ANIMAL HOUSE al Bioparco

Collezione Permanente del design italiano

20/set/2003 13.16.30 Novella Mirri Contatta l'autore

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COMUNE DI ROMA
Assessorato alle Politiche di Promozione dell'Infanzia e della Famiglia



ANIMAL HOUSE
QUANDO GLI OGGETTI HANNO FORME E NOMI DI ANIMALI

Collezione Permanente del design italiano
La Triennale di Milano
Curatore: Silvana Annicchiarico


Roma, Bioparco, Sala degli Elefanti
domenica 21 settembre - lunedì 20 ottobre 2003


COMUNICATO STAMPA


L'Assessorato alle Politiche di Promozione dell'Infanzia e della Famiglia sabato 20 settembre, nell'ambito delle sue iniziative al Bioparco, inaugurerà la
mostra "Animal House. Quando gli oggetti hanno forme e nomi di animali".
La mostra, curata da Silvana Annicchiarico, è prodotta dalla Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano ed è costituita da una
serie di oggetti di uso familiare e quotidiano, talora molto conosciuti, che richiamano nel nome e nelle forme animali di varie specie. Grazie a Comunicare
Organizzando, società che da molti anni opera nel settore della comunicazione e dell'organizzazione di grandi eventi culturali (basti ricordare le grandi
mostre d'arte degli ultimi anni al Complesso del Vittoriano: Cèzanne, Magritte, Il ritratto impressionista etc.), la capitale ha il privilegio di accogliere nella
suggestiva cornice del Bioparco, nel cuore di Villa Borghese questa singolare e originale esposizione che annovera tra gli altri la "Vespa" della Piaggio,
La "Topolino" della Fiat, la lampada "Pipistrello", il tavolo "Cicognino".
I 41 oggetti di design saranno posizionati in un allestimento mirato all'interno della "Sala degli elefanti", uno spazio che il Bioparco ha dedicato alle
mostre temporanee. L'esposizione sarà visitabile secondo gli orari di ingresso al pubblico della sede ospitante.

La mostra Animal House rientra nel progetto Le parole e le cose (Non sono una Signora, Animal House, Il mondo in una stanza) che punta ad esporre la
Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano con un taglio sempre nuovo e attento alle problematiche attuali, tracciando nuovi
possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano e consentendo di individuare, segnalare e acquisire nuovi oggetti che arricchiscano e
consolidino il patrimonio esistente.

Una ricerca preliminare ha consentito di costruire un repertorio formato all'incirca di 200 oggetti che hanno in comune (talora nella forma, talora nel nome,
talora in entrambi) un preciso riferimento zoofilo.
Un entomologo del design li potrebbe classificare in vario modo, distinguendo ad esempio fra specie volatili (la motocicletta Vespa, la lampada Airone),
specie acquatiche (la poltrona Delfino, la lampada Medusa) o specie terrestri (il telefono Grillo, l'automobile Topolino), oppure potrebbe mappare e
catalogare la consistente presenza di oggetti che rinviano ad animali ludico-fantastici (la seduta Moby Dick, il gatto Meo Romeo di Bruno Munari).
Questa tendenza zoofila del design italiano non è liquidabile come elemento accidentale o occasionale: rinvia piuttosto a un complesso meccanismo
simbolico che tende a collocare gli interni domestici sostituti o surrogati oggettuali di quel mondo animale che è stato inevitabilmente espulso dalle
nostre case.
Ciò accade con gli oggetti comuni e anonimi che hanno ormai assunto forme stereotipate di animali (i salvadanai a forma di porcellino, i salva spifferi a
forma di bruco), ma anche con i prodotti in serie del design più sperimentale.
Quasi tutti i più importanti designer italiani, non a caso, hanno prodotto oggetti zoomorfi o zoonomi: da Munari (la scimmietta Zizì) a Castiglioni (la
lampada Gatto), da Gae Aulenti (la lampada Pipistrello) a Marco Zanuso (la seduta Lombrico).
Non sempre sono animali domestici.
A volte gli oggetti del design evocano nel nome o nella forma anche animali esotici, feroci, selvatici, rapaci (Cobra, Giraffa, Rinoceronte, Serpente, Orca…).
Attraverso la loro presenza la casa si anima come uno zoo virtuale e il rimosso dell'animalità riemerge dentro la ratio tecnologica e moderna del
progetto.
Molti degli oggetti esposti in questa mostra fanno parte della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano, altri sono stati
selezionati in occasione della prima esposizione avvenuta in Triennale nel 2002, e sono entrati a far parte stabilmente della Collezione stessa.



Catalogo:

ANIMAL HOUSE
QUANDO GLI OGGETTI HANNO FORME E NOMI DI ANIMALI
A CURA DI SILVANA ANNICCHIARICO
EDITO DA COLLEZIONE PERMANENTE DEL DESIGN ITALIANO
LA TRIENNALE DI MILANO, MILANO 2002.
DISTRIBUZIONE CHARTA



INAUGURAZIONE: sabato 20 settembre ore 19.00


Per informazioni:
Comunicare Organizzando, tel. 06 3225380

Orario di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00


Ufficio stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874; tel. 06/69380008; fax 06/6791943;
e-mail: ufficiostampa@novellamirri.191.it



Roma, 19 settembre 2003


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