FILLEA CGIL: ECCO COME I RESTAURATORI SONO SVENDUTI DA LIBERO ROSSI DELLA CGIL BENI CULTURALI

13/set/2006 13.10.00 collettivorestauratorinapoletani Contatta l'autore

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FILLEA CGIL - ECCO COME I RESTAURATORI SONO SVENDUTI DA LIBERO ROSSI
 
Ecco le prove della svendita dei restauratori e delle restauratrici. Leggete questa lettera inviata dal Sig. Libero Rossi della Cgil Beni Culturali. E' stato lui che ha difeso il codice Urbani, è stato lui che ha sponsorizzato la lobby dell'Icr. E' Lui che utilizza i restauratori e le restauratrici per trattare su altre cose... E' lui che sta contrattando con il Ministero dei Beni Culturali in nome e per conto nostro. Libero Rossi non ti permettere più di presentarti alle assemblee dei restauratori!!Sarai fischiato sonoramente!! Cosa dice adesso Franco Martini segretario nazionale della Fillea Cgil nazionale? LEGGETE QUESTA LETTERA CHE IL SIGNOR LIBERO ROSSI DEL COORDINAMENTO BENI CULTURALI DELLA CGIL HA INVIATO A RUTELLI(STAMPATELA E DIFFONDEDELA NEI CANTIERI). E' LO STESSO LIBERO ROSSI CHE PUNTUALMENTE VIENE INVITATO AI CONVEGNI, CONGRESSI, RIUNIONI IN FILLEA CGIL. E' LO STESSO LIBERO ROSSI CHE DIFENDE GLI INTERESSI DELLE LOBBY DELLE SCUOLE DI ALTA SPECIALIZZAZIONE.....
Ministro per i beni e le attività
Culturali
On. Francesco Rutelli
“Bravo Ministro”.
Sarei tentato di richiamare il titolo di G. Mascia su “Liberazione” (del 3 giugno 2006), con il quale rivolgeva un elogio chiaro al ministro Mastella per la grazia concessa a Bompressi, per come intende affrontare il problema delle carceri nel nostro Paese e per come ha voluto onorare la festa della Repubblica facendo visita ai carcerati di Regina Coeli. Un vento nuovo? O un nuovo modo di affrontare i problemi o, infine, un cambiamento radicale rispetto al passato governo di centro-destra?
Non so, ancora, se è un modo per tenere fede ai programma elettorale dell'Unione e del presidente Prodi che, in più occasioni, ha ribadito la necessità di cambiamenti sostanziali rispetto al passato o invece si tratti del “coraggio di stupire”.
Aspettiamo anche noi, dei Beni Culturali, almeno l'occasione per dire “Bravo Ministro” o, se preferisce, del romanesco “facce ride!!”. Per ora questa espressione liberatoria e di condivisione rimane bloccata nei nostri pensieri e relegata solo nell'orto degli auspici.
In un recente convegno, svoltosi a Gubbio, sul tema il “Restauro architettonico oggi”, un maturo professore universitario, un po' teorico sognatore e un po' poeta, individuava il nocciolo centrale del restauro nella capacità e nella predisposizione razionale ed affettiva della nostra società di “avere cura” dei monumenti e dei valori culturali collegati. Questa predisposizione interiore, a nostro modo d'intendere, non è sufficiente ma potrebbe rappresentare un modo nuovo per affrontare il problema.
Abbiamo “criticato” la sua nomina proprio perché convinti che, con i suoi molteplici incarichi, lei non sarà in grado di “avere cura” del nostro Ministero; e la mancanza di tempo, necessario per capire, non potrà che risolversi in atti e decisioni usuali e scontate. Decisioni superficiali sull'onda del pensiero comune.
Proprio il prof. Salvatore Settis, in uno dei suoi innumerevoli scritti sui Beni Culturali, metteva in evidenza la paradossale trasversalità e continuità delle politiche attuate dai vari governi, di destra e di sinistra, sui Beni culturali. Tutte ugualmente sbagliate e tutte estranee ai veri problemi del settore. Ma le stesse menti non possono che produrre le stesse idee. Non sono in discussione il valore, le conoscenze e le capacità del prof. Settis, quale intellettuale del settore, ma è stato il Consigliere del ministro Urbani e in parte coautore, con meriti, del Nuovo Codice. Noi della CGIL abbiamo difeso, in assoluto isolamento rispetto alle varie intelligenze della sinistra, la validità del Codice Urbani e quindi apprezzato il lavoro svolto dal prof. Settis ma, ugualmente, riteniamo la nomina inopportuna e preoccupante in quanto denota una predisposizione a scelte facili, scontate improntate alla continuità. È il segnale di una assenza di volontà di ricerca e di una mancanza di predisposizione al cambiamento. Ci aspettiamo da lei, sig. Ministro, una politica nuova sui Beni culturali, un nuovo modo di gestire il Ministero, un nuovo modo di assegnare cariche e di dare incarichi; ci aspettiamo da lei una politica che sappia rompere la continuità trasversale del settore puntando sulle innovazioni e su figure nuove, capaci e preparate, meglio ancora se giovani e fuori dai paludamenti del pensiero corrente. Si potrebbe iniziare dagli apparati dirigenziali del Ministero che registrano gli stessi volti da sempre. Riteniamo che sia giunto per qualcuno il tempo della meritata pensione, per essere prossimi ai limiti d'età, e per qualcun altro incarichi e ruoli di diverso peso ed importanza. È necessario individuare in tempi brevi procedure serie e trasparenti che consentano di effettuare selezioni mirate per conferire nuovi incarichi a livello dirigenziale. È fondamentale poter contare su un apparato dirigenziale motivato e dinamico. Riteniamo inoltre, conoscendo il nostro settore e nello stesso modo il mondo professionale esterno ed il mondo delle Università, che le risorse debbano essere ricercate all'interno della struttura ministeriale, puntando su figure che hanno abbondantemente maturato esperienze, capacità ed indipendenza di giudizio.
Sono in fase di conclusione i processi di riqualificazione che, con incertezze, difficoltà e smagliature abbiamo portato a compimento. Riteniamo di aver dato una buona risposta alla valorizzazione delle professionalità, al riconoscimento delle mansioni svolte e alle legittime aspirazioni di progressione della propria carriera a quasi tutti i dipendenti del ministero: naturalmente si poteva fare meglio e di più. Per esempio tuttora continuano a mancare i “passaggi d'area” sui quali fin dal 2001 Cgil e Cisl hanno speso la credibilità del loro modo di essere sindacato mentre l'Amministrazione continua a non rispondere.
Si prospettano ora, con le firme dei contratti e con la scelta della sede, situazioni critiche per molti uffici periferici. Ritorna il problema delle piante organiche, in molti casi inadeguate e penalizzanti per il personale. Non possiamo non comprendere la posizione dell'Amministrazione che si attesta su di un assoluto rigorismo comportamentale; ma, ahinoi, solo a parole. Secondo il mio modo di leggere, deve essere valutata in modo ampio ed aperto, ed in modo prioritario, la funzionalità degli uffici e sullo stesso piano di valore le aspettative ed i desideri dei funzionari. Ritengo salutare e fonte di arricchimento professionale il cambiamento di ufficio e di regione ma questo processo di arricchimento professionale non può essere scaricato esclusivamente sulla pelle dei lavoratori. Siamo il comparto che registra gli stipendi più bassi del panorama Stato, insieme alla Pubblica istruzione - questo nonostante che un accordo nel 2002 fu stipulato con il ministro Urbani- e ogni trasferimento non voluto comporta una sensibile riduzione di salario dei dipendenti ed un rendimento inferiore rispetto ad altre situazioni di lavoro. Pertanto è necessario risolvere con pacatezza e grande buon senso il problema del trattamento salariale portando a conclusione i processi di riqualificazione con i passaggi d'area e serve, anzi è necessario, un segnale chiaro che provenga dalla guida politica del Ministero.
Ripetiamo - Cgil e Cisl-, da un po' di tempo, sempre le stesse richieste ma ancora non abbiamo ricevuto alcun cenno di riscontro. Pertanto continuiamo a ripetere, quasi come quei pugili un po' suonati che appena sentono il suono del gong si mettono in guardia, le nostre priorità d'intervento. Proviamo ad elencarle in modo sintetico.
Sulle Direzioni Regionali ho abbondantemente espresso il pensiero della Cgil. In sintesi: uffici inutili che hanno destabilizzato gli equilibri lavorativi delle Soprintendenze di settore, hanno aumentato la burocratizzazione del sistema, hanno creato incertezze e confusione. Sono state sperimentate per più di due anni e tutte, nello stesso modo, hanno dato risultati pressoché negativi. Mi sembra che sia giunto il tempo, prima che sia troppo tardi, di prendere delle decisioni strutturali chiare: o cancellazione totale o, in alternativa, riduzione drastica di ruolo e competenze; altrimenti ritorno della centralità della tutela in capo alle Soprintendenze di Settore. Di conseguenza modifica o ridiscussione del DPR 173/2004.
La tutela paesaggistica nel nostro paese non è mai sta in grado di dare risposte apprezzabili. D'altra parte con la legge 431/85 quasi il 50% dell'intero territorio nazionale è sottoposto a vincolo è necessario procedere in tempi rapidi alla formulazione dei nuovi piani paesaggistici così come previsto nel Codice ed è necessario implementare sensibilmente l'organico degli uffici periferici chiamati a dare i pareri per le successive autorizzazioni paesaggistiche. Un ipotizzato e auspicabile restringimento delle aree tutelate dovrà essere accompagnato da maggiore attenzione e maggiore sensibilità.
Stabilizzazione del personale precario e fine della “precarietà”.

