"Il ritorno dei Visconti": la vita ai tempi del Ducato in mostra a Bellinzona

31/lug/2014 19.32.08 Idee&Parole Contatta l'autore

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Per tutta l’estate rimarrà aperta la mostra a Bellinzona:
armi, gioielli, tessuti, pergamene, monete 
oltre a ricostruzioni fedeli degli abiti del tempo, per raccontare la ricchezza e la prosperità dell’antico Ducato di Milano

 

Per conoscere il valore della nostra storia

Una breve gita oltreconfine per ammirare gioielli, ricche armature, tessuti intarsiati, incunaboli, medaglioni e monete, ma anche oggetti della vita di tutti i giorni nel XIV secolo. Allestita con pezzi provenienti dai musei svizzeri e italiani e da raccolte private, la mostra “Il ritorno dei Visconti” illustra la grandezza e la prosperità del Ducato di Milano, nello splendido scenario del Museo di Castelgrande di Bellinzona.

Valeria Marone, Presidente di Bellinzona Turismo, così spiega gli obiettivi che l’hanno indotta a realizzare la mostra, aperta fino al 9 novembre: “Abbiamo voluto rivolgerci non solo al target degli specialisti, che apprezzeranno il rigore scientifico su cui si basa, ma anche al grande pubblico, allo scopo di avvicinare anche i più giovani ai temi della storia partendo dalle tradizioni e dalla vita quotidiana, dagli oggetti presenti sulle tavole imbandite, alle monete, alle armi”.  Prosegue Marone: “Il forte legame tra Bellinzona e Milano ai tempi del Ducato di Milano era già stato evidenziato nel progetto europeo “Castelli del Ducato”, di cui questa mostra vuole essere l’ideale continuazione, proiettandosi anche verso EXPO 2015”.

  

Moda e design a Milano da oltre 500 anni

La progettista della mostra Pinuccia Brunella e la curatrice Mirella Motta, entrambe partner nel progetto dedicato ai castelli del Ducato, hanno reso evidente il rapporto tra moda, creatività, sensibilità estetica e competenze tecniche proprie del periodo, tra il 1300 e il 1500, nel quale possiamo immaginare Milano già in un certo senso “centro della moda e del design”.

L’abbigliamento del tempo, ricostruito con gli abiti delle scuole di moda AFOL di Milano e Polimoda Firenze, ci rimanda ad una corte dove la giovanissime Beatrice d’Este, donna colta e raffinata, dettava il gusto e le tendenze della moda anche alle maggiori corti europee, veicolando lo stile e la potenza della corte di Milano nel suo ruolo di ambasciatrice per conto del marito Ludovico il Moro.

Un prezioso monile realizzato dal gioielliere milanese Fulvio Maria Scavia ispirandosi ai gioielli viscontei, racchiude l’essenza dell’epoca ducale, quando Milano divenne culla di lavorazioni preziose nell’oreficeria e nella tessitura di filati preziosi.

 

I castelli del Ducato di Milano, tra diletto e difesa

Tra i luoghi che hanno conservato tracce del periodo visconteo presenti nella mostra ricordiamo il Castello di Cusago, alle porte di Milano, residenza di caccia e di feste di corte, che il Duca di Milano raggiungeva per le “vie d’acqua”, ora in attesa di un urgente restauro che lo riporti ai fasti di un tempo; il castello di Vogogna, importante baluardo a difesa della Val D’Ossola, e il Castello di Somma Lombardo; la rocca di Angera, il Castello di Locarno  e molti altri castelli e fortificazioni che nel percorso ideale tracciato da Milano a Bellinzona la mostra ripercorre disegnando una mappa del potere del Ducato Visconteo.
La grande varietà di armi del tempo sono testimoniate dai prestiti di collezionisti:
alabarde, daghe, spingarde, balestre, bombardelle da assedio, una piccola colubrina, a cui si aggiunge anche una gabbia per tortura. Ricordiamo che le armi del Ducato venivano richieste anche  dai re di Francia e d’Inghilterra e che a Milano tra il 1300 e il 1500 erano attivi più di  cento produttori di corazze, ed intere vie erano dedicate a questi mestieri: Via degli Spadari, via dei Speronari, via degli Armorari.

