Ottime critiche per i suggestivi scatti di Jacqueline Domin a “Spoleto incontra Venezia”

27/ott/2014 17.40.38 ufficio stampa milano Contatta l'autore

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La grande mostra di "Spoleto incontra Venezia" è giunta al termine ottenendo vastissimi consensi generali nei due pregiati contesti espositivi a Venezia in cui è stata allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. L'evento, a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, ha radunato esponenti illustri del panorama attuale. Nel novero dei partecipanti la rinomata fotografa Jacqueline Domin ha proposto con ottimi apprezzamenti i suoi originali scatti d'autore.

La Domin lavora senza l'utilizzo del flash, le bastano i riflessi prodotti dai riverberi naturali, poiché si affida alla straordinaria potenzialità della luce. Sul particolare stile che la contraddistingue e la rende inconfondibile è stato scritto "Nelle immagini traspare una luminosità, che trasforma i paesaggi in icone, in raffigurazioni di stile sacro. Il suo occhio arguto e perspicace si lascia guidare dal biancore cangiante per poi insinuarsi nei pori naturali e negli anfratti nascosti, tra i velati spazi d'acqua e le onde verdeggianti delle pianure erbose. Si avvale di tonalità colorate sempre di una gradazione sopra o sotto la cromia reale, capaci di allacciare i fili segreti che uniscono il macrocosmo al microcosmo, l'infinitamente piccolo all'infinitamente enorme, in un intreccio compositivo di equilibrata armonia d'insieme".

 

Le raffigurazioni della Domin trasmettono emozioni e suggestioni dal potente impatto visivo. Maestra dell'arte fotografica di formazione autodidatta, attraverso l'uso delle sfumature cromatiche e dei bagliori luminosi esalta il messaggio introspettivo contenuto nell'attimo fuggente immortalato e lo rende eterno e sempre presente. Le opere fanno riflettere l'osservatore mediante il sapiente uso della dicotomia del gioco tra luci e ombre, chiaro-scuro. L'obiettivo diventa il filtro per cogliere e trasfigurare il reale, personalizzandone la proiezione e fissandola nel tempo con vigorosa forza rievocativa.

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