Riconoscimento del settore del restauro come ambito di alta specializzazione e particolarità lavorativa con necessità proprie che esulano, in buona parte, dal campo dei Lavori Pubblici. Rivedendo in taluni casi il codice De Lise.
Conclusione dell'iter per il riconoscimento dei diplomi rilasciati dalle Scuole di Alta formazione
.
Avvio delle prove concorsuali per l'acquisizione della qualifica di restauratore.

Ampliamento delle dotazioni organiche al fine di un incremento delle figure tecnico-scientifiche e svecchiamento delle attuali consistenze.
Revisione generale degli organici in funzione di un attento studio dei carichi di lavoro e delle specifiche competenze dei vari uffici.
Aumento programmato delle risorse da investire nel settore legato alle reali capacità di spesa degli uffici.
Dirigenza e questione delle “reggenze”.
Soppressione della società Ales.
Rivisitazione delle funzione della società Arcus altrimenti suo soppressione.
Così come, per continuare, è forte la richiesta di avere relazioni sindacali coerenti e cogenti avvalorate da una delegazione trattante credibile e interessata ai temi del personale. Per chi scrive ha rappresentato uno scandalo la chiusura dei musei la notte del 20 maggio e la mancata progettualità verificatasi nelle biblioteche e archivi.
Mi fermo qui aspettando una convocazione da parte sua e nell'attesa le invio cordiali saluti.
Roma 5 giugno 2006
FP-CGIL bac
Libero Rossi
 
RESTAURO WORKERS - www.collettivorestauratorinapoli.blogspot.com

 


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