TOULOUSE LAUTREC. Uno sguardo dentro la vita

16/set/2003 16.10.52 Novella Mirri Contatta l'autore

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Toulouse-Lautrec
Uno sguardo dentro la vita

Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Roma - Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
sabato 11 ottobre 2003 - domenica 8 febbraio 2004

COMUNICATO STAMPA

"Ammirare una mostra delle opere di Toulouse-Lautrec equivale a visitare il suo mondo privato, un mondo di immagini e personaggi contrastanti,
costituito da aristocratici e clown, sportivi e ballerine di cancan, bordelli e café. Nei ritratti di persone e luoghi che lo hanno toccato e nel documentare le
proprie attività quotidiane, Toulouse-Lautrec racconta due storie: la propria e quella della sua generazione. Le sue stesse opere diventano manufatti del
suo tempo: ritratti, manifesti ed illustrazioni. Se un archeologo li rinvenisse tra qualche secolo tra i resti della civiltà Occidentale, si imbatterebbe in
un'accurata documentazione della vita parigina tra il 1880 ed il 1900.".

Personaggi nei caffè-concerto di Montmartre, nelle sale da ballo, nei postriboli, nel celebre Moulin Rouge, nei circhi, nei teatri, raccontati con caustica
malinconia per mezzo di una pennellata rapida, rivivono nella mostra "Toulouse-Lautrec. Uno sguardo dentro la vita" ospitata al Complesso del Vittoriano
dall'11 ottobre 2003 all'8 febbraio 2004. Prima grande retrospettiva romana dedicata all'artista francese, l'esposizione propone all'attenzione di studiosi
e grande pubblico uno spaccato di umanità pittoresca popolata da ballerine, prostitute, clown, attrici, aristocratici e borghesi parigini, attraverso circa
centocinquanta opere tra oli, disegni, incisioni, litografie e l'intera collezione di manifesti. "Toulouse-Lautrec. Uno sguardo dentro la vita" propone
unitamente alla vasta produzione grafica e ai manifesti di Toulouse-Lautrec anche i meno noti oli su tela.

La Mostra promossa dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali, con l'Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche e l'Assessorato
alla Comunicazione - in collaborazione con la Provincia di Roma - Presidenza, Assessorato alle Politiche Culturali, della Comunicazione e dei Sistemi
Informativi - nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il
patrocinio della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, del Ministero per gli Affari Esteri, del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca, della Regione Lazio (Presidenza e Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport, Turismo).

"Toulouse-Lautrec. Uno sguardo dentro la vita" a cura di Julia Frey maggiore esperta americana sul tema (Prof. Emerita dell'Università del Colorado) si
avvale di un Comitato Scientifico composto da esperti di fama internazionale: Claudio Strinati (Soprintendente per il Polo Museale Romano), Danièle
Devynck (Direttore Musée Toulouse-Lautrec di Albi), Maria Teresa Benedetti (Comitato Scientifico del Complesso del Vittoriano). La rassegna è coordinata
e organizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

L'uomo e l'artista
Nato nel 1864 ad Albi da una famiglia di tradizione conservatrice e cattolica rimasta monarchica a settantacinque anni dalla Rivoluzione francese, viene
battezzato con il nome di Henri in onore del re in esilio. Nelle famiglie aristocratiche i matrimoni tra consanguinei erano frequenti e Toulouse-Lautrec,
figlio di cugini di primo grado, cresce affetto da malformazioni genetiche. Due disastrose cadute gli impediscono lo sviluppo degli arti inferiori
precludendogli la vita brillante e sportiva agognata per lui dal padre. La fervida immaginazione e il talento artistico aiutano Toulouse-Lautrec a tollerare i
dolorosi interventi chirurgici e la deformità fisica: inizia a disegnare per hobby sin dall'infanzia per decidere poi di dedicarsi interamente alla pittura. Si
immerge nel clima artistico parigino e inizia a frequentare l'ambiente di Montmartre. Ben presto la sua presenza nei più celebri locali notturni diventa
quotidiana. All'inizio degli anni '90 dell'Ottocento comincia a frequentare i bordelli e contrae la sifilide; verso la fine del 1897 il disagio emotivo e la
dipendenza dall'alcool sono sempre più evidenti. Diminuisce la creatività artistica: nel 1899 Toulouse-Lautrec viene ricoverato in una clinica privata per
malattie mentali. Una volta internato e impossibilitato a bere, l'artista migliora rapidamente e chiede di essere dimesso. Toulouse-Lautrec pensa che
l'unica maniera per essere dimesso sia realizzare una serie di disegni a memoria: lascia l'ospedale e per un breve periodo torna nella casa di famiglia.
Rientrato a Parigi, accompagnato da un amico assoldato dalla madre perché lo sorvegli, ricomincia a bere. La sua tavolozza cambia tonalità: dai colori
chiari e brillanti caratteristici della produzione artistica fino a quel momento, passa a colori più scuri e pesanti, al rosso vino, a pennellate e impasti
densi. Nell'agosto 1901 Toulouse-Lautrec viene colpito da un ictus, cade in coma e muore a soli trentasette anni.