  

Gli stemmi e le imprese

Potenti strumenti di creazione del consenso nell’epoca sforzesca erano gli stemmi che rievocavano le gloriose imprese milanesi, ben rappresentati nella mostra di Castelgrande. Mescolando abilmente elementi storici e mitologici, le imprese vennero spesso utilizzate da Francesco Sforza prima e da Ludovico Il Moro poi per ampliamenti onorifici a favore di alcune famiglie del Ducato, ma col passare del tempo vennero inserite negli stemmi di quelle casate. Colpiscono in particolare nella mostra di Castelgrande le “rotelle”, scudi di forma circolare in legno e ricoperti di cuoio dipinto che raffiguravano le gesta degli Sforza. La mostra “Il ritorno dei Visconti” ospita le “rotelle” provenienti dal Museo storico di Lucerna: fanno parte del cospicuo bottino recuperato dai confederati in seguito alla battaglia di Giornico, durante la quale le truppe di Giangaleazzo Sforza subirono una clamorosa sconfitta.

Ospite a Castelgrande è anche la preziosa pergamena Torriani, bolla papale del 1453 con la quale Niccolò V accordava alla famiglia Della Torre il permesso di erigere un convento per i padri Serviti, e un calice tramandato insieme ad altri preziosi oggetti a Mendrisio dalla Fondazione Prioria della Torre.

 

Una mostra e un museo in un luogo “Patrimonio dell’Umanità”

La mostra di Castelgrande è strategicamente posizionata di fronte al Museo del Castelgrande, con le sue interessanti tavolette decorate del soffitto di Palazzo Ghiringhelli a Bellinzona.

La cornice della mostra e del museo è Castelgrande, che insieme a Montebello e Sasso Corbaro è suggestiva testimonianza  dell’architettura fortificata medievale dell’arco alpino. Frutto della intensa attività edilizia promossa dai Duchi di Milano nel 1400, il complesso di fortificazioni di Bellinzona con le sue mura merlate – dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità -rende l’idea di quello che doveva essere il possente impianto difensivo, con torri e porte, che sbarrava la valle del Ticino in tutta la sua larghezza per arrestare l’avanzata dei confederati svizzeri.

Una visita alla mostra è anche l’occasione per conoscere Bellinzona e percorrere l’area pedonale con i suoi vicoli e piazze, i cortili e le vecchie case, che raccontano secoli di storia scritta da romani e longobardi, svizzeri e milanesi.

  

ORARI, COSTI & CONTATTI, OFFERTA TURISTICA “A PACCHETTO”

 

“Il ritorno dei Visconti”
10 maggio – 9 novembre
Bellinzona Castelgrande
Sala Arsenale e Museo


ORARI

Maggio – giugno / settembre - novembre

Lun-Dom: 10.00-18.00

 

Luglio – agosto
Lun-Dom: 10.00-19.00

 

COSTI

Biglietto intero CHF 15 – 12 euro
Biglietto studenti CHF 7.50 – 6 euro (fino ai 6 anni gratuito)
Biglietto Famiglie CHF 20 – 16 euro

 

 

OFFERTA TURISTICA

“Pacchetto” con biglietto di entrata alla mostra + pernottamento e mezza pensione in hotel tre stelle in centro, ingresso SPA

 

HOTEL INTERNAZIONALE a Bellinzona ***

www.hotel-internazionale.ch

Un pernottamento in camera doppia o singola con colazione

Cena, bevande escluse c/o Ristorante Internazionale

Entrata alla SPA

Entrata alla mostra a Castelgrande

Prenotazione tramite email o telefono

info@hotel-internazionale.ch

Tel: 0041 91 825 43 33

Codice “Pacchetto Visconti”

Valido da subito fino al 9 novembre 2014

Con pernottamento in camera doppia: Euro 270 (135 a testa)

Con pernottamento in camera singola: Euro 160

 

 

 

CONTATTI

 

Per il pubblico                                                                                       

Bellinzona Turismo

Tel. +41 91 825 21 31

Palazzo Civico info@bellinzonaturismo.ch

CH-6500 Bellinzona www.bellinzonaturismo.ch

 

Per la stampa:

Giulia Leone (Idee & Parole)
giulia.leone@idee-parole.it                        

Mobile: +39 347.9830985

Fisso: +39 02.90390871

 

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