Ricorso a Napolitano e delibera comunale, il gioco delle parti?

03/giu/2014 07.48.36 salviamo bracciano Contatta l'autore

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3 Giugno 2014: Con la delibera di Giunta (perchè non di Consiglio?) n.°187 del 22-05-2014 (vedi link), siamo arrivati al PARADOSSO! Ma, per meglio far capire ai lettori, occorre procedere con ordine.

L'Amministratore Unico della Bracciano Ambiente ( nonchè avvocato personale del sindaco ) Marcello Marchesi, in data 22-04-2014, inoltrava ricorso al Presidente della Repubblica contro il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, per non aver concesso l'autorizzazione richiesta, per l'ampliamento di Cupinoro, essendo l'area interessata, definita ZPS e zona gravata da Usi Civici.

Il ricorso é stato esteso anche al Comune di Bracciano(?), socio unico in nome della cittadinanza e, lo stesso, ha dovuto ricorrere alla delibera di cui sopra. I cittadini appaiono frastornati! Ma non era stato proprio il nostro sindaco a volere, con incomprensibile determinazione, l' avv. Marchesi al vertice della società , mentre 1500 firme ne chiedevano la destituzione? Non l'aveva sempre sostenuto, affiancato in ogni atto al di là di ogni ragionevole prudenza? La sintonia si è dunque spezzata? O é forse un caso di tradimento da..."Tu quoque  Brute fili mi"? Si tratta forse di una strategia ignota a noi comuni mortali che vorremmo solo chiarezza? Ricordiamo che gli stessi revisori il 23 aprile scorso avevano chiesto un’assemblea straordinaria  " senza indugio". Non è stata mai convocata.  E'  forse solo furbizia per coprire eventuali responsabilità? Perdonateci la malizia se la vediamo come un sottile gioco delle parti (non è accaduto lo stesso con la società Prato Giardino?) di cui neanche ci sfugge la logica!  Una certezza però l'abbiamo e la possiamo affermare: a pagare gli errori del socio unico, il comune, dell'amministratore unico e della disastrosa gestione della Bracciano Ambiente che ha prodotto debiti e perdita di posti di lavoro , saranno solo i cittadini chiamati , ancora una volta, a saldare anche le parcelle degli avvocati!

La delibera di Giunta n.°187 del 22-05-2014  http://www.halleyweb.com/c058013/mc/mc_attachment.php?x=&mc=3884

Associazione SALVIAMO BRACCIANO

 

DISCARICA, LA BRACCIANO AMBIENTE RICORRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER RIAPRIRE CUPINORO

30 Maggio 2014: Su Cupinoro si potrà pronunciare anche il presidente della Repubblica Napolitano. La Bracciano Ambiente, si rivolge a Napolitano, anche in attesa della decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo scoglio da superare per riaprire, ampliare e realizzare il polo dei rifiuti lo ha posto il MiBACT, il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, che ha negato il permesso. Sia rifiutando la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), non essendo la zona compatibile causa i vincoli paesaggistici, sia opponendosi alla costruzione degli impianti previsti di trattamento TMB, causa l’impatto sul paesaggio dei capannoni e delle altre strutture incompatibili anche per dimensioni.

Nell’esprimere parere negativo, il Ministero ha tenuto conto anche del grande patrimonio artistico-archeologico già sacrificato e destinato a ulteriori distruzioni. Ricordiamo che la necropoli di Cerveteri (patrimonio UNESCO) è a pochi km. E proprio in questi giorni al Palazzo delle Esposizioni  di Roma è in corso la mostra sugli Etruschi, con materiale proveniente per la gran parte dal nostro territorio. Che il museo del Louvre venga a domicilio per mostrarci il nostro patrimonio artistico, mentre noi lo seppelliamo sotto 80 metri di rifiuti, e pare che non basti, dovrebbe indurre i nostri governanti a prendere decisioni nel rispetto dell’interesse e della tutela del bene comune.

La nostra associazione, insieme ai comitati e a molti degli organismi che rappresentano la volontà di gran parte dei cittadini, si dissocia da questa iniziativa ed esprime preoccupazione per la decisione della Bracciano Ambiente SpA, società pubblica dei cittadini di Bracciano, appartenente al Comune di Bracciano. La montagna di rifiuti doveva essere chiusa da anni e l’area bonificata. Ancora oggi non si trovano i soldi accantonati negli anni per la sua bonifica, l’area gestita dall’Università Agraria di Bracciano che avrebbe dovuto tutelarne le finalità agro-silvo-pastorali, è ZPS (zona a protezione speciale) e insiste sugli usi civici, sono in corso indagini della magistratura su presunte illegalità, la popolazione insiste per avere risposte e garanzie sulla tutela della propria salute e aspetta di usufruire di un sistema virtuoso per la raccolta e la gestione dei rifiuti, tuttora inesistente.

Cupinoro non diventerà la nuova Malagrotta. Ricordiamo che giovedì 5 giugno inizia a Roma il processo contro il ras dell’immondizia Manlio Cerroni, imputato insieme all’ex presidente della Regione Lazio negli anni ’90 Bruno Landi, a Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia, a Francesco Rando e Piero Giovi, storici collaboratori del patron di Malagrotta,  a Raniero De Filippis, ex dirigente della Regione, e Sicignano, direttore della discarica di Albano Laziale.

Firmato: Associazione SALVIAMO BRACCIANO, Comitato RIFIUTI ZERO FIUMICINO, Comitato NO DISCARICA di CERVETERI, Comitato TERRA NOSTRA, Comitato di Zona BORGO SAN MARTINO, Coordinamento RIFIUTI ZERO PER IL LAZIO

 

 

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