La mostra
Toulouse-Lautrec non è di facile interpretazione. La sua opera, oggetto di accuse di superficialità e semplicistico richiamo delle masse, rivela invece una
grande complessità. Bernard Denvir di lui dice "che è diventato, con tutte le sue distorsioni, uno dei cliché visivi del ventesimo secolo". La mostra
"Toulouse-Lautrec. Uno sguardo dentro la vita" vuole testimoniare la profondità e complessità del suo percorso artistico e umano attraverso opere
provenienti da Musei pubblici quali il Musée d'Orsay e il Petit Palais di Parigi, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Metropolitan Museum of Art di New
York, la National Gallery di Washington, il Musée des Beaux Arts di Nancy, il Museum of Art di San Diego, la National Gallery of Canada di Ottawa.
"Uno sguardo dentro la vita", come afferma Julya Frey, evidenzia la volontà che ha caratterizzato l'intera carriera dell'artista, di rivelare ciò che si cela
dietro la superficie visibile sia dal punto di vista fisico che psicologico. "Ho cercato di disegnare in maniera realistica e non astratta. Ciò può forse
rappresentare un difetto, ma non ho pietà per le protuberanze e mi piace adornarle di peli superflui, per accentuarle più di quanto siano in realtà e
renderle evidenti", così scrive Toulouse-Lautrec in una lettera del 1881.
Sceglie dunque soggetti notoriamente scabrosi riuscendo a trarne il fascino che un altro occhio non avrebbe potuto scorgere. "In Toulouse-Lautrec vi è
scherno e crudeltà quando ci mostra i balletti, le danze delle donne, i rapporti fuori natura, ma egli rimane un artista integro, il suo sguardo impietoso
preserva la bellezza della vita e la filosofia del vizio che spesso ostenta in modo provocatorio, assume tuttavia un valore di clinica morale, grazie alla
forza del disegno e alla serietà dell'osservazione" (Gustave Geffroy, 1893).
Con lui sbirciamo sordidi locali notturni, pigri risvegli, meccanicità di gesti quotidiani, clownesse dalle carni pallide e stropicciati boa di struzzo,
grotteschi personaggi maschili e stanche ballerine. Renoir disse delle immagini dei bordelli di Toulouse-Lautrec: "sono spesso pornografiche, ma
sempre disperatamente tristi". L'arte di Toulouse-Lautrec è "comme un coup de poing" - come un pugno - ebbe a dire Maurice Joyant. "Visionario della
realtà" (A. d'Eugny, 1946), Toulouse-Lautrec ci racconta con sguardo acuto e indulgente, dell'evanescenza della bellezza, della fatica e della noia di
lavandaie e prostitute, di vite difficili, di oscure solitudini celate dietro amari sorrisi, di profonde cupezze nascoste dai luccichii della ribalta, del
disfacimento di corpi una volta floridi e invitanti.
La sua arte ed il suo stile di vita costituiscono l'incarnazione della sua persona: aristocratico, impulsivo, generoso, anticonformista, arrogante, tiranno,
spiritoso, graffiante, affettuoso, ironico. Artista di grande originalità, Toulouse-Lautrec è attratto inizialmente dall'impressionismo ma presto, influenzato
dal realismo di ascendenza fotografica di Degas, dai tagli prospettici e dalla spazialità bidimensionale dell'arte giapponese, dal "sintetismo" simbolista,
fa proprio un utilizzo del colore originale e una linea incisiva ed elegante.
I suoi manifesti sono capolavori d'arte e documenti di un'epoca. Conquistano le strade e il pubblico comincia a collezionarli. "Toulouse-Lautrec è padrone
della linea a un grado supremo, la domina con una sicurezza rara, la piega alla volontà del cervello, la rende spirituale, elegante o triste, sempre
decorativa, la sua grande scienza del disegno gli permette di operare con tinte uniformi una sintesi di grandissima originalità" (Frantz Jourdain, 1893).
Attraverso la naturalezza della sua grafia rivoluziona l'arte del manifesto e rompe i confini fra arti maggiori e arti applicate.

