Il ritorno della psicologia italiana: dalla psicosintesi al PEAC

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08/lug/2014 17.34.57 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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La Notiziah24


A.VV. PEAC Psicologia dell’evoluzione armonica della coscienza. Un approccio evolutivo per la crescita interiore (Armando editore, Roma, 2014). La Psicologia dell’Evoluzione Armonica della Coscienza (PEAC) cerca di realizzare la creazione di un nuovo concetto di Psicologia, connesso al suo significato originario di “discorso sull’Anima”.

Il lavoro costante e quotidiano con singoli, coppie, famiglie e gruppi ha consentito alla PEAC di validarsi sul campo con l’evidente efficacia nella risoluzione rapida e permanente di alcune psicopatologie. Le difficoltà di personalità risultano meno gravi e più accettabili, se osservate dal piano della Coscienza, che può essere costantemente stimolata nelle persone, come una Meditazione quotidiana.

Dario Sepe è psicologo, psicoterapeuta Sistemico-Relazionale, fondatore e supervisore dell’Associazione Il Filo dalla Torre. 
Adriana Onorati è psicologa, presidente dell’Associazione Il Filo dalla Torre. Fortunata Folino è psicologa, psicoterapeuta, specialista in Psicologia della Salute. 
Maria Pia Rubino è psicologa, psicoterapeuta Sistemico-Relazionale. Tra le loro pubblicazioni: PEIAD - Un approccio evolutivo all’autismo (con Zeppetella L., Torino, 2009).
Fortunata Folino è psicologa, psicoterapeuta, specialista in Psicologia della salute
 


*C’era una volta la psicologia cosiddetta umanistica, di derivazione psicanalitica, lo stesso Jung in particolare, la scuola neofreudiana,Fromm in particolare, con singolare e anticipatoria apertura anche alla psicologia intuitiva orientale (il libro di Fromm con Suzuky sul buddismo Zen): in Italia poco nota si sviluppò a Firenze, la cosiddetta Psicosintesi, il Dottor Roberto Assagioli, suo promotore: una anche ardita per l’epoca amplificazione oltre certo riduzionismo del Freud classico… una quasi via all’italiana per la profonda revisione junghiana allo stato nascente, una estensione concettuale del cosiddetto Inconscio o ID (ES), la scoperta o almeno concettualizzazione di un Inconscio, sulla scia soprattutto dello stesso Jung (ma a ben vedere anche dello stesso freudiano selvaggio e “psicosomatico” Groddeck), più complesso e stratificato, un livello anche superiore, quasi sorgente dei valori “azzurri” della specie umana, si chiami Spirito, Psiche, Anima, Mente, “Divino”.
Rispetto allo Jung contemporaneo, la psicosintesi di Assagioli si differenziava per certa speculazione subito orientata in senso pragmatica, operativa e terapeutica.
Buona parte del novecento, incluse parecchie variabili, da Jaspers a Binswanger , l’analisi esistenziale, fino alla stessa antipsichiatria, anche a livello quasi popolare, si è caratterizzata per tale psicologia stessa contemporanea, appunto almeno nel percepito.
Poi era elettronica, certo ritorno della psicologia più strettamente scientifica, tra cognitivismo e neuroscienze, Intelligenza Artificiale inclusa, invero pur creativamente contaminate, almeno tacitamente, da parecchie intuizioni della psicanalisi stessa. Caso limite, la Scuola di Palo Alto americana, del celebre Watzlavick, versione già sistemica dell’analisi translazionale, da cui, in certo modo diversi rami delle evoluzioni o scenari successivi.
Tra essi, nello specifico la dinamica cosiddetta  (dal 2000) Peac del libro e degli autori in questione, nuovamente con accenti assai eclettici, sistemici, postjunghiani - e l’idea stessa della Sincronicità, che colpì parecchio anche certa scena pop controoculturale, dai Beatles a Sting dei Police- Dagli autori peraltro - al passo con certa stessa centrale attenzione pragmatica e meno speculativa, …ricombinata in tal senso, sempre affascinante ma un poco più terrestre, disincrostando una delle teorizzazioni più spregiudicate di Jung, ai confini - vedi W. Pauli- con la Fisica contemporanea.
E come accennato, recuperando e attualizzando la stessa psicosintesi di Assagioli, dopo la svolta sistemico-cibernetica di Palo Alto, relativizzando, infine sia la psicanalisi umanistica alla Fromm o Maslow ecc., sia quella del Fare Anima di un Hilman dopo Jung, assai famoso anche al grande pubblico.
Il Peac testimonia la stessa psicologia neoumanistica nel suo non facile divenire contemporaneo, dopo, come segnalato, certo boom di nuovi paradigmi più relativamente “scientisti”: la cura come obbiettivo, ma oltre il mito della Terapia, eclettismo aperto: prospettive sempre in work progress, sinergiche anche con certa matrice filosofica, quasi neolistica, (echi ad esempio quella “perenne” ai limiti di certo spiritualismo della stessa Alice Baley), persino certa Fisica,”trascendente” magari del Tao (o del… Karma e dei Chakra), oltre al Pauli-Jung già citati.
Una avvertenza: nulla a che vedere, viste certe apparenti analogie e anche riferimenti, con certa ben nota parapsicologia new age: qua il tutto, coerentemente con gli intenti non banali, alti ma sublimi, è benissimo articolato e ben calcolato (nel senso nobile e elevato del numero caro a Leibniz) in rigorosi circuiti- per così dire- integrati del Self creativo.
Appunto, nonostante l’ansia oggi molto concreta dei tempi, non soli mali oscuri di generazioni (come in certo novecento) alto borghesi o spiriti sensibili e creativi oltre la media, nell’età di massa virtuale dei Selfie, ben venga un ritorno aggiornato, per strategie conoscitive, non solo terapeutiche, ma più “esistenziali”, del Self, quel quid o memo di - almeno- esperimento della bellezza e della verità per ogni Personalità autonoma e non automatizzata.
 
Roby Guerra
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