavoratori e delle lavoratrici. Perchè per noi il Sapere (con la S maiuscola) è importante per formare e costruire uomini e donne "nuovi"(parafrasando Antonio Gramsci). Molti dirigenti della Fillea nazionale e locale si sono mantenuti e continuano a mantenersi a galla fino ad oggi perchè sono stati favoriti dalla scarsità di conoscenze culturali dei lavoratori edili. Qualche "strillo in testa" o qualche "parolone" nelle assemblee o nei direttivi provinciali e nazionali sono un modo per mantenere "autorità" e carisma. Per alcuni di loro questo metodo è servito per dichiararsi "dirigenti sindacali". Come sono ridicoli e vanitosi questi "dirigenti sindacali" quando si presentano nelle assemblee o nei direttivi nazionali e provinciali. Il loro essere "segretari" è una sorta di gallone, una patente per "contare", uno status sociale. Un modo per essere "qualcuno" ma in in realtà non sono nessuno nella vita reale. Personaggi che non pensano mai con la propria testa e dicono sempre di sì. Personaggi che utilizzano le vicende dei restauratori e delle restauratrici per far carriera. Anche alcuni "giovani" che in realtà sono già vecchi come la neosegretaria generale toscana vengono formati in questo modo. Dire sempre Sì, non pensare autonomamente ma omologarsi al pensiero del "gruppo dirigente" significa non inimicarsi nessuno ed avere la carriera garantita. Mentre bravi e coraggiosi dirigenti sindacali a livello locale e nazionale - amati dai lavoratori - vengono emarginati solo perchè hanno avuto le palle di opporsi ai "poteri forti" del settore delle costruzioni e pensano con la propria testa e non si sono mai arruffianati i "potetnti" segretari generali per fare carriera ma hanno agito con modestia ed umiltà con il solo fine di migliorare le condizioni di vita e di lavoro di centinaia di lavoratrici e lavoratori. Ma il sapere, le conoscenze si diffondono sempre di più. Internet è uno strumento che vale centomila volte di più un "sampietrino"...
Caro Martini,
Faccia meno battute e meno ironia nelle assemblee(tra l'altro non ci fa neanche ridere) e nei direttivi ed inizi a fare opera di pulizia e di moralizzazione nella sua organizzazione. Inizi dal Signor Macchiesi e dal Signor Righi.
Noi restauratori e restauratrici non vogliamo essere le ciliegine sulla torta, i "fiori all'occhiello" da esibire sulla stampa o nei congressi. Le restauratrici non vogliono fare le "belle statuine" sedute sulle presidenze a fianco del segretario generale. .....

 
RESTAURO WORKERS www.collettivorestauratorinapoli.blogspot.com

Pubblichiamo integralmente la nota del segretario generale della Fillea Cgil Franco Martini

Non è mai appartenuto alla cultura della Cgil e della Fillea la tendenza a personalizzare le vicende politiche e sindacali che ci hanno visti protagonisti nel corso degli anni.
Che il settore dei Beni Culturali viva problemi gravi è indubbio, che le lavoratrici ed i lavoratori del settore siano oggetto di palesi ingiustizie sul piano economico, professionale e della stessa dignità personale è altrettanto fuori discussione. La Fillea-Cgil ed il Coordinamento FilleaRestauro da anni stanno costruendo una iniziativa per elevare la qualità di sviluppo del settore ed il livello della tutela di chi vi lavora.
Si può condividere o meno il modo come questo tentativo venga esercitato, si possono avere altre opinioni sulle iniziative e gli obiettivi da perseguire.
Certo, è quanto mai singolare, per non dire sconcertante, che con tutti i nemici da combattere per affermare una causa comune il Collettivo Restauratori di Napoli si ostini ad individuare nella Fillea Cgil e nei suoi dirigenti e rappresentanti i bersagli principali delle proprie azioni verbali.
E’ una scelta che non ha bisogno di commenti, dato che rimanda a periodi già vissuti dal sindacalismo confederale e la cui sterilità è già stata dimostrata ampiamente dalla storia vissuta.

Ognuno è libero di fare come vuole. Non saranno certo le elucubrazioni del detto Collettivo ad intimorire la nostra organizzazione, che al contrario proprio in questi giorni sta intensificando il proprio lavoro per portare a casa risultati concreti, non proclami inconcludenti o promesse astratte.
Sarebbe molto più costruttivo per le lavoratrici e lavoratori del restauro e dell’archeologia che ambizioni comuni trovassero le vie del dialogo e del confronto, a partire da Napoli, dove esiste un lavoro della Fillea verso il settore.
Se qualcuno al confronto ed alla soluzione dei problemi preferisce la competizione fra le sigle, abbia almeno il buon gusto di non denunciare gli interessi delle altrui lobbie, altrimenti è legittimo il nostro dubbio che anche questo modo di comportarsi rappresenti un equivalente interesse di parte, del quale si dovrebbe ugualmente provare vergogna.

Franco Martini


Roma, 1 agosto 2006
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