I capolavori esposti
L'occhio lucido di Toulouse-Lautrec si innamora del moderno; con tagli compositivi nuovi e grande maestria di disegno, fissa un mondo variopinto colto
nell'immediatezza del gesto. Intenso il ritratto della madre (1881-83) dove sapienti velature di bianco, grigio e celeste costruiscono volumetricamente la
figura assorta nei suoi pensieri di fronte ad una tazza di caffè; fortemente tipizzato con un rapido tratto di contorno e stesura à plat del colore, il
carismatico ritratto dello chansonnier Aristide Bruant (1892) che campeggia nelle vie parigine sui manifesti realizzati da Toulouse-Lautrec; una pennellata
energica e decisa delinea la figura della Donna che si infila una calza (1894), prostituta dalle carni sfatte osservata con ghigno cinico dalla tenutaria sulla
sinistra; quasi fotogrammi dell'anima scattati nella cornice di una turbinante Belle Epoque, il ritratto della Pagliaccia seduta (Mademoiselle Cha-u-ko)
(1896) e di Louis Pascal (1891), amico d'infanzia immortalato in piedi come se fosse appena entrato nella stanza o in procinto di uscirne nella freschezza
di un momento fugace colto con prontezza.
Nella Ballerina seduta su un divano rosa (1885-86) l'artista sembra seguire le modalità pittoriche di Renoir nella morbidezza vaporosa degli effetti, nella
delicatezza angelica dei lineamenti e nella scelta di eseguire un ritratto della ballerina che, in posa, guarda lo spettatore. L'originalità di Toulouse-Lautrec
emerge nel collocare la modella nel proprio studio, astraendola dal suo naturale contesto e denunciando, in un certo senso, l'artificiosità del ritratto.
L'olio su tela proveniente da San Diego raffigurante il Ballo in maschera all'Elysée Montmartre (1887 ca.), pur nell'indefinitezza del suo status di
bozzetto, denuncia stilisticamente la sua appartenenza alla prima giovinezza di Toulouse-Lautrec, per la pennellata liquida e trasparente, per i sordi
accordi cromatici, per una certa irrisolutezza compositiva mentre nel ritratto de Il pittore Grenier (1888) Toulouse-Lautrec riesce a cogliere un'espressione
incerta tra il pensieroso e il cogitabondo che, a giudicare da una fotografia, doveva essere tipicamente sua. Fissando sulla tela il ritratto del banchiere
Fourcade (1889) il pittore sceglie un punto di vista rialzato, in cui il pavimento appare inclinato e in rapida fuga verso lo spettatore comunicando
un'impressione di dinamicità alle figure. Un giardino fa invece da sfondo a Gabrielle la ballerina (ca. 1890), olio su tela conservato al Musée
Toulouse-Lautrec di Albi; Toulouse-Lautrec si concentra sulla resa di inediti e vivaci effetti cromatici e sull'integrazione tra uno sfondo movimentato da
taches quasi prive di passaggi tonali e il profilo guizzante della figura delineato con una pennellata continua viola, arrivando alla definizione dei volumi
con pochi, liberi colpi di colore trasparente. Gabrielle sarà spesso la modella di Toulouse-Lautrec, anche al di fuori della dimensione ritrattistica. Vestirà
infatti in più occasioni i panni della prostituta nella serie di dipinti dedicati al soggetto della visita medica obbligatoria nelle case chiuse.
Il divano (1893-1894 ca.) proveniente dal Masp di San Paolo appartiene alla folta serie di dipinti di bordello: nell'approssimazione della pennellata e nella
non-definizione dei particolari domina l'idea di un'istantanea scattata nell'inconsapevolezza dei soggetti ritratti. In quest'opera Toulouse-Lautrec coglie
con immediatezza la vacuità, la noia, il silenzio dell'attesa o del riposo di cui egli, in fondo, è uno spettatore privilegiato.
Nel panorama della controversa produzione degli ultimi due anni di vita dell'artista, il ciclo dedicato al dramma lirico Messalina di Armande Silvestre ed
Eugène Morande costituisce un episodio esaltante. Toulouse-Lautrec ritrova il gusto per lo spettacolo, per la messa in scena e la rappresentazione
secondo un punto di vista totalmente diverso rispetto a quello che in passato lo aveva guidato nel ritrarre vedettes e stars della scena parigina. Se ciò
che un tempo lo catturava era l'estemporaneità della posa, la fugacità di un'espressione, il comico o il grottesco che ne scaturivano, ora l'artista sembra
provare pienamente il gusto della parata, il fasto della scenografia, la pompa magna di una lirica in grande stile. L'artista punta così sulla composizione,
sulla scena abitata dai suoi personaggi, esaltati dalla coreografia luminosa nei colori profondi ma brillanti degli abiti che indossano. Messalina seduta
sul trono dalla gamma cromatica preziosa, dal colore sontuoso e brillante, dai barlumi di oro, bronzo e ottone.

Catalogo: Edizioni Skira - Milano

Sponsor: VODAFONE, RAS, Gioco del Lotto-LOTTOMATICA, FIT

Collaboratori ufficiali: Alitalia - vettore ufficiale, American Express - carta di credito ufficiale, Istituto Luce che collabora alla promozione dell'arte, Centrale
del Latte di Roma, Dimensione Suono Due, Hotel Eden, The Duke Hotel, Radiotaxi 3570, Progress Insurance Broker, Hotel Splendide Royal.

Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
Costo del biglietto: € 9,00 intero; € 6.50 ridotto
Per informazioni: tel. 06/6780664
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; 06/69380008; fax 06/6791943; ufficiostampa@novellamirri.191.it

Roma, 16 settembre 2